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La guerra in Ucraina continua a essere un teatro di distruzione e calcolo geopolitico, dove le richieste di armi si intrecciano con interessi economici e strategie di potere. A tre anni dall’invasione russa del 24 febbraio 2022, il conflitto in Ucraina ha lasciato cicatrici profonde: città devastate, milioni di sfollati, e una popolazione civile stremata . Ma la guerra ha anche rivelato il volto spietato della diplomazia globale, dove le risorse del suolo ucraino, come grano, litio e terre rare , sono diventate oggetto di interesse per potenze industriali e aziende multinazionali.
La verità sotto assedio: come la propaganda trasforma le bugie in verità Oggi, nel mondo iperconnesso, la verità non è più solo una questione di fatti. È una battaglia di narrazioni. E in questa guerra, Vladimir Putin ha affinato l’arte della propaganda fino a renderla uno strumento chirurgico per giustificare l’ingiustificabile. Il mito del “colpo di Stato” in Ucraina Durante incontri ufficiali con Cina e India, Putin ha ribadito una versione distorta della storia: l’Ucraina sarebbe stata vittima di un colpo di Stato nel 2014, orchestrato dall’Occidente, e la Russia non avrebbe fatto altro che intervenire per proteggere i cittadini ucraini. Una narrazione che lo dipinge come il salvatore, il cavaliere che difende i deboli. Ma i fatti raccontano altro. Zelensky è stato eletto democraticamente nel 2019 , con un mandato popolare chiaro. Il movimento di Maidan nel 2014 è stato una rivolta civile contro la corruzione e l’autoritarismo, non un golpe. L’invasione russa del 202...
Ancora delitti a Gaza. Lo sterminio prosegue. Sembra un film proiettato nelle case della gente seduta comodamente davanti al piatto fumante e lontana dalla schifosa sorte toccata agli abitanti della Palestina. Una fiction reale girata in presa diretta in cui, a differenza dei format studiati per stuzzicare i pruriti dei guardoni, bambini e persone inermi colpevoli di essere nati lì muoiono innocenti.
Chi confessa chi. Verrebbe da dire guardando la foto. È comunque una situazione insolita. Vedere due capi di stato seduti l'uno di fronte all’altro tra le mura della maestosa casa di Pietro in Roma non è cosa di tutti i giorni. Comunque è accaduto! Durante i funerali di papa Bergoglio.
Ha ancora motivo scrivere, parlare della guerra in Medio Oriente , in Ucraina , Myanmar , Congo etc etc? Cambia qualcosa se dichiariamo tutto il nostro disappunto per il comportamento di Trump nel disattendere assolutamente il bon ton necessario che si confà tra capi di Stato e dà dello scemo al suo predecessore per avere sostenuto l’autodeterminazione a difendersi dall’invasore?
FORTE CON I DEBOLI . Non sei nella posizione di poter dettare condizioni.
Ci riprendiamo i nostri soldi. Zaleski deve darci il corrispettivo dei soldi e delle armi inviate pagando con le terre rare di cui l’Ucraina è ricca.
"una locandina per la pace. courtesy m.iannino©" PACE! Non è un'ossessione accresciuta con il terrore di rimanere vittima della barbarie che sta governando le menti dei governanti signori delle guerre. Pace, volontà di pace è un sentimento che va oltre la materia e il suo deterioramento. Tutti, prima o dopo, lasceremo l'involucro di carne e ossa che tanto amiamo. Alcuni ne fanno un culto eccessivo. L'aspetto esteriore conta!, per alcuni.
Nonostante Putin, Netanyahu, Hamas e gli strateghi della tensione sparsi sulla terra, credo fortemente nella Creatività della Bellezza salvifica ... Anche se L'ultimo annuncio di Putin non è uno scherzo giacché manca qualche giorno al primo aprile per poterlo ritenere un pesce d'aprile. Colpire gli F16 anche fuori dall'Ucraina è un monito per i Paesi Nato che stanno affianco a Zelensky. Anzi più che un avvertimento è una minaccia seria per i Paesi che foraggiano la guerra d'invasione di una certa dispotica Russia. L'ambiguità del non detto, ricordiamolo, è terribile! E Putin è un maestro.
Zitti e buoni! Giochiamo al dottore! Comando IO! È un'esercitazione. Una esercitazione pacifica … Così è iniziata l'occupazione militare ordinata da Putin in Ucraina. Il resto è a conoscenza del mondo intero che, notizie alterate ad arte dagli accoliti putiniani, utilizza il web per conoscere la realtà di prima mano attraverso le testimonianze dei superstiti che pur avendo perso la casa e ogni bene terreno resistono alla crudeltà di Putin.
Amadeus o chi per lui e Zelenski. Come ogni anno la kermesse televisiva della canzone stimola l'immaginario collettivo. In questa 73° edizione gli sfriculijamenti non mancano e vanno dalle ospitate di gente dello spettacolo, come di consueto, agli intrusi eccellenti e Zelenski sembra essere uno di questi. La guerra è una cosa orrendamente seria! E non può essere trattata al pari di un prodotto d'avanspettacolo neanche quando si affaccia prepotentemente nelle case dei curiosi che guardano Sanremo. San Remo è sanremo!? E se Ama avesse invitato il Che? Battute a parte la guerra di Putin sta diventando una sorta di boomerang mondiale e le provocazioni verbali di Zelenski li moltiplicano infruttuosamente. Le soluzioni, se si vogliono seriamente sono nella politica mondiale. Risiedono nelle scelte dei governanti e non nella fabbrica delle armi né tanto meno nelle ospitate ad effetto di una velina famosa. Le coscienze vanno curate perché Simili ai giovani virgulti impostati ...
L'atmosfera è quella delle grandi riunioni tra amici. Il vocìo fa da sottofondo alle parole del leader indiscusso: Berlusconi. “ Sapete com'è avvenuta la cosa della Russia? Anche su questo vi prego, però, il massimo riserbo. Promettete? La cosa è andata così: nel 2014 a Minsk, in Bielorussia, si firma un accordo tra l'Ucraina e le due neo-costituite repubbliche del Donbass per un accordo di pace senza che nessuno attaccasse l'altro. L'Ucraina butta al diavolo questo trattato un anno dopo e comincia ad attaccare le frontiere delle due repubbliche. Le due repubbliche subiscono vittime tra i militari che arrivano, mi si dice, a 5-6-7mila morti. Arriva Zelensky, triplica gli attacchi alle due repubbliche. I morti diventano. Disperate, le due repubbliche mandano una delegazione a Mosca e finalmente riescono a parlare con Putin. Dicono: “Vladimir non sappiamo che fare, difendici tu”. Lui è contrario a qualsiasi iniziativa, resiste, subisce una pressione forte da tutta ...
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