Sanità di RC, Oliverio chiarisca la nomina di Carpentieri
Da qui l'avvio delle necessarie procedure da parte del Commissario Straordinario in autotutela sui circa 260 contratti stipulati irregolarmente in carenza di copertura finanziaria e di convenzione, non sussistendo alcun atto amministrativo formale di affidamento, e non, per come affermato in Conferenza Stampa dall'ex-Presidente Pasqualino Ruberto, per "cavilli burocratici della convenzione".
Senza entrare nel merito delle procedure di selezione del personale che sarà oggetto di successiva valutazione a conclusione del lavoro della Commissione d'inchiesta, le assunzioni a tempo determinato fatte da Ruperto sono illegittime e perciò annullate. Questa la conclusione nuda e cruda della commissione.
Insomma, regole e trasparenza, alla base delle azioni di governo nell'era Oliverio.
E se con Calabria etica si adotta la fermezza, conseguenza vorrebbe che anche altrove si adottasse il pugno di ferro.
Ma, ai riuniti di Reggio Calabria, si vive una storia che proietta la Calabria ai confini della fantapolitica.
Perché ricorrere, per tornare al quesito iniziale, ai servigi di Carpentieri? Che tra l'altro pare abbia fatto un'ascesa fulminante nella carriera pubblica, impensabile per un lavoratore assunto con la qualifica di muratore?
Che poi, alla luce degli eventi catanzaresi dell'altra sera, al Politeama, è ambigua la definizione “muratore” gettata lì dal cronista.
In ogni modo, a scanso di equivoci, è meglio per Oliverio sfatare il concetto che “certe "professionalità" servono sempre e vengono richiamate in servizio anche quando sono comodamente a riposo grazie alle pensioni dorate, ma anche per sfatare e dare fiducia ai moltissimi che non hanno santi in paradiso che il fattore nepotismo ha inciso, ma non più, in regione, in barba a ogni meritocrazia e a ogni selezione.
Perchè l'assioma che fa il giornalista della carta stampata è la seguente: “il politico Mario Oliverio mette in sella il politico Frank Benedetto (consigliere comunale del Pd nell'era scopellitiana) e tutti e due ripescano il muratore Giulio Carpentieri, quello che, a leggere l'ispezione del Mef, avrebbe incassato «importi illegittimamente erogati, nel triennio 2008-2010, che ammontano a oltre 289mila euro».”
Lo stesso Carpentieri al quale Sergio Rizzo riserva un ampio richiamo in prima pagina sul Corriere della Sera del 12 agosto 2010.
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