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CAROSELLO

Tradimenti da stadio

 DEL CATANZARO E DEL PALLONE: DALLE LACRIME DEL TRIPUDIO AL DOLORE DI UN “TRADIMENTO”… Aquilani al Catanzaro. Ma scusatemi: questo calcio, diventato ormai prevalentemente business, nel quale le imprese sportive vengono costantemente piegate agli interessi economici che ruotano loro attorno, vi piace o no?

Catanzaro, valle dei mulini

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 LA VALLE DEI MULINI CHE ANCH’IO AVEVO DIMENTICATO E LA DOMENICA DI FESTA DELL’IPPICA Un’amica di antica data, donna importante, raffinata e colta, dal caratterino che non vi dico, ma anche affascinante e bella, qualche giorno fa mi invia un messaggio WhatsApp che suona quasi come un rimprovero.

Il Miracolo Giallorosso e la Legge del Mercato

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  Sul calcio, le passioni, lo sport e il business.   Il calcio, si sa, acchiappa e tiene imprigionati i tifosi a prescindere dai natali. Ci s’innamora da bambini dei colori della squadra. E il tifo è uno stato d’animo totalizzante che riesce più di centomila terapie a fare scaricare stress e qualcos’altro.

Catanzaro ancora può sognare

 IL CATANZARO DEL SOGNO CHE NON FINISCE E DI UN PRESIDENTE BELLO COME LA SQUADRA CHE HA COSTRUITO…

Amore giallorosso

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  CATANZARU: TU MU CHIEDISTI E CÀ TU DICU. CU A LINGUA NOSTRA “E mo’do Catanzaru on dici nenta? Parri e tuttu e on t’astuti mai e de’ giallorossi on ti nescia na parola?” No, non è accussì. Parravi tanti voti comu facivanu i patri nostri , a la chiazza, strati strati a lu barru e a la casa cu fratimma e l’amici. Veramenta dopu i primi cincu partiti cu u presidenta messaggi messaggi. Ohia n’amicu da Marina a lu stadiu, assettatu  arretu e mia mi grudau :” Cimì domani a scrivi na cosa d’a squadra?” Ed eu l’accuntentu, ca mi custa puru pocu,  sui  paroli sulu. Chissi:” On vitti mai na cosa accussì! Mai na squadra comu chissa! Bella e precisa ca para n’oroluggiu svizzeru! Mai iocaturi cussi bravi. Tutti! Chi iocanu a memoria! Mai nu pubblicu e nu tifu tanti puliti e sinceri. Educati e gioiusi. Mai vitti n’allenatora com’u nustru. Unu chi on sbaglia na mossa neppure si volera. On vitti mai na partita comu chissa. Perfetta. Divertenta e spettaculara, nu cinema! Mai na squa...

Lo sport visto da Franco Cimino

 SAREBBE ANCORA PIÙ BELLO VEDERE UNO STADIO PIENO ANCHE CON I TIFOSI PALERMITANI… Laddove fosse possibile, pur con qualche ragionevole rischio, tentare di riportare il calcio — oggi estremizzato tra follia e business — al nostalgico gioco del pallone di un tempo non troppo lontano, quando due squadre si affrontavano al massimo delle loro possibilità su un campo circondato da spalti gremiti, nei quali trovavano liberamente spazio anche i tifosi della squadra ospite, credo che si debba provare.

Non serve correre per stare bene

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  Camminare per stare bene: sfatato il mito dei 10.000 passi e della velocità sostenuta Per decenni, il numero “10.000 passi al giorno” è stato proposto come soglia ideale per mantenersi in salute. Ma oggi la ricerca scientifica lo smentisce: non solo non è necessario raggiungere quella cifra, ma neppure camminare a ritmo sostenuto è indispensabile. Al contrario, una camminata dolce e regolare può offrire benefici significativi per la salute fisica e mentale. Origine del mito Il numero 10.000 non nasce da studi medici, ma da una campagna pubblicitaria giapponese degli anni ’60. Il “Manpo-kei”, un contapassi lanciato per promuovere l’attività fisica, usava lo slogan “10.000 passi al giorno” come obiettivo motivazionale. Da allora, il numero è stato adottato globalmente, spesso senza verifica scientifica. Cosa dice la scienza Una revisione sistematica pubblicata su The Lancet Public Health ha analizzato i dati di oltre 160.000 adulti in dieci Paesi. I risultati sono chiari: ...

