Reggio Calabria: la sconfitta della cultura
«Volendosi parlare degli esiti delle elezioni comunali è doveroso complimentarsi con il nuovo Sindaco on. Francesco Cannizzaro per la brillante e inconfutabile vittoria, ma ci sentiamo anche di estendere le congratulazioni a tutti i candidati, vincitori e sconfitti, perché con la loro partecipazione hanno contribuito a scrivere una pagina della storia democratica della nostra bellissima Reggio.
Nei primi anni duemila
c’è stato qualche sprazzo di ripresa ma è durato “lo spazio di un mattino”
perché più che sulla programmazione di un percorso culturale quale base per un
solido sviluppo socio economico si è puntato su una serie di eventi, anche di livello
(eventi a villa Zerbi, notti bianchi, concerto di Jhon Elton, radio RTL) più
per spettacolarità che per semina di cultura e alfine si sono tutti dispersi
fatta eccezione per le statue di Rabarama, malridotte.».
Notizie sull'autore:
Dr. Ing. Oreste Mario Dito. Il nome completo inserito in calce (dr. Ing. Oreste
Mario Dito) e la datazione recente (11 giugno 2026) permettono di tracciare un
profilo molto preciso del professionista, radicato profondamente nella realtà
istituzionale, tecnica e culturale reggina.
È saggista e autore
locale: l'ingegnere Dito non è solo un opinionista, ma un vero e proprio
divulgatore della storia locale. Ha pubblicato volumi dedicati alla
valorizzazione del territorio, tra cui la guida Arte e storia: quattro passi e
la recente Guida ai castelli e torri della Città metropolitana di Reggio
Calabria (edita nel 2025).
- figura storica
dell'ingegneria reggina, ha ricoperto ruoli di rilievo all'interno del
Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria fin dagli anni '90. Il
solido background tecnico spiega il suo approccio pragmatico: la cultura è
analizzata sotto il profilo della sicurezza normativa, dei flussi economici e
della manutenzione materiale delle strutture pubbliche.
Nella seconda parte
del testo emerge lo spirito analitico dell'ingegnere. Invece di limitarsi a una
protesta sterile, propone una vera e propria scaletta d'azione in 7 punti basata
su: Censimento e monitoraggio: controllo dello stato di conservazione di
monumenti e manoscritti.
Verifica della spesa
pubblica: taglio dei contributi "a pioggia" e non necessari per
eventi transitori.
Non dimentica la sicurezza
legale, quindi: accertamento che tutti i siti storici aperti al pubblico
abbiano le idonee autorizzazioni e polizze di responsabilità civile.
E propone una inversione
di rotta sul Futurismo mediante una critica dura all'installazione in acciaio
Cor-Ten sul corso Garibaldi dedicata a Umberto Boccioni, proponendo invece di
seguire il modello della Galleria Nazionale di Cosenza.
Ecco quindi la sua
analisi su fatti recenti susseguitisi nella città di Reggio Calabria.
ELEZIONI: SCONFITTA LA CULTURA
Volendosi parlare degli
esiti delle elezioni comunali è doveroso complimentarsi con il nuovo Sindaco
on. Francesco Cannizzaro per la brillante e inconfutabile vittoria, ma ci
sentiamo anche di estendere le congratulazioni a tutti i candidati, vincitori e
sconfitti, perché con la loro partecipazione hanno contribuito a scrivere una
pagina della storia democratica della nostra bellissima Reggio.
Analizzando il voto ci
viene da constatare che da questa competizione elettorale, vissuta da tutti gli
schieramenti con gran rispetto e lealtà, esce sconfitta una componente
essenziale ed unica della vita sociale di una comunità, anzi potremmo affermare
senza ombra di dubbio che essa ne costituisce l’albero portante del progresso e
della civiltà rappresentando il volano dello sviluppo intellettuale e razionale
della società:
La Cultura
Molti si chiederanno in
base a quale parametro, a quale indizio si giunge ad asserire una simile
affermazione.
Dal fatto che tra i tanti
candidati che in qualche modo, diretto o indiretto, quale professione o
diletto, quali esperti o amatori nessuno di essi è riuscito ad assurgere alla
carica di Consigliere comunale, rimanendone abbastanza lontani.
Tale assunto non
significa che si voglia addossare agli stessi delle colpe o negligenze, anzi
bisogna dar loro merito ed atto di essersi messi in gioco in prima persona in
una competizione elettorale che presentava solo rischi e nessuna certezza.
