Banksy, burlone creativo sulla bancarella a 60 $
Da Basquiat a Banksy , passando per tutta l'area atipica di cui si fregia il mondo della cultura contemporanea, ancora una volta si assiste alla disinformazione superficiale dei media massificati, e, in parte, anche internet. I writer, o meglio i pittori di strada contestano coi loro interventi tante cose alla società dei consumi e della proprietà privata (almeno secondo quanto ci hanno detto fin ora gli “intellettuali” che hanno scavato nei meandri della psiche dei grafomani metropolitani). Disdegnano il possesso ossessivo degli oggetti, dipinti compresi e, per qualcuno, sono dei volgari vandali che deturpano, appunto, la proprietà privata e gli spazi pubblici. Per queste semplici ragioni le decorazioni dei luoghi degradati delle città sono ritenuti offensivi dalla maggior parte della gente diseducata dai media. Salvo, poi, quando sono messi sull'altare della gloria sempre dalle campagne mediatiche, divenire feticci tesaurizzanti da possedere. Tra Basquiat...