SINNER E LA LIBERTÀ SMARRITA.

 QUANDO IL LIBERALISMO DIMENTICA LA DEMOCRAZIA  di Franco Cimino  La scelta di Jannik Sinner di non partecipare alla Coppa Davis ha diviso l’Italia. Una metà lo condanna come traditore della patria sportiva, l’altra lo difende come professionista moderno, libero di decidere secondo la propria logica di lavoro. Entrambe le posizioni, però, sfiorano appena la questione vera: non è Sinner il problema, ma la cultura che lo ha formato. Io vengo da un’altra stagione, quella in cui la politica era un confronto di idee, di dottrine, di visioni del mondo. Negli anni della mia giovinezza nella Democrazia Cristiana, era normale definirsi socialisti, comunisti, liberali, repubblicani o cattolici democratici. Ciascuno portava un pensiero, una scuola, una tradizione. Quel pluralismo — autentico e persino conflittuale — nutriva la democrazia e dava significato alla partecipazione. Poi arrivarono gli anni Novanta, Mani Pulite, la “discesa in campo”. L’Italia politica cambiò pelle. I part...

Conquiste civili, 1950, inizia la rivoluzione

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 emancipazione, sport Che momento epocale! Il millenovecentocinquanta! Il 25 agosto 1950, Althea Gibson non solo festeggiava il suo compleanno, ma infrangeva una barriera storica: diventava la prima donna afroamericana a competere nel Campionato Nazionale degli Stati Uniti, oggi noto come US Open. Forest Hills, New York, fu il palcoscenico di questo evento rivoluzionario, con una folla record pronta ad assistere a un cambiamento che andava ben oltre il tennis. Facciamo un parallelo tra il tennis di allora e quello di oggi  :

Corvo, pista ciclabile, 2° lotto

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  L’aria è fresca. Approfitto per fare due passi. Il quartiere sonnecchia e molti motori sono spenti. Stanotte non c’è stato bisogno di accendere i climatizzatori. È bastato tenere gli infissi aperti per dormire. Faccio le scale a piedi. Esco per strada e sento quasi dei brividi di freddo. M’incammino. In lontananza una striscia di cemento delimita la strada dal marciapiede. È la nuova pista ciclabile!

Ricordi belli di una tifoseria sana

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 Cuore giallorosso. C’è una passione che non muore mai, e che, nonostante le sofferenze consequenziali alle dignitose immancabili sconfitte, cresce e si fa più intensa.

Boxe femminile e superiorità da testosterone

  Alcuni “sport” sono violenti e chi decide di praticarli sa bene a cosa va incontro. Chi pratica la boxe non si aspetta carezze dall’avversario e neppure arrivano aliti al profumo di rose durante gli allenamenti. Ora, gettare la spugna al primo minuto, piagnucolare per il dolore al primo colpo suona strano, ma proprio strano.

Un calcio d'altri tempi

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  Strana architettura … un soffitto a forma di gradini non è cosa che si vede tutti i giorni. Mastro Ciccio abitava lì, Sotto i “distinti” del “militare” aveva casa. Dimorava insieme alla sua famiglia nell'alloggio ricavato sotto gli spalti e si prendeva cura dello stadio, spogliatoi compresi. Le divise dei giocatori appese ad asciugare al sole dalla signora Maria dopo ogni allenamento gocciolavano sui ciuffi d'erba. E sulle magliette c'era cucito il numero col rispettivo ruolo, dal n°1 al n°11. Portiere, terzino destro e sinistro, libero, mediano, ala, centrocampista, attaccante, punta. Sasà Leotta giocò nella catanzarese, fu punto di riferimento del settore giovanile e anche futuro allenatore. Una parte di storia! Dunque. Come lo è stato l'avvocato Nicola Ceravolo , il presidentissimo che seppe contornarsi di allenatori quali Gianni Di marzio, Seghedoni e giocatori come Mammì; Bui, Gori; Spelta; Banelli, Braca, Ranieri, Silipo; Palanca, Maldera e tanti altri che...