Il problema è molto più
ampio ed ha radici profonde nella città e, a nostro personale parere, da molti
anni, tra le tante tematiche cittadine, si è messa in secondo ordine la “Cultura”
considerando che con la “Cultura” non si “campa”, trascurando
invece l’alto valore che essa dà alla società tutta, non tralasciando alcun
ambito.
Mi si potrebbe obiettare
che negli ultimi anni si è riaperto il Castello Aragonese, si valorizzato il
museo con la ristrutturazione edilizia e con il restauro dei Bronzi, si è
rivalutata la Pinacoteca, si è arricchito il lungomare di statue Rabarama, e altre
opere e monumenti, ma questo non è assolutamente sufficiente per consentire ad
una città di promuovere e sviluppare una società in cui la Cultura sia la linea
guida di ogni attività.
La vera Cultura viene
fatta con le attività che la promuovono nella società e che coinvolgono la
stessa società che partecipando attivamente ne percepisce gli insegnamenti ed a
sua volta li propaganda facendo dell’eventi culturale un circuito virtuoso che
parte dalla società l’attraversa e ritorna all’origine per ricominciare con
nuove idee.
In questa città non si è
vista una mostra di grande livello non solo culturale, ma neanche di immagine,
e quando si è proposto un evento esso è stato bloccato dalla Guardia di Finanzaper probabile esposizioni di opere false; in questa città si celebra la
genialità artistica di Boccioni autore della più bella scultura del futurismo e
del novecento “Forme Uniche della Continuità nello Spazio” (dim. 112-40-90) con
un insieme di Acciaio Cor-Ten di dimensione sproporzionate mentre al museo di
Cosenza espongono una delle copie originali in bronzo; in questa città nessuno
si preoccupa dello stato in cui sono ridotte le statue di Rabarama ed
altri monumenti, tutto tace anche la soprintendenza che dovrebbe tutelare la
conservazione delle opere d’arte; in questa città non ci si preoccupa di
imbrattare le mura dei principali monumenti con pubblicità luminose e di tenere
chiusa da oltre un anno la Biblioteca Comunale; in questa città è normale
tenere in stato di abbandono la Tomba Ellenistica e relativo parco; è normale in questa città che
da oltre due anni l’illuminazione esterna del castello sia fuori uso per un
guasto; è normale in questa città tenere chiusi ed abbandonati le mura greche
ed il parco al trabocchetto; è normale in questa città rendere l’Ipogeo un
forno crematoio per assenza di aerazione naturale o almeno meccanica e privo di
una via di uscita di sicurezza: da lì sotto in caso di emergenza non si esce!;
è normale in questa città che la statua della Fata Morgana danneggiata nel 2007
fa anziché essere restaurata sia stata demolita compreso il piedistallo; e si
potrebbe continuare ad oltranza anche elencando opere di valenza culturale
intraprese e sospese ed abbandonate, una su tutte l’“Arena Lido”.
Tutto ciò avviene
nell’assoluto silenzio della città, perché di fatto più che la cultura alla
gente ed anche ai tanti operatori piace una cultura dell’effimero, della
passerella e del vivacchiare
Ed allora ci si chiede
come sarebbe potuto accadere che l’elettore premiasse nelle cabine elettorali
la cultura quando è un argomento che non è oggetto del comune parlare tra i
cittadini?
È pur vero che l’elettore
non è stato neanche sollecitato a porsi domande di carattere culturale e quindi
poter scegliere tra candidati che proponevano tali argomenti in quanto non ho
letto o ascoltato programmi elettorali che avessero tra i loro punti la
cultura.
Ed infatti nessun
personaggio legato alla cultura è stato eletto nel consiglio comunale, anzi si
leggono casi di risultati imbarazzanti, e, se non vado errato, lo stesso dicasi
per le elezioni alle circoscrizioni.
A sostegno di quanto
scritto si evidenzia che era richiesto, in periodo elettorale, ai candidati di
esprimere un interesse su un tema di rilevante importanza per la città quale il
prospettato trasferimento in altra sede, fuori regione, dell’Archivio di Stato.
Ebbene su circa 700
candidati soltanto due o tre, per quanto ci risulta, hanno fatto menzione di
questo grave problema, ed allora cosa ci si può attendere quale risposta
elettorale che possa essere interloquire con il tema “Cultura”: il
disinteresse.
