Continuità territoriale… ma di cosa? Il diritto alla salute ridotto a una caccia al tesoro tra porte chiuse e fogli A4 stropicciati C’è un momento, nella vita di ogni cittadino, in cui capisce davvero quanto valga la sua salute per chi governa il territorio. Non serve un grande dramma, non serve un ricovero urgente. Basta un inciampo. Letteralmente.
La città parla e racconta storie. Quante ce ne sono per le vie della città? Diamo peso ai messaggi che non compaiono sotto la tendina degli smartphone?
MA CHE DOMENICA DELLE PALME È QUELLA IN CUI, IN OGNI PARTE DEL MONDO, SI MUORE E IL FIGLIO DI DIO VIENE QUOTIDIANAMENTE UCCISO?… Io ci andrò, come tutti gli anni, al richiamo del rito santo al quale la mia religione mi ha educato. La Domenica delle Palme resta sempre una giornata particolare che, per quelli come me — romantici e “belli vecchi”, ovvero vecchi belli — ha un sapore antico.
E gli altri? Gli altri siamo noi. Gli elettori. I cittadini che li eleggiamo quando possiamo, o i sudditi che li subiscono quando non esistono vere libere elezioni. Siamo la moltitudine che osserva, spera, si indigna, talvolta resiste, talvolta si rassegna. Siamo la parte del mondo che paga il prezzo delle scelte di chi comanda, e che spesso si ritrova a interrogarsi su come sia stato possibile consegnare tanto potere a così poca responsabilità. Gli indegni: Netanyahu, Trump, Putin. E gli altri Ci sono epoche in cui la storia sembra perdere il proprio baricentro morale. Popoli che si considerano maturi, consapevoli, eredi di tradizioni democratiche solide, finiscono per consegnare il potere a figure che, secondo molti osservatori, e quanto producono in termini di distruzione e morte, incarnano una regressione etica e politica. Altre società, prive di reali strumenti democratici, si ritrovano invece a subire leader che non hanno mai dovuto confrontarsi con il giudizio l...
di Franco Cimino Il volontariato che diventa nuova coscienza politica: per ristrutturare le istituzioni e costruire la città del futuro “Volontario, volontari, volontariato”: parole che tornano di moda in questa stagione difficile, segnata da egoismi, rancori, indifferenze e chiusure nel privato. L’etimologia del termine ha molti significati; qui voglio richiamare quello più usato oggi: volontario è chi, da solo o con altri, svolge un’attività gratuita a favore della collettività. Recupera un bene comune, tutela un monumento, rimette in sesto una piazza o qualsiasi cosa possa essere utile alla comunità.
Il tempo che cambia: perché continuiamo a spostare le lancette? Ogni anno, puntuali come un rito antico, nella notte tra sabato e domenica spostiamo le lancette dell’orologio avanti di un’ora. Un gesto semplice, quasi automatico, che però affonda le sue radici in oltre un secolo di storia e continua a dividere scienziati, governi e cittadini. Introdotta nel 1916 per risparmiare energia in un’Europa in guerra, l’ora legale è diventata nel tempo un’abitudine collettiva, un piccolo scarto imposto al nostro ritmo quotidiano. Oggi, però, quel meccanismo appare sempre più fragile: i benefici si assottigliano, i dubbi aumentano, e l’Unione Europea ha già aperto la strada alla sua possibile abolizione.
di Franco Cimino. Ah, l’amore... CHE BELLA SERATA IERI SERA AL COMUNALE! UNA SERATA STRAORDINARIA DI CINEMA E D’AMORE, SOTTO LA REGIA DEI NOSTRI DUE FRANCESCO E SULLO SCHERMO “IL DIO DELL’AMORE”… E QUEL COLELLA, CHE DOMINA SEMPRE. DA GIGANTE! …
L'aspetto economico non è un corollario, ma il pilastro su cui poggia l'intera struttura del disagio. Senza un lavoro dignitoso e una stabilità reddituale, ogni precetto educativo diventa un lusso inaccessibile. L’ILLUSIONE DEL RIGORE: IL DECRETO CAIVANO TRA PUNITIVISMO E DESERTO EDUCATIVO. Dalla criminalizzazione della marginalità all'assenza di tutele: perché la risposta sanzionatoria del Governo Meloni ignora le radici economiche e occupazionali della devianza minorile.
Dopo il voto: tra trionfalismi prematuri e il lavoro che davvero serve La tentazione di esultare è forte, ma la credibilità politica si costruisce lontano dai riflettori: con proposte concrete, linguaggio misurato e un ascolto reale dei cittadini.
Oltre la retorica del “referendum sulla giustizia”: cosa resta dopo il rumore Tra accuse incrociate e narrazioni distorte, il dibattito post ‑ referendario rivela un problema pi ù profondo: la distanza crescente tra istituzioni, verit à dei fatti e responsabilit à verso i cittadini.
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.