Catanzaro e il nuovo stadio Ceravolo

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 ho vissuto parte della mia infanzia nel quartiere che ospita lo stadio Ceravolo. Ho partecipato agli eventi connessi e correlati alle vicissitudini della squadra giurata dall'avvocato Nicola Ceravolo. E anche chi è rimasto pietra miliare nei cuori e nella storia della città dei tre colli ha dovuto subire le altalenanti fasi umorali dei tifosi.  

Grandi!

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  Floriano Noto & Vincenzo Vivarini La passione ritorna a muovere e riscaldare gli ambienti catanzaresi e per catanzaresi s'intende la Calabria tutta. Il ritorno dopo 17 anni in serie B è di buon auspicio non solo per il calciomercato calabrese. Floriano Noto ha saputo traghettare dopo vari tentativi il club giallorosso nella serie cadetta.

Catanzaro, ritorno in B

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  La promozione in serie B è ormai una realtà matematicamente certa. Il Catanzaro tornerà a giocare e a confrontarsi con squadre di spessore calcistico superiore.

Forza giallorossi! Insieme x la Calabria

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  E questa sera, alle 20e30 davanti alla televisione. Popcorn birretta e rutto libero! Proprio come diceva Fantozzi. Non c'è la Pina ma poco importa. La birra è al fresco, in frigo. Si devono fare solo i popcorn e aspettare la diretta su Rai sport. L'attesa partita del derby calabrese: Crotone vs Catanzaro   a porte semichiuse per la tifoseria giallorossa è fruibile in due modi: maxischermo nello stadio Ceravolo per quelli che vogliono vivere l'atmosfera calcistica e la diretta sul canale rai sport alle ottoemezzo di sera.

Catanzaro, Palacorvo, struttura da valorizzare

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 Circondato da ampi spazi, il palazzetto dello sport di Catanzaro-Corvo, è una struttura polisportiva vocata alla socializzazione del quartiere che, per una serie di fattori contingenti, è castigato all'oblio. Inaugurato il 15 dicembre 1984 sotto i migliori auspici accolse gli sfidanti del titolo europeo dei pesi superleggeri Patrizio Oliva e Michel Giroud. Vinse il pugile Patrizio Oliva confermandosi campione nella sua categoria. Seguirono molti altri eventi. Tra gli eventi sportivi di rilevanza nazionale: la final eight della Coppa Italia di calcio a 5 2005/2006, vinta dalla Luparense in finale contro la Roma Futsal.

Sasà Leotta, campione di fair play

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Ciò che siamo. Inevitabilmente arriva il momento del commiato. A noi che rimaniamo ancora un po' resta il tuo sorriso. Il tuo fare sereno lo sguardo solare. L'abnegazione per ciò che hai amato. Le cose buone e quanto ti sei speso per realizzarle. Non hai lasciato vuoti giacché gli spazi da te vissuti sono contaminati e ricolmi di quieto perseverante amore. Ciao zio Sasà.

Mondiali 2018, l'Italia è fuori

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La nazionale di calcio italiana non va ai mondiali. Delusione e scandalo per il mancato appuntamento degli azzurri nel 2018. Più che di delusione a parer mio si dovrebbe parlare di scandalo. Scandalo per i contratti milionari per l'allenatore e gli ingaggi da favola dei calciatori. Considerando che Oggi la parola d'ordine per i comuni lavoratori è: "se vuoi lavorare, tu, mi firmi che percepisci una busta paga di 1300€ e io te ne do 700. e, per le donne, c'è l'aggiunta delle dimissioni volontarie anticipate: queste me le firmi caso mai rimani incinta..." Chi è vessato, e pare che siano in parecchi ad esserlo in Italia, passata l'ubriacatura sportiva, guarda al proprio ombelico e s'accorge che non vale la pena di arrabbiarsi per la squadra e l'intera organizzazione per la mancata opportunità di portare l'italianità dorata in giro per il mondo. Tra sponsor e prodotti che sarebbero andati in giro per ill mondo insieme agli azzurri...

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