Queste brevi
considerazioni non vogliono essere un j’e accuse, non vogliono cercare
colpevoli perché ciò non avrebbe significato e non servirebbe a trovare
soluzioni, vogliono essere soltanto un invito ad intraprendere in città un vero
percorso che valorizza la stessa nei sui aspetti culturali.
Purtroppo per quanto si
legge nelle varie locandine il percorso sarà lungo e difficile perché dovrà
costruirsi una nuova idea di fare cultura mettendo da parte ed in secondo piano
tutte quelle manifestazioni che sono soltanto un modo esibizionistico di porgere
argomentazioni culturali a pochi utenti che partecipano perché integranti
dell’evento, quelle manifestazioni che ad una proposta apparentemente culturale
associano offerte culinarie ovviamente a pagamento, o bandiscono premi di poesia, letteratura, arte o altro in
cui di fatto vengono premiati quasi tutti i partecipanti o si elargiscono
riconoscimenti a iosa e tutti questi eventi hanno un comune denominatore:
l’assenza dei giovani!!!
Da una stima a spanne si
ritiene che annualmente in città ci siano circa 2000/2500 premiati per diverse
motivazioni rappresentando quasi il 2% dei maggiorenni e considerando che
questa consuetudine esiste da diversi anni tra un po' saremo tutti premiati, ma
questo elemento non va ad aumentare la cifra culturale della città, non va ad
incidere sull’offerta che deve rendere appetibile la città perché venga scelta
quale meta delle vacanze, non va a colmare le indubbie problematiche che non
consentono al turismo di decollare in modo definitivo e significativo.
Probabilmente l’aver
abdicato alla cultura negli anni 970/80 ha fatto sicché la città si abituasse a
vivere un clima in cui non si respirava nell’aria quel grande patrimonio
culturale di cui la città era in possesso, tanto da assurgere a riferimento per
tutta la provincia ed anche della città di Messina, e nel tempo si è giunti ad
una desuetudine della cultura sino a farla divenire un comparto marginale della
vita cittadina.
Neri primi anni duemila
c’è stato qualche sprazzo di ripresa ma è durato “lo spazio di un mattino”
perché più che sulla programmazione di un percorso culturale quale base per un
solido sviluppo socio economico si è puntato su una serie di eventi, anche di
livello (eventi a villa Zerbi, notti bianchi, concerto di Jhon Elton, radio RTL)
più per spettacolarità che per semina di cultura e alfine si sono tutti
dispersi fatta eccezione per le statue di Rabarama, malridotte.
La conseguenza di tale
impostazione è stata che la città ha iniziato ad accontentarsi e quindi ecco un
proliferare di associazioni e comitati tutti dediti alla cultura ma con
proposte di non elevata cifra rimanendo spesso in ambito locale e quindi anche
di alcuna attrattiva turistica, a cui non si sottraggono di certo le iniziative
estive e natalizie incentivate dal comune con l’elargire a pioggia denaro
pubblico. Per onestà intellettuale e non addossare colpe eccessive agli amatori
si deve evidenziare che nessuna vera
ricaduta turistica hanno avuto sulla città
anche eventi organizzati con ingenti mezzi e somme pubbliche quali
l’invito agli Operatori Turistici tedeschi, il Cinquantenario dei Bronzi di Riace,
il Capodanno Rai Ll’Anno che verrà” e per ciliegina sulla torta lo sviluppo
dell’aeroporto che ci ha portato in città quasi un milione di passeggeri in un
anno ma per mancanza di appeal della città a Reggio è rimasto forse il 1%.
Ed adesso? Il problema è
complesso e di non facile soluzione, ma il primo passo è iniziare a programmare
un percorso culturale che valorizzi al massimo i beni in dotazione alla città e
quindi si possano intraprendere le giuste iniziative per organizzare eventi di
valenza nazionale che siano da volano al
movimento turistico e anche d’incentivo alle associazioni e comitati per
investire delle somme in attività che siano divulgative di cultura ed anche
remunerative puntando sulla qualità e non sui premi.
È necessario un breve
inciso riguardo un fatto accaduto di recente, ovvero il prestito di alcune
opere di valore inestimabile da parte del MARC ad altre strutture museali estere:
operazione che è consuetudine avvenga tra i musei di valenza internazionale, ma
sempre con una compensazione e non ci riferiamo al denaro ma al fatto che si
ricambia il prestito con altre opere di pari valore ed interesse.
