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giovedì 22 agosto 2013

Ufo sul golfo, misteri sul Mar Jonio



Agustu è capu e viernu. (Agosto anticipa l'inverno) Così dicevano i vecchi dell'entroterra calabrese ai primi di agosto. In effetti da qualche giorno la temperatura si è abbassata.

Stamane il cielo è incerto. Il sole si nasconde dietro nuvole plumbee. A fatica i raggi rosati penetrano i cirri carichi di pioggia.
È l'alba. L'alba sullo jonio è uno spettacolo imperdibile! Sempre nuovo. E ciò che di bello pensi di avere visto il giorno precedente, pur guardando dalla stessa angolazione, è superato, dimenticato. Offuscato da nuovi incredibili visioni.

Sorseggio un caffè mentre osservo l'orizzonte. Una palla bianca si riflette nel mare. Il cielo è coperto da nuvole scure ma non minacciose.
Poggio la tazzina sul tavolo e d'istinto cerco la funzione “fotografia” sul telefonino. Una foto tira l'altra. Le scarico sul pc e … meraviglia!

Una palla si materializza nel cielo sotto il sole rossastro nelle prime due immagini. Dapprima è bianca; poi rossa come il fuoco … UFO?

Ma no! Sarà un effetto ottico. Un'illusione causata dalla combinazione della luce che si riflette sull'obiettivo … e se invece l'obiettivo ha colto ciò che l'occhio umano non riesce a percepire?  

mercoledì 24 aprile 2013

Calabria, itinerari turistici e culturali

Quattro passi in Calabria: chiesetta di S. Martino, scogliera di Cassiodoro.


La Calabria è tutta bella! Cieli tersi. Mare limpido (almeno per ora). E natura rigogliosa.

Il verde vivo dei giovani germogli contrasta con i rossi vermigli dei papaveri, i viola e l'amaranto, i gialli dei fiori che crescono spontanei a ravvivare prati e  colli.

È una bella giornata di sole. La costa jonica scuote i sonnacchiosi fianchi abbagliati dal sole della primavera mentre si prepara per la bella stagione estiva.

Manca poco per l'arrivo di turisti e emigranti impazienti di far ritorno e, magari, riprendere i lenti ritmi della naturale propensione contemplativa così da ricaricarsi psicologicamente e fisicamente.
Magari, perché no, sugli stessi sentieri della storia che stanno lì, a pochi metri dalla statale 106 jonica. Subito dopo l'uscita della galleria di Copanello di Stalettì, direzione Soverato.

È una stradina stretta piena di tornanti, quella che conduce nell'area della scogliera di Cassiodoro.Che, in piena estate, quando le case estive sono piene di ospiti, è quasi impossibile accedervi se non a piedi.
È una passeggiata salutare! Poche decine di metri separano da un panorama che, tolte le macchine e le case con relative discariche di rifiuti domestici, è reso sereno dalla intelligente riqualificazione dell'area cassiodorea.

Abbattuto l'ecomostro che ne deturpava il declivio, l'area presenta sbalzi contenuti in barriere ecologiche e i prati rasati e arredati con delle bordure di verde incorniciato dai percorsi in pietra sembrano convergere in una lunga scala che porta nei pressi della scogliera.

Ai margini dell'area attrezzata, i resti di una antichissima costruzione che gli studiosi indicano come il mausoleo del nobile Cassidoro e denominata “chiesetta di S. Martino” soffrono di un abbandono cronico, storico quanto le vasche del Monaco Filosofo fondatore del monastero Vivariense che, tra preghiere e contemplazioni, sfruttando gli anfratti naturali della roccia marina e la conformazione dell territorio seppe trarre sostentamento per se e la comunità lì raccolta.

Alzando lo sguardo, una striscia di terra penetra il golfo di Squillace: è Catanzaro Lido. Anch'essa sonnacchiosa aspetta il brulichio estivo.

Anche questa è cultura!

sabato 4 agosto 2012

ogni riferimento è puramente casuale

mar jonio, golfo di Squillace, copanello
Sarà l'aria di vacanza, i pochi centimetri di stoffa che ricoprono appena le parti intime, l'assenza di regole, appunto, come vestire in giacca e cravatta o tailleur per andare a lavorare che trasformano alcuni luoghi in salottini intimi adatti alle confidenze e la spiaggia è uno di questi.

Si parla, sotto il sole, per ammazzare la noia o la fatica accumulate insieme al freddo. In estate è come se adattassimo un antidoto, una terapia di gruppo per esorcizzare quanto di cupo ci ha vestito fin ora. Sotto l'ombrellone, non devi guardarti le spalle, al massimo può arrivare qualche schizzo provocato dai ragazzi che giocano sulla riva o un pugno di sabbia alzato dal vento o da qualche bagnante maldestro. Ma per il resto non ci sono grandi problemi o strategie da controbattere.

