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Eccoci qua! A mille e passa km da casa. Non li abbiamo fatti a piedi ma è comunque un travaglio pesante. Come quei parti fatti in casa con annessi e connessi e la mammana che invitava la puerpera a spingere e farsi forza.
-scrittura creativa- "testo teatrale" - Non voglio tediarti, amico mio: Sì, si può sembrare pedante tornare su certi concetti. Eppure, quando si diventa parte lesa per effetto della cattiveria gratuita, chiarire non è più un esercizio di stile: diventa un dovere civile. Serve a rimettere ordine nel disordine prodotto dall’ostracismo, a ricomporre le tessere di un puzzle sociale che troppo spesso è maneggiato con superficialità, pregiudizio, leggerezza.
Stop and go. "m.m. n°22/3 -courtesy M.Iannino©" Fermati. Osserva. Inebriati. Fissa l’immagine. Immagazzinala. Lasciala sedimentare e poi riparti. Click and go! Cogli l’attimo, acquisiscilo senza alterarlo. Il fotogramma — trasformato in frame — diventa cosa tua. Entra nel tuo bagaglio esperienziale. È unico: per luminosità, esposizione, irripetibilità. Già questi elementi lo rendono irripetibile. Unico!
Il profumo della Valle e Sant’Elia nel cuore. C’è un luogo dove la mia storia personale si confonde con il respiro della terra. Quel luogo una volta si chiamava Sant’Elia. Immagino i primi abitanti, mossi da un bisogno antico di protezione, cercare rifugio tra queste colline silenziose, affidando il loro destino alla devozione per il Profeta. Ma è nella voce di mia madre che la storia si fa poesia: mi raccontava di come, a ogni primavera, quella valle decidesse di rinascere, vestendosi di fiori così intensi e multicolori da convincere gli uomini a cambiare persino il nome al borgo. Così Sant’Elia divenne Vallefiorita.
Catanzaro. Nella fantasia di una giovanissima mente appena sbocciata nella periferia rurale della provincia il solo sentirla pronunciata suscitava visioni di mondi nuovi e lontani da esplorare. Qualche compagnella di giochi ne parlava con aria superiore. Romanzando realtà improbabili. E questo amplificava la voglia in chi non c’era mai stato. E mai uscito dalla ristretta cerchia delimitata dai boschi di querce e castagni che si aprivano sulla distesa che guardava il mare sottostante. Quella mattina, il neofita esploratore, si preparò con cura. Infilò i pantaloni buoni con la camicia e le scarpe della festa. Pettinò accuratamente i cappelli selvaggi che poco s’addomesticavano sotto il pettine, e fu pronto. Mamma, ma’ io sono pronto. Esclamò allegramente facendo vibrare la casa. E poi, in macchina, iperattivo, non smetteva con i perché nell’osservare la strada e il paesaggio fino alle porte di Catanzaro! Superato il primo momento di stupore lentamente una sensazione di svogliata c...
Il ramo e il mare Il ramo pende come un pensiero antico, carico di foglie e di un solo frutto: un melograno, maturo, silenzioso. Sotto di lui, la terra respira piano, tra ciuffi d’erba secca e fiori rossi che sembrano trattenere il sole. Il sentiero, appena visibile, si snoda come una domanda non ancora fatta. L’uomo è lì, in piedi, con le mani dietro la schiena. Non cerca nulla, ma tutto trova. Il mare, in fondo, brilla come una promessa che non ha bisogno di parole. Il Golfo di Squillace si apre davanti a lui, azzurro e inquieto, come la memoria di chi ha lavorato, amato, resistito. Ogni foglia è una lettera. Ogni ramo, una frase. Ogni respiro, un capitolo . L’uomo non scrive con la penna, con lo sguardo alimenta il pensiero e culla la bellezza. Cura quel giardino come si curano le storie: con pazienza, con rispetto, con la certezza che anche il silenzio ha voce. Il melograno non è lì per essere colto. E' lì per essere visto. Come i mestieri che l’uomo ha fatto, uno dopo l’altr...
di mario iannino L’autunno è come una carezza: il vino che nasce, le castagne che crepitano, i colori che si fanno più intensi mentre l’aria si riempie di odori antichi. È il tempo della trasformazione e della memoria, dove il gesto di stappare il novello diventa rito conviviale, e le caldarroste fumanti sembrano piccole lanterne di terra scoppiettanti sul tripode del focolare su cui poggia, in un abbraccio, la padella bucata . Fiammelle s’infiltrano e vanno a lambire le castagne annerendo la buccia e cuociono la polpa.
TERZA e ultima PARTE Ogni domenica, Filomena friggeva patate e pipareddhi in una padella di rame che si diceva fosse magica. La leggenda narra che chi assaggiava quella frissurata, avrebbe ritrovato per un giorno intero la felicità perduta. Un giorno, arrivò al villaggio un giovane viandante, stanco e affamato. Si chiamava Nino, e aveva perso la speranza: niente lavoro, niente soldi, e un cuore pieno di dubbi. Filomena lo accolse con un sorriso e gli offrì un piatto fumante di patati e pipareddhi frijiuti.
