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La città parla e racconta storie. Quante ce ne sono per le vie della città? Diamo peso ai messaggi che non compaiono sotto la tendina degli smartphone?
Nemo propheta in patria. Cultura, identità e responsabilità nella storia intellettuale calabrese La vicenda di Mimmo Rotella , nel ventennale della sua scomparsa, non rappresenta un caso isolato nella storia culturale calabrese. Al contrario, si inserisce in una lunga tradizione di artisti e intellettuali che, pur nati in questa terra, hanno dovuto cercare altrove il terreno necessario per far germogliare la propria poetica. Saverio Strati , con la sua scrittura radicata nella dignità contadina; Corrado Alvar o, che trasformò l’esperienza meridionale in una categoria universale; Vincenzo Padula , precursore dell’inchiesta sociale meridionalista; e molti altri — da Mattia e Gregorio Pret i a Francesco Jerace , fino ai contemporanei che operano tra precarietà e resistenza — condividono un destino simile: essere riconosciuti pienamente solo quando la loro voce aveva già trovato ascolto lontano dalla loro città d’origine. Questa costellazione di figure, non completamente esaustiva...
- Nel dibattito sul ventennale della morte di Mimmo Rotella riemerge un tratto storico della nostra città: la tendenza a trasformare la cultura in un terreno di contesa più che in un bene comune. Catanzaro celebra ciò che non ha saputo trattenere e rivendica ciò che non ha contribuito a far crescere, ripetendo un copione già visto con figure come Galluppi, Padula e persino Preti. La nascita di Rotella diventa così un vessillo identitario più che un’eredità culturale consapevole, mentre istituzioni, politica e collezionismo si contendono il suo nome. Ma la domanda che resta sospesa è la più scomoda: se fosse rimasto qui, sarebbe diventato Rotella. Forse il vero atto istituzionale non è commemorarlo, ma costruire finalmente una città capace di non perdere i suoi talenti.- Mimmo Rotella, Catanzaro e l’eterna tentazione di “possedere” la cultura. La storia culturale di Catanzaro – e, più in generale, di molte città italiane – è attraversata da un paradoss...
WARHOL, ROTELLA, SCHIFANO E ALTRI "a Warhol" Ho chiesto all’AI se Warhol fosse stato davvero un innovatore, ecco la risposta: Assolutamente sì, Andy Warhol fu un innovatore radicale che ha rivoluzionato il concetto stesso di arte nel XX secolo perché ha ridefinito l’arte. L’ha tolta dal piedistallo colto e l’ha proposta come prodotto di massa.
Marilyn s'affaccia e sorride incurante dei passanti e del vento che soffia tra le chiome frondose della macchia mediterranea cresciuta indisciplinatamente alla fine del viadotto Morandi e sui declivi del burrone dove scorre la fiumarella. Catanzaro, la città di Mimmo Rotella Benvenuti a Catanzaro la città di Mimmo Rotella. C'è scritto affianco alla gigantografia che riproduce un noto decollage che da qualche tempo sta lì, all'ingresso della città in cui nacque per caso l'artista dei manifesti strappati e riproposti nella giusta considerazione alla storia dell'arte dall'acuto Pierre Restany, teorico del nuovo realismo.
Carissimo Mario, Conosco il tuo impegno e la caparbietà nel portare avanti validi progetti culturali, grazie ai quali la Calabria trarrà senz’altro giovamento, come Soveria Mannelli, d’altronde, che hai amministrato saggiamente con passione e un bel po’ d’inventiva per tanti anni. È inutile ricordare le arretratezze storiche della nostra bellissima regione ma permettimi di dire che l’unico grande artista contemporaneo riconosciuto nell’olimpo dell’arte e, cosa di non poco conto dal punto di vista economico, dal mercato che ruota attorno ai prodotti artistici, è il Maestro Mimmo Rotella, scomparso qualche anno addietro; comunque, poco conosciuto e valorizzato in vita dal grande pubblico e dalle realtà culturali nostrane. Perché ti ricordo questo figlio di Calabria? Perché ritengo che ci siano altri talenti da valorizzare. Diamo la possibilità a quanti possono aiutare la Calabria, farla diventare meta di turismo culturale e, perché no, attraverso il lavoro aggiungere carisma a una...
Racconti di vita in Calabria: 1 . Territorio e cittadini C’è da dire che i calabresi sono un po’ restii alle novità; specie se le innovazioni riguardano linguaggi e usi consolidati nel tempo. La diffidenza contamina tutti i ceti sociali. Alcuni cavalcano l’onda per tutelare interessi personali, insinuano ulteriori dubbi per attrarre a sé i tradizionalisti e, sovente, fanno uso della delazione. È sintomatica la vicenda artistica del nostro illustre conterraneo Mimmo Rotella. Nonostante i riconoscimenti nazionali e internazionali tributategli dagli addetti ai lavori e quelli postumi che le istituzioni comunali hanno testimoniato nei suoi confronti, pochi calabresi conoscono a fondo l’importanza del suo lavoro artistico. La rivoluzione lessicale che, insieme agli altri artisti che ruotavano attorno al teorico Pierre Restany , apportò all’arte visiva. È ovvio che per accettare e comprendere l’atteggiamento mentale di chi osserva, assimila e trasforma un volgare linguaggio pub...
Oggi, come non mai, i linguaggi sono veloci quanto il pensiero. Programmare un evento significa correre col tempo, gareggiare con la tecnologia e il mercato globale concepito dai recenti saperi. La pittura, le immagini cinematografiche o televisive sono linguaggi obsoleti se paragonati alla duttilità della rete internet Infatti, superata la fase progettuale, l’idea divenuta realtà, è immessa nei canali mercantili a completo uso e consumo dell’utenza. In ciò, la pubblicità gioca un ruolo importante, primario nella divulgazione di un prodotto qualsiasi, libro, opera d’arte, scoperta scientifica o un oggetto di uso comune; infatti è d’obbligo impostare una campagna pubblicitaria ad hoc che catturi e invogli la collettività al consumo. Nel passato si adoperava appieno il disegno e la scrittura per evidenziare le qualità peculiari del bene in questione, attualmente, assistiamo ad una proliferazione effervescente di creatività, mezzi mediatici e ingegno umano, esaltano appieno...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.