Oltre la Logica della Repressione. Tra la violenza inaccettabile di piazza e la tentazione di leggi speciali, la politica rischia di smarrire l’unica via d’uscita: l’ascolto di una generazione che non trova più spazi.
"pagine in-utili. ©marioiannino2000" Non che per me sia importante, ho le idee chiare in merito, ma quanto è rilevante oggi, alla luce delle possibilità offerte dalla nuova scienza dell’immagine corredata da applicazioni impensabili al tempo di Giotto, continuare a produrre pitture verosimili a qualcosa di conosciuto e familiare? Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo oggi? Dipingere per abbellire, stupire, decorare o altro? Oggi la pittura "verosimile" non compete più con l'ottica, ma con il concetto. Ecco il punto: nell'era dell'iper-visualità digitale e dell'IA, produrre immagini che imitano la realtà non serve più a documentare il mondo (compito passato alla tecnologia), ma a rallentare la percezione. La pittura verosimile oggi Continuare a dipingere il "vero" ha senso solo come atto di resistenza antropologica. Mentre un software genera un volto perfetto in un secondo, l'artista impiega settimane: quel tempo "i...
San Lorenzo in Lucina ha visto di tutto: matrones cristiane del IV secolo, (nobildonne romane che, convertite al cristianesimo, misero a disposizione case, denaro e influenza sociale per sostenere le prime comunità cristiane. Attraverso finanziamenti opere caritative, chiese e comunità religiose, le matrone, ospitavano nelle loro domus le prime assemblee cristiane. La più importante per San Lorenzo fu Lucina, che secondo la tradizione mise a disposizione la sua casa, da cui nacque la basilica. In pratica, senza queste donne ricche, colte e molto determinate, molte delle prime chiese romane — compresa San Lorenzo in Lucina — non sarebbero mai esistite.) ma torniamo al punto di quanta storia han visto le mura, incluso papi del V, ricostruzioni medievali, restauri barocchi, rifacimenti ottocenteschi. Insomma, è una basilica che ha attraversato l’Impero, il Medioevo, il Rinascimento, il Risorgimento e pure qualche sindaco particolarmente creativo. Eppure, dopo sedici secoli ...
In una basilica nata nel IV secolo, a far discutere non è un affresco medievale né un restauro barocco, ma un angioletto dipinto nel 2000 che ricorda la premier. E l’Italia, prevedibilmente, si infiamma. Editoriale semiserio sulla vicenda del cherubino “somigliante”. In un Paese dove le chiese hanno spesso più secoli che fedeli, fa quasi tenerezza scoprire che il caso mediatico del momento riguarda una basilica che affonda le sue radici nel IV secolo. San Lorenzo in Lucina non è certo una comparsa nella storia di Roma: nasce come domus cristiana, viene consacrata nel 440, ricostruita nel Medioevo, rimaneggiata nel Seicento, restaurata nell’Ottocento. Insomma, una signora con una biografia più lunga di molte dinastie. Eppure, dopo sedici secoli di storia, ciò che la porta sulle prime pagine non è un ritrovamento archeologico, un affresco medievale o un restauro barocco. No. È un “cherubino dipinto nel 2000”, opera recente, “alla maniera”, che improvvisamente si ri...
Stento a crederci! Non so se pensare ad uno slancio d’affetto, politico, o semplice possibilità di ritagliarsi un momento di gloria. La notizia ha del surreale: un restauratore trasforma un angelo dell’affresco della chiesa di san Lorenzo in lucina, Roma, con il volto di Giorgia meloni.
un’indagine sul fare artistico. Tra gesto e pensiero: una riflessione sull’arte che nasce e sull’arte che si spiega L’arte non nasce mai nel luogo in cui la filosofia la va a cercare. Quando l’artista crea, non sta pensando ai sistemi, alle teorie, alle categorie: sta rispondendo a una saturazione interiore. È colmo — di immagini, di ferite, di memorie, di tensioni, di desideri — e questa densità chiede forma. Il gesto arriva prima del concetto, come un lampo che non chiede permesso.
Perché tutto quello che sai sul sanguinaccio calabrese è sbagliato. testimonianze di prima mano: U Sangunazzu: Antica Ricetta Calabrese Originale Quando l'economia familiare era basata sulla provvista casereccia, raramente gli scaffali delle dispense conservavano prodotti estranei alla tradizione locale. La vita ruotava attorno ai ritmi della natura e al lavoro dei campi, dalla raccolta estiva di fagioli e patate fino all'inverno con le castagne.
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.