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Cronache semiserie di un bisogno naturale ostacolato da guasti, scuse e zero empatia. Ci sono momenti in cui la vita ti ricorda che le piccole comodità non sono affatto scontate. Ti accorgi del loro valore solo quando qualcuno te le nega con la stessa naturalezza con cui si respira. E se “hai n’a certa”, come direbbero a Roma, il richiamo della natura non conosce orari, meteo o contesti sociali. Il freddo, il caldo, la pioggia battente: tutto diventa un detonatore. L’acqua che scorre è un invito irresistibile. Così inizi la caccia al bagno pubblico, sperando in un gesto di umana comprensione, magari da parte di un coetaneo. Ma no, la solidarietà anagrafica è una leggenda metropolitana. Entri nel primo bar, ordini un caffè per non sentirti in colpa e… “Mi dispiace signore, lo sciacquone è rotto”. Giù il caffè come fosse un shot di sopravvivenza, paghi e fuggi sotto un diluvio che manco nei film catastrofici. Secondo tentativo: la farmacia. Parcheggi sul marciapiede, entri con la...
L'invito. (...) Su dai fatti vedere. M'invita con voce gioviale Pino. Lo so fa caldo ma qui in montagna si sta bene e poi con la trasversale delle serre si arriva in pochissimo tempo. Venti minuti al massimo. Ti aspetto e sei mio ospite. Ceniamo insieme questa sera. D'accordo. A stasera. È seduto nel patio insieme ad un altro signore il mio ospite. Parlano mentre sorseggiano qualcosa nei bicchieri di vetro. Mi dirigo verso di loro e noto che mi guarda con occhi interrogativi. È trascorso molto tempo. Circa vent'anni se non di più. È chiaro; non mi riconosce nell'immediatezza. Qualche attimo di titubanza e mi viene incontro: Oh, carissimo. Scusa. Esclama Pino salutandomi con trasporto. Siediti. Prendi qualcosa? È stato difficile trovarmi? Questo è un mio carissimo, vecchio amico. Stasera è mio ospite! Cena con me. Mi raccomando. - dice rivolgendosi al gestore del B&B. Un antipastino come al solito, casareccio. Olive, melanzane, zucchin...
salme di migranti sulla spiaggia di Scicli La tragedia in mare nei pressi di Lampedusa è , ancora una vota, il sintomo lampante della pochezza di pensiero che governa chi guida, nostro malgrado, il Paese. Eritrei o tunisini , gente proveniente dai paesi in perenne lotta. Popoli sfruttati dalle lobby e per questo motivo in fuga dalla morte certa per fame, maltrattamenti o guerre, tentano l'ultima carta per sopravvivere. S'imbarcano, stivati peggio degli animali da macello, verso il Paese a loro più vicino in termini di distanza fisica. La loro speranza si chiama Italia, Germania, Francia, Europa! Loro, i profughi, non sono al corrente della cattiveria dei politici nostrani, quelli, per intenderci, che hanno elaborato e messo in pratica la Bossi-Fini. Non sono a conoscenza della malvagità che anima i covi della lega nord. E, forse, passato il tempo dei respingimenti plateali in mare, credono di poter approdare sulle coste amiche. E poi basta una scintilla, un buco...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
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nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.