Di notte, rituali senza tempo. Beh, il pc è davvero un ottimo strumento e poi, con l'aiuto dell'IA tutto è più facile; la interroghi e ti dà risposte certe in base a quanto i suoi algoritmi sono tarati e connessi con l'immensa biblioteca web. E pensare che fino a qualche decennio addietro, chi amava scrivere, doveva farlo con la penna o la matita e tracciare le sue sensazioni sulla carta. e che dire della macchina da scrivere che sembrava avesse portato una ventata rivoluzionaria? ricordo gli innumerevoli fogli di carta sprecati e il bianchetto per correggere gli errori di battitura. Sì decisamente adesso è più facile! specialmente per gli insonni che amano scrivere di notte in un angolo della cucina.
racconto breve, scrittura creativa, narrazione. Il profumo del tè Il pomeriggio filtrava tiepido dalle persiane socchiuse, disegnando righe di luce sul tappeto persiano. La stanza era immersa in un silenzio denso, interrotto solo dal ticchettio sommesso dell’orologio a parete e dal fruscio delle pagine voltate piano.
"REPORTAGE DA GAZA: denuncia: crimini di guerra: autore, ©mario iannino" La pittura, o meglio, la narrazione visiva artistica pop nasce e amplifica il flusso delle notizie mediatiche.
Di Franco Cimino I BULLI CHE DOMINANO SULLA DEBOLEZZA E LA PAURA. E LA FORZA SEMPLICE CHE LI FARÀ SCAPPARE. Vi racconto una storia. Ascoltatemi. Anzi, leggetemi. Nella mia adolescenza e nella lunga giovinezza, tutte vissute a Marina, mi sono capitate situazioni come quelle che vi racconto. Sono simili a quelle di tanti miei coetanei. O direttamente. O per sentito dire. Ovvero, quali testimoni degli avvenimenti. La prima storiella, per nulla “fantasiata”, neppure nell’enfasi del racconto. Questa:
racconto breve di mario iannino "scorcio di Palermiti, Catanzaro" Casa mia era situata sulla sommità di una collinetta nella parte storica del paese. Dal balcone, abbracciavo con lo sguardo l'azzurro del cielo e il verde della campagna all'unisono.
Ho una bella chioma! Disse convinto nel guardare la propria figura riflessa nello stagno. Si decisamente sono bello! Alto. Possente. Niente e nessuno può ostacolarmi. Sono la quintessenza della natura. Disse scuotendo la folta e tenace chioma.
Appena giorno. Passata la notte, osservo il mare. Il riverbero del sole sull'acqua. Il cielo terso. Una vela in lontananza. Due figure di donna e un cane sulla battigia. Passata è la notte, non gli incubi. La notte... oblio della ragione pura popolata di orrori figliati da bulli bellicosi. Arroganti coi deboli. La notte dei tempi bui trascorre tra scorribande di flussi e riflessi storici, sociali, personali, di popoli, razze, etnie e individualità fuori dal tempo. È una moda! Mi dico. È una moda? Passerà. Forse. Speriamo presto. Speriamo di tornare a vedere le stelle che riflettono sulla bellezza la luce dorata del pensiero puro. È una moda? No! Una condizione imposta dai bulli cresciuti nell’ego smisurato e educati all’idea del superuomo che tutto può, anche decidere sulla vita e la morte degli ignari. mario iannino
Trump show. Un nuovo teatro apre il sipario al mondo e manda in onda la prima e speriamo l'ultima serie del Trump show, anche se lo spettacolo gli è riuscito bene! E forse consentirà ancora qualche replica fintantoché i panni galleggiano. Qualcuno lo ha studiato e lui, Trump in compagnia del vice che gli faceva da spalla, lo hanno messo in scena.
Legami affettivi generazionali racchiusi nel palmo di una mano. Raccolto su sé stesso dalla fatica degli anni, il vecchio, con movenze lente, estrae dal taschino la cipolla attaccata alla inseparabile catenella fissata all’occhiello del panciotto. La tiene tra le mani ossute. La sfiora con le dita anchilosate dal tempo e con la mente vola. Socchiude gli occhi. Le palpebra lasciano scoperta una piccolissima fessura come a voler illuminare la strada dei ricordi. Fluttua. Non sente più il peso dell’età.
Considerazioni di un disilluso di provincia. "come i gatti con il topo" Analizzando i fatti devo ammettere, anche se con ritardo, che le forze messe in campo da qualcuno sono state e continuano ad esserlo granitiche. Volontà irremovibili impediscono l'accesso dalla porta maestra in città.
Saremo parenti? Chiese il ragazzo nel sentire lo stesso cognome. Un cognome non eccessivamente comune, tutt'altro. Non so. Rispose l'interlocutore. Sai, in famiglia , per devozione al Battista c'è sempre un "Giovanni", un figlio che per devozione al santo acquisisce il nome di Giovanni. Se nella tua famiglia ce n'è uno, allora la radice potrebbe essere comune. Potremmo essere parenti.
CREATI NON FOSTE PER VIVERE COME BRUTI. "Una locandina x la pace" E noi tra di voi ...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.