Una operazione, taciuta
sino all’ultimo alla città, messa in atto senza contropartita è soltanto un
depauperamento del nostro museo che certamente avrà una offerta penalizzata. E
non si dica “ma ci sono i Bronzi” perché un museo non si può incentrare
su un’opera ma deve offrire una grande e varia esposizione di opere che sia
sempre da richiamo non solo per i semplici utenti ma anche per gli studiosi e
ricercatori ed aggiungiamo che l’assenza di queste cinque opere prestate non
sarà certamente compensata dalle probabili decine di piccoli eventi e seminari
che si terrano al museo per soddisfare “la
visibilità del fabbisogno culturale” locale.
Si dirà, sino ad ora
belle parole, buona disamina e buoni propositi ma rimangono come al solito
chiacchiere e quindi si vuole concludere con alcune indicazioni che potrebbero
essere utili per dare inizio ad una programmazione culturale nuova con chiari
segnali di discontinuità con il passato mettendo in
atto delle azioni per avere una chiara visione della situazione del settore
cultura nel suo stato immobiliare, monumentale, artistico e letterario sarebbe
opportuno e quindi procedere:
a. alla nomina di una commissione
composta da max 5 figure, esterne e a titolo gratuito, con il compito di
verificare il funzionamento del settore cultura;
b. a realizzare censimento delle
strutture, dei monumenti, dei musei, dei teatri, delle sale e di tutti quei
locali in uso o in carico al settore dei beni culturale nella sua accezione più
ampia e suddividere quanto è sotto la gestione diretta dell’amministrazione e
quanto sia dato in gestione pubblica e/o privata;
c. a verificare quanti e quali siano i
contributi elargiti dall’amministrazione ed a che titolo ed annullare quelli
non assolutamente necessari e verificare i regolamenti, se esistenti, con i
quali vengono dati i contributi e l’uso delle varie strutture;
d. alla verifica dello stato manutentivo
di tutti I monumenti, opere artistiche e libri documenti e manoscritti e
stabilire gli interventi necessari fissandone una tempistica secondo la
deficienza dello stato di fatto;
e. alla verifica se tutte le strutture
aperte al pubblico siano atte da un punto di vista normative per essere aperte
al pubblico ed ospitare eventi (nulla osta, autorizzazioni, assicurazione di
responsabilità civile e delle opere;
f. alla verifica del perché alcuni siti
sono chiusi e quindi non visitabili;
g. a fissare nuove regole rigide per
l’uso dei siti storici, architettonici e monumentali della città riservandoli
soltanto a manifestazione di livello artistico e culturale di una certa cifra,
quindi evitando ospitare spettacoli di dubbio valore in siti di grande
prestigio: Castello Aragonese, Cilea, Pinacoteca, Palazzo della Cultura, Palazzo
Alvaro, Palazzo San Giorgio etc.
Ci preme ricordare
altresì al Signor Sindaco ed a tutto il Consiglio Comunale il problema della sede
dell’Archivio di Stato per evitare che venga “strappato alla città”.
Per chiudere una chiosa
sul più grande artista della città Umberto Boccioni.
Andrebbe eliminata quella
enorme struttura in acciaio posta sul corso G. Garibaldi di fronte alla
Pinacoteca che vorrebbe
rappresentare “Forme
uniche della continuità nello spazio” di Umberto Boccioni: non è un omaggio
a Boccioni è una mancanza di rispetto alla sua arte.
L’opera “Forme uniche
della continuità nello spazio” (dim. 112-40-90) è la scultura simbolo del
futurismo e la più bella del novecento e noi la celebriamo con il Cor-Ten.
La “Galleria Nazionale
Palazzo Arnone” di Cosenza per celebrare Boccioni espone una copia
originale in bronzo di “Forme uniche della continuità nello spazio” in
una sala del piano interamente dedicato all’Artista Reggino. Nemo profeta in
patria.
Reggio Calabria, lì 11.06.2026
dr.
Ing. Oreste Mario Dito


Commenti
Posta un commento
LA PAROLA AI LETTORI.
I commenti sono abilitati per chiunque passa da qui, si sofferma, legge e vuole lasciare un contributo all'autore del post.
ATTENZIONE! Chi commenta i post del blog è responsabile di quanto scrive. Pertanto non è prevista nessuna moderazione o censura ai commenti salvo evidenti illiceità.