Visualizzazione dei post con l'etichetta caligiuri
1998, "secoli" M. Iannino, coll. priv. Mattia Preti o del contemporaneo? Veneriamo e ricordiamo i morti ma obliamo i vivi. C'è un gran dispiego di energie intellettuali e economiche attorno alla figura del Cavalier calabrese Mattia Preti. Nato a Taverna, paese situato nella presila catanzarese ma morto, dopo aver girovagato per mezza Italia, a La Valletta, Malta,nel 1699 dove il nostro amico buonanima pare abbia restaurato una chiesa a sue spese per ingraziarsi il cavalierato e lasciare testimonianza imperitura della sua maestria pittorica. (ottenne il titolo di Cavaliere di grazia dell'Ordine di S. Giovanni e divenne pittore ufficiale dell'Ordine dopo la decorazione di S. Giovanni a La Valletta,1662-66, ma potrebbe anche essere una coincidenza oppure la “prova” tangibile della sua valenza e quindi una diceria priva di fondamenta e una malignità gratuita di quanti affermano che Mattia sia stato un attento mercante di se stesso). Nulla da eccepire sulle...
roma, giuramento dei candidati pdl A differenza della lirica dove ogni dramma è un falso nel teatrino dell'attuale politica tutto è dramma reale per i cittadini che avevano sperato nel cambiamento. La farsa è incominciata quando il PdL fece incetta di regioni e province dopo avere conquistato la Presidenza del Consiglio Nazionale e si manifestò nel patetico e disatteso giuramento dei 13 governatori sul palco romano. Il patto per la libertà che aveva come tema “l'amore vince sull'invidia e sull'odio”, scritto da un fine regista, letto solennemente con le mani sul cuore entusiasmò la piazza e molti credettero nell'impegno per il cambiamento gridato dal palco. roma, alcuni uomini del presidente Le ultime vicende, però, diventate farse e beffa per i cittadini che hanno creduto nelle nuove proposte giovanili vedono implicate uomini e donne che del cambiamento nella gestione delle cose e della politica di tutti i giorni sono rimaste vittime o carnefici,...
courtesy m. iannino Ancora una volta si additano i responsabili regionali dei settori che hanno firmato la graduatoria del bando pubblicato dall'assessorato alla cultura guidato da MarioCaligiuri . A loro si imputa l'assenza, nei rispettivi curricula, di adeguati studi formali nel campo della musica e degli eventi in essere. Non c'è che dire! Ottima osservazione da parte di chi contesta la graduatoria e dei giornalai che appoggiano gli “imprenditori dello spettacolo” rimasti, momentaneamente, fuori. Ma quando mai si è visto che un cultore dell'arte, sempreché vogliamo inserire sotto questa etichetta i vari modi d'espressione quali la musica, la fotografia, la pittura, il cinema etc etc etc, debba per forza possedere un titolo specifico? La cronaca, ma prima ancora la storia, insegna che i più grandi artisti, quelli che hanno cambiato il mondo sono delle “teste calde fuori dal comune”; persone sopra le righe che riescono a vedere mondi, universi, galas...
Si accontenta qualcuno e inevitabilmente si scontenta qualcun altro! Questo accade quando ci sono in ballo soldi pubblici da spendere per movimentare attività sociali definiti culturali o assimilati. Ed è quanto successo nell'ultimo bando a firma di Mario Caligiuri, assessore alla cultura della regione Calabria, ad opera di tre noti “imprenditori” del campo dello spettacolo. Di certo non intendo prendere le difese di Caligiuri ma qualche domanda sorge spontanea, come direbbe qualche altro personaggio dello spettacolo, a) per quale motivo questi tre personaggi se la prendono così tanto? (per i soldi o per la bocciatura che ha messo in crisi d'identità l'amor proprio e la supremazia delle rispettive aziende?) b) visto che si tratta di fondi regionali mirati allo sviluppo “culturale” della regione che c'è di male se vanno a sostenere qualche giovane “associazione” in crescita? D'altronde i vecchi promoter non possono certo lamentarsi visti i soda...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.