Sarà l'abbassamento o l'annullamento completo delle conflittualità giornaliere che ci rendono permeabili e propensi al dialogo anche con gli sconosciuti. È facile conoscere e confidare piccoli segreti che in città non diresti mai. Magari inventando storie e sognando ad occhi aperti... ed è proprio questo che spesso accade nelle confidenze sotto l'ombrellone.
Come spiegare altrimenti la conoscenza dei fatti privati di un'intera famiglia che abita, che so, a Roma e la si incontra solo nei mesi estivi da parte di una donna pugliese o napoletana?
Oh sia ben chiaro non ho niente contro le pugliesi o le napoletane, anzi sono donne simpaticissime, ma l'altro giorno, proprio una di loro raccontava sulla spiaggia come mai l'ombrellone numero 11 era abitato da altri. Pare, - raccontò la napoletana incalzata dalla pugliese- che la moglie abbia sorpreso lui con un'altra e l'ha lasciato. Si sono separati! Sì, perché non è la prima volta che lui inzuppa il pesce nelle teiere estranee. Anche i figli grandi, ricordate?, li ha avuti con un'altra!
… e quella, vedete quella (quella sarei io che faccio finta di sonnecchiare) quella...

(forse ve lo racconterò la prossima volta)

lunedì 8 agosto 2011

itinerari turistici, costa jonica


scogliera di stalettì e "cappelliera"
L’uomo e l’ambiente

Malgrado si sappia chiaramente che la morte è sempre in agguato (è inutile che vi grattiate la testa, gli zebedei o tocchiate ferro.
È nell'ordine delle cose!
Guai se non fosse così!).

La quasi totalità delle persone studia di notte come poter fregare di giorno gli altri. E per riuscire appieno si studiano strategie, comportamenti, parole, si stilano tesi e si tessono accordi.

I primi in classifica sono i politici seguiti dagli avvocati, dai giornalisti faziosi e giù discorrendo fino ad arrivare nel sottobosco della kultura folkloristica paesanotta che lucra sull’ignoranza delle masse.

È inutile spiegare perché i politici occupano il primo posto, basta guardare i privilegi e le impunità che mettono nero su bianco e tramutano in leggi dello Stato; oppure, chiedere perché restano fuori dalla manovra economica che coinvolge quasi tutti i cittadini, tranne loro, appunto! Ma, bando alle ciance, altrimenti tacceranno anche me di populismo, torniamo al punto!
"ecomostro"

Le azioni dell’uomo, buone o cattive, modificano il territorio prescindendo dalle attese sociali.
Nel casino totale qualcuno, però, riesce a contestualizzare l’azione con il territorio e persino ad abbellirlo.
E, a mio avviso,
La “cappelliera di Stalettì”, congetture ambientalistiche a parte in merito alla sua edificazione sugli scogli a bordo della vecchia ss106 jonica, è uno di quegli interventi del genio umano paragonabile alle opere d’ingegno che si trasformano nel tempo in attrattive turistiche come lo è la torre Eiffel a Parigi, il ponte di Brooklin, la torre di Pisa e via dicendo.
Altra cosa è l’intervento ignorante e maldestro dettato più che altro dall'avidità di accaparrarsi un pezzetto di paradiso tra gli scogli della costa in genere e nello specifico, calabrese.

venerdì 5 agosto 2011

kiteserfing nel golfo sulle tracce di Ulisse

Kiteserfing nel golfo sulle tracce di Ulisse.
La punta di Stalettì è una scogliera affascinante ricca di storie e leggende. Alcune di queste narrano di amori, altre di monachesimo e misticismo, luogo di preghiera e lavoro amanuense, quindi trascrizioni e traduzione di testi antichi ad opera dei seguaci di Cassiodoro, il quale, ritiratosi dalla vita politica che lo vide impegnato nella difficilissima trattativa tra la cultura romana che aveva governato le terre bruzie ormai sottomessa ai goti vincitori con Teodorico e dominatori del nuovo impero e del popolo calabrese intorno al 580.
Ancora oggi si possono ammirare le grotte scavate nel costone roccioso dai monaci e usate per i ritiri spirituali; le vasche, progettate da Cassiodoro per i primi allevamenti di acquacultura marina; la grotta paleolitica di S. Gregorio, nome mutuato dal santo patrono di Stalettì.

Le vasche di Cassiodoro sono la dimostrazione concreta dell'ingegno umano, oggi diremmo, ecocompatibile perché usa le forze della natura per trarre sostentamento in maniera indolore; difatti, i pesci trasportati dall'alta marea  intrappolati tra gli scogli appena modificati dalla mano dell'uomo, servivano non solo per sfamare i monaci del monastero Vivariensis ma anche per studi e ricerche ittiche così da miglirare la qualità della vita.

La scogliera di Stalettì è situata nel bel mezzo golfo di Squillace tra Isola Capo Rizzuto e Punta Stilo.
La leggenda vuole che qui Ulisse naufraga rovinosamente a causa degli scogli semisommmersi e trascinato dalle correnti approda con le navi semidistrutte sulla spiaggia dell'odierna Roccelletta. A pochi metri dalla spiaggia, Ulisse, con i resti delle navi costruisce le prime baracche dove si rifuggia insieme ai suoi uomini. Ben presto le baracche sono soppiantate dagli edifici e danno corpo alla prima Skilletion, poi Scolacium. Nel parco archeologico di Roccelletta di Borgia sono visibili: il foro romano, l'anfiteatro, il teatro di epoca romana ed i resti della