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Antichi riti nelle provviste casarecce

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 u sozizzu calavrisa. I cultori affermano che per gli insaccati la carne debba essere tagliata con il coltello e non macinata. Anticamente, quando la provvista della carne di maiale era un sostentamento base delle famiglie meno abbienti, si prestava un’attenzione religiosa, oserei dire, maniacale per certi aspetti. E usando tutte le accortezze suggerite dagli anziani, si ripetevano arcaiche movenze: accendere il fuoco sotto il calderone per bollire l’acqua che sarebbe servita per lavare la cotenna del porco e ammorbidire le setole così da poterle rasare con più facilità una volta morto e adagiato sul tavoliere. E poi riempire a mano i budelli una volta lavati e resi bianchi come la neve, controllati con cura e raccolti come le calze prima di essere infilate, ma in questo caso, destinati a raccogliere la carne facendo attenzione a pressare bene evitando sacche d’aria tra un impasto e l’altro quando, inseriti nell’imbuto di legno dal quale pendeva l’intestino vuoto. Il rituale è i...

Febbraio corto e amaro

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LE SCARPE. Frevaru curtu e maru. Frevaru È u tempu trista pe’ mali vestuti, ki moranu p'u'friddu.  Queste frasi si sentivano spesso fino a qualche decennio addietro. Ricordo la cura nello scegliere i capi d’abbigliamento, i vestiti e le scarpe che dovevano essere buone e durature. So controllavano le cuciture e la qualità della pelle della tomaia, petti e tacchi, e subito dopo si portavano dal calzolaio per fare applicare i salva petti e tacchi in gomma per farli durare di più  Ricordo andavamo da D'Elia, sul corso di Catanzaro insieme a mamma. Io mi lasciavo condizionare dall estetica, lei, donna pragmatica, dalla qualità.  In vetrina , gli ultimi arrivi erano ben esposti: le nuovissime uscite della beat generation col tacco alto e le fibre sul collo piede, e i classici scarponcini. Entrare da D’Elia era come varcare la soglia di un piccolo tempio dell’artigianato. L’odore della pelle nuova si mescolava a quello del lucido da scarpe, e il pavimento di legno scricchiolava...

Dal "Porco della Provvidenza" alla Fame Burocratica.

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  “È un rituale barbaro quello del maiale. Rivedere adesso situazioni un tempo ritenute normali è quasi uno choc. Già allora, quando la provvista del suino era una necessità, le urla dell’animale agonizzante mi faceva senso. Una sensazione fisica di dolore mi attraversava, tant’è che ero invitato a stare lontano perch? Ritenevano che il mio malessere dovuto alla pietà facesse ritardare la morte dell’animale. Un animale accudito in famiglia come potrebbe essere paragonato ad un cane o altro animale da compagnia con la differenza che le attenzioni dirette al maiale erano finalizzate alla dispensa.

La vita è un' equazione aperta

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 Vita, tempo e qualità: variabili indipendenti. Quanta sabbia contiene la nostra clessidra? Il paradosso del tempo personale è che ne conosciamo solo l’inizio. Sappiamo quando siamo nati, ma ignoriamo completamente quando la sabbia finirà di scorrere. Questa incertezza genera reazioni molto diverse tra loro.

Vespa, il "Cinque Minuti" è scaduto: l’informazione si fa faziosità.

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  IL TRAMONTO DEL PLURALISMO NELLA STRISCIA SERALE DELLA RAI Bruno Vespa e i "Cinque Minuti" di parte: quando il conduttore si fa militante. Se l'informazione pubblica perde il senso della misura: il caso Torino e lo scontro con Bonelli. I recenti avvenimenti di Torino, segnati da tensioni e scontri legati alla manifestazione pro-Askatasuna, avrebbero meritato un’analisi giornalistica equilibrata, capace di distinguere con nettezza tra il sacrosanto diritto al dissenso democratico e le derive violente di frange estremiste che danneggiano la collettività. Invece, nella puntata di ieri di "Cinque Minuti", il pubblico ha assistito a uno spettacolo ben lontano dai canoni del Servizio Pubblico.

