1980 il futuro arrivò senza bussare
Il cambiamento non sempre fa rumore. A volte scivola nelle pieghe del quotidiano, si insinua nei gesti ripetuti, nelle abitudini che sembravano eterne. Altre volte, invece, arriva come un colpo secco: un terremoto che incrina ciò che si credeva solido. Negli anni Ottanta, per chi lavorava nelle telecomunicazioni, accaddero entrambe le cose. Un lento logorarsi e un improvviso crollo. Un’epoca che prometteva modernità e lasciava dietro di sé un sentimento nuovo, sconosciuto, inquietante: la precarietà. In mezzo a quella trasformazione, una figura emergeva più nitida delle altre: Marisa Bellisario . Non ancora un mito, non ancora l’icona che sarebbe diventata dopo la morte. Era una presenza concreta, determinata, capace di parlare il linguaggio del futuro mentre molti di noi cercavano ancora di decifrare il presente. La sua voce, le sue decisioni, il suo passo sicuro nei corridoi dell’Italtel segnarono un’epoca in cui la tecnologia correva più veloce...