Febbraio corto e amaro
LE SCARPE. Frevaru curtu e maru. Frevaru È u tempu trista pe’ mali vestuti, ki moranu p'u'friddu. Queste frasi si sentivano spesso fino a qualche decennio addietro. Ricordo la cura nello scegliere i capi d’abbigliamento, i vestiti e le scarpe che dovevano essere buone e durature. So controllavano le cuciture e la qualità della pelle della tomaia, petti e tacchi, e subito dopo si portavano dal calzolaio per fare applicare i salva petti e tacchi in gomma per farli durare di più Ricordo andavamo da D'Elia, sul corso di Catanzaro insieme a mamma. Io mi lasciavo condizionare dall estetica, lei, donna pragmatica, dalla qualità. In vetrina , gli ultimi arrivi erano ben esposti: le nuovissime uscite della beat generation col tacco alto e le fibre sul collo piede, e i classici scarponcini. Entrare da D’Elia era come varcare la soglia di un piccolo tempio dell’artigianato. L’odore della pelle nuova si mescolava a quello del lucido da scarpe, e il pavimento di legno scricchiolava...