Famiglia: Concetti che tardano a evolvere

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  Ho una figlia di diciassette anni e tra pochi giorni ne fa 18. Mi ha chiesto una festa ma come faccio a fargli una festa se ogni giorno va dai cinesi e spende un sacco di soldi? Ultimamente le ho comprato un paio di scarpe di 180.00 euri mentre io, vedete ne ho uno da venti. I figghji su u cora da vita ma iddha è bituata mala e mammasa e puru e mia…

Il Segreto Svelato

 Genitori amici dei figli? Giusto o sbagliato? Quello dei genitori è un “mestiere” che si impara sul campo. Nessuno mai è riuscito a trovare la quadra giusta per crescere i figli nonostante l’innumerevole mole di tomi che affolla scaffali di librerie e biblioteche e adesso le pagine web. Oltre il Ruolo: La Complicità come Bussola nel Disorientamento Moderno. Il "mestiere" di genitore è, per definizione, l’unico apprendistato che inizia con il conferimento del titolo senza aver mai seguito il corso. Come un’incognita racchiusa in un uovo di Pasqua, il legame con un figlio si svela solo nel tempo, rivelando sorprese che nessun manuale di pedagogia può normare. In un’epoca segnata da una profonda crisi demografica e da un precariato che morde il futuro dei giovani, la famiglia si trova a navigare in un mare agitato, spesso priva del supporto delle istituzioni. In questo scenario, il dilemma se essere "amici" o "guide" dei propri figli si sposta su un pian...

Torino, il Giubbotto Rosso e il Dialogo Interrotto

   Oltre la Logica della Repressione. Tra la violenza inaccettabile di piazza e la tentazione di leggi speciali, la politica rischia di smarrire l’unica via d’uscita: l’ascolto di una generazione che non trova più spazi.

Un caffè, due parole su ...

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  "pagine in-utili. ©marioiannino2000" Non che per me sia importante, ho le idee chiare in merito, ma quanto è rilevante oggi, alla luce delle possibilità offerte dalla nuova scienza dell’immagine corredata da applicazioni impensabili al tempo di Giotto, continuare a produrre pitture verosimili a qualcosa di conosciuto e familiare? Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo oggi? Dipingere per abbellire, stupire, decorare o altro? Oggi la pittura "verosimile" non compete più con l'ottica, ma con il concetto. Ecco il punto: nell'era dell'iper-visualità digitale e dell'IA, produrre immagini che imitano la realtà non serve più a documentare il mondo (compito passato alla tecnologia), ma a rallentare la percezione. La pittura verosimile oggi Continuare a dipingere il "vero" ha senso solo come atto di resistenza antropologica. Mentre un software genera un volto perfetto in un secondo, l'artista impiega settimane: quel tempo "i...

Affreschi d'Italia, varianti

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  San Lorenzo in Lucina ha visto di tutto: matrones cristiane del IV secolo, (nobildonne romane che, convertite al cristianesimo, misero a disposizione case, denaro e influenza sociale per sostenere le prime comunità cristiane. Attraverso finanziamenti opere caritative, chiese e comunità religiose, le matrone, ospitavano nelle loro domus le prime assemblee cristiane. La più importante per San Lorenzo fu Lucina, che secondo la tradizione mise a disposizione la sua casa, da cui nacque la basilica. In pratica, senza queste donne ricche, colte e molto determinate, molte delle prime chiese romane — compresa San Lorenzo in Lucina — non sarebbero mai esistite.) ma torniamo al punto di quanta storia han visto le mura, incluso papi del V, ricostruzioni medievali, restauri barocchi, rifacimenti ottocenteschi. Insomma, è una basilica che ha attraversato l’Impero, il Medioevo, il Rinascimento, il Risorgimento e pure qualche sindaco particolarmente creativo.   Eppure, dopo sedici secoli ...

Un angioletto di troppo

In una basilica nata nel IV secolo, a far discutere non è un affresco medievale né un restauro barocco, ma un angioletto dipinto nel 2000 che ricorda la premier. E l’Italia, prevedibilmente, si infiamma.  Editoriale semiserio sulla vicenda del cherubino “somigliante”.     In un Paese dove le chiese hanno spesso più secoli che fedeli, fa quasi tenerezza scoprire che il caso mediatico del momento riguarda una basilica che affonda le sue radici nel IV secolo. San Lorenzo in Lucina non è certo una comparsa nella storia di Roma: nasce come domus cristiana, viene consacrata nel 440, ricostruita nel Medioevo, rimaneggiata nel Seicento, restaurata nell’Ottocento. Insomma, una signora con una biografia più lunga di molte dinastie. Eppure, dopo sedici secoli di storia, ciò che la porta sulle prime pagine non è un ritrovamento archeologico, un affresco medievale o un restauro barocco. No. È un “cherubino dipinto nel 2000”, opera recente, “alla maniera”, che improvvisamente si ri...

L'angelo dalle sembianze meloniane

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  Stento a crederci! Non so se pensare ad uno slancio d’affetto, politico, o semplice possibilità di ritagliarsi un momento di gloria. La notizia ha del surreale: un restauratore trasforma un angelo dell’affresco della chiesa di san Lorenzo in lucina, Roma, con il volto di Giorgia meloni.

Estetica dell’urgenza e filosofia della distanza

  un’indagine sul fare artistico. Tra gesto e pensiero: una riflessione sull’arte che nasce e sull’arte che si spiega L’arte non nasce mai nel luogo in cui la filosofia la va a cercare. Quando l’artista crea, non sta pensando ai sistemi, alle teorie, alle categorie: sta rispondendo a una saturazione interiore. È colmo — di immagini, di ferite, di memorie, di tensioni, di desideri — e questa densità chiede forma. Il gesto arriva prima del concetto, come un lampo che non chiede permesso.

Conosci i segreti del vero sanguinaccio calabrese?

Perché tutto quello che sai sul sanguinaccio calabrese  è sbagliato. testimonianze di prima mano: U Sangunazzu: Antica Ricetta Calabrese Originale Quando l'economia familiare era basata sulla provvista casereccia, raramente gli scaffali delle dispense conservavano prodotti estranei alla tradizione locale. La vita ruotava attorno ai ritmi della natura e al lavoro dei campi, dalla raccolta estiva di fagioli e patate fino all'inverno con le castagne.

Quando si farà sera

  Poesia  di F. C. E adesso baciami.  Baciami ancora.  Baciami come non hai fatto mai.  Baciami dei baci che non mi hai dato. E di quelli che ho desiderato.  Baciami di baci che temevi di non aver imparato.  Li ho contati, sai.  Sono mille di mille volte mille.  E poi abbracciami. Abbracciami forte, forte,  che mi si rompa il petto ed il tuo cuore entri nel mio.  Abbracciami e non ti stancare. Abbracciami, non aver paura di farmi male. Ché le tue braccia sono forti ed io abbracci te con le mie di una debolezza forte della forza  che ancora c’è in me.  E parlami.  Ora parlami dei tuoi silenzi finalmente in parole.  Dei tuoi sguardi tradotti nel suono della tua voce.  E metti suoni al battito del tuo cuore  ché io lo senta melodioso dal ritmo di tamburo che ha battuto sul mio petto da quando sei nella mia vita.  Parlami Oh, sì, parlami!  Ché ti voglio ascoltare,  come canzone e musica Come ...

A la Candilora 'ku 'o'n'ava carna ...

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  "c'era una volta" In Calabria si dice così: a la candilora ku ‘on’ava carna s’impegna a figghjjiola. Che vuol dire: in questo periodo della candilora chi non ha carne s’impegna la figliola. Il motto ha origine popolari segnate dalla tradizione. Proprio in questi giorni dell’anno più freddi, definiti della merla, nei borghi rurali si pratica il rito del maiale. In questo periodo, appunto, si consacra il maiale alla famiglia che lo ha allevato così da poter superare la carestia dell’inverno.  

La verità come processo della complessità contemporanea

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  La verità. Le verità. Il nostro presente è condizionato dal modello di pensiero stratificato nel corso dei secoli. I pensatori ci hanno dato chiavi di letture, non è un concetto di poco conto volgere al plurale i pensieri. Infatti, i sofisti riescono a fare le pulci a chiunque e ad ogni concetto. Da qui nasce la riflessione sulle mille sfumature del concetto di verità.   Il Prisma della Ragione: Dall’Unicità della Verità alla Molteplicità delle Verità. Il pensiero contemporaneo abita un paesaggio intellettuale profondamente stratificato, dove ogni certezza è il risultato di secoli di negoziazioni filosofiche. Se per lungo tempo l'Occidente ha inseguito l'ideale di una Verità con la maiuscola — una realtà oggettiva, immutabile e universale — la modernità ci ha consegnato la consapevolezza di un mondo al plurale. Questo passaggio non è un semplice vezzo linguistico, ma una rivoluzione gnoseologica che affonda le sue radici nella Grecia del V secolo a.C. Furono i sofist...

chi muove i fili di Donald Trump?

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  Il paradosso del consenso:  Tra miliardari della Silicon Valley e una base popolare fedele nonostante i dati economici, ecco la rete di potere che sostiene l’uomo che sfida i dogmi della democrazia americana. Mentre i grandi donatori ottengono sgravi fiscali, milioni di elettori vedono in lui l'unico difensore contro Washington: analisi di un legame che ignora i fatti per alimentare il mito.

Attenti alle truffe. Sciacalli al telefono

 Sciacalli del Telefono: l’industria dell’inganno che assedia gli utenti. C’è un momento della giornata in cui il telefono squilla e, dall’altra parte, una voce impostata e melliflua pronuncia la solita formula: “Signor…? La chiamo per comunicarle che la sua tariffa non è più in offerta. Per mantenere la promozione dobbiamo rivedere alcune norme…” Una frase studiata a tavolino, calibrata per insinuare ansia, urgenza, confusione. È il biglietto da visita di un esercito di operatori che, più che lavoratori del settore, sembrano veri e propri predatori del mercato libero, addestrati a fiutare l’ingenuità e a trasformarla in contratti.  Il trucco è sempre lo stesso! Il copione è noto: insinuare che l’utente stia perdendo un vantaggio; far credere che la chiamata provenga dal proprio gestore; usare un linguaggio volutamente ambiguo; spingere a “confermare dei dati” che in realtà equivalgono a firmare un nuovo contratto. Non è informazione: è manipolazione. Non è consulenza:...

CIAO SARINO MILITANO
E GRAZIE

DI FRANCO CIMINO.   CIAO SARINO MILITANO
E GRAZIE PER TUTTO IL BENE CHE HAI FATTO
E PER LA LEZIONE DI VITA CHE CI HAI CONSEGNATO Harry, l’uragano, c’era stato annunciato una settimana prima. Ogni giorno che passava ci veniva comunicato che sarebbe stato sempre più minaccioso e dannoso. Noi ci siamo preparati, sia psicologicamente sia materialmente. Ci siamo preparati con l’ausilio fondamentale delle istituzioni, tutte e tutte insieme, anche sul piano prettamente organizzativo. Del resto non era difficile farlo, perché quella violenza avrebbe colpito l’intera costa ionica e, qui da noi, il quartiere Marina di Catanzaro, in particolare la sua parte più vicina al mare. Harry è arrivato puntualissimo e ha colpito duro. È stato violento non solo perché, come dicono gli esperti, la sua forza è stata maggiore di quella di mareggiate che il mare ha agito in due o tre occasioni negli anni precedenti. In particolare la mareggiata del 1972, che quelli della mia generazione considerano, p...

dal 2009

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buon viaggio

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Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

Incontri: il blog aperto a tutti

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Aore12 apre le porte a nuove voci! Cari lettori, Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. E oggi, questo spazio vuole crescere. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Invitiamo appassionati: Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque voglia contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

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