Territorio e Radici

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Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Catanzaro tra disagio sociale e malavita

Il nostro disagio ha radici lontane e profonde. E nelle periferie le discriminazioni sono figli di progetti politici assurdi lasciati a se stessi o nelle buone intenzioni di qualche anima pia.

La colpa? Dei dirigenti nazionali e locali, naturalmente! E non lo dico per partito preso. Lo dico convintamente e con cognizioni di causa.
L'integrazione delle etnie voluta, tanto per citarne qualcuna, da una sparuta ma influente corrente di pensiero cittadino, si è dimostrata da subito un fallimento dacché si è pensato solo di assegnare le case popolari agli zingari del catanzarese senza riempire di contenitori aggregativi i quartieri Pistoia, Corvo e Aranceto, con progetti culturali adeguati.
Catanzaro Lido, incendio al "Sunrise"


Risultato: paura e insicurezza tra i cittadini residenti. È proprio qui, nel nuovo agglomerato edilizio popolare, triangolo periferico sorto agli inizi degli anni ottanta, che si verificano i fatti malavitosi spiccioli con una certa facilità e arroganza imputabili per lo più agli stanziali meticci provenienti da Lamezia Terme e sobborghi di Catanzaro, ovviamente non tutti gli zingari sono malavitosi e non tutti gli italiani sono buoni cittadini.

Furti in casa, rapine, furti d'auto e relativo cavallo di ritorno, smercio di droghe, intimidazioni e pizzo da qualche tempo sono diventati più frequenti. Sarà da convogliare le attenzioni anche dell'incendio di questa notte all'etnia rom o alla malavita organizzata?
Per i cittadini normali poco importa la matrice d'origine di chi ha commesso i fatti.

Il problema fondamentale di tutta la vicenda che brucia metaforicamente i cervelli della gente comune e che li spinge a rintanarsi in casa adesso si fa ardito. Probabilmente i malandrini non hanno niente da perdere, forse sono forgiati al carcere e la vita degli altri vale niente rispetto alla loro sopravvivenza, ai loro bisogni.
Il tentativo di distruggere un'impresa storica, quella di Stillo, per indurre a miti consigli l'imprenditore che, il teorema ipotizzato è sempre lo stesso, forse vuole sottrarsi all'inciviltà e all'arroganza delinquenziale ha avuto grande eco in città e una reazione immediata sui social network.

Anche nell'episodio di questa notte, purtroppo, assistiamo a reazioni deludenti pieni di partigianeria e emotività. Ovviamente dispiace per l'arresto forzato dell'attività imprenditoriale e la relativa perdita economica. Tutta la parte buona della società civile è al fianco di Mimmo Stilo, sia ben chiaro! Ma sarebbe stato un bel segnale se gli stessi ardimentosi catanzaresi che solo adesso si accorgono del malessere cittadino avessero speso un minuto del loro preziosissimo tempo anche per gli sconosciuti che si sono visti la casa devastata dai ladri o la macchina rubata. Insomma, la cosiddetta Catanzaro bene fino ad ora ha dormito. forse pensava di essere immune dalla bruttura culturale e civile che loro stessi hanno alimentato nelle periferie.

La sottocultura non si accontenta più del buono benzina del politico in competizione elettorale o delle altre pratiche dei servizi sociali, è disposta anche ad appiccare il fuoco nelle cucine del complesso balneare di Catanzaro Lido "Sunrise" dell'imprenditore Mimmo Stillo gettando nell'incertezza e nella paura la collettività?

Se è così si alimenta la paura e le stronzate di Salvini e del suo predecessore Borghezio senza però risolvere alla radice il problema sociale dei rom e dei diseredati che vivono ai margini della ristrettissima cerchia della società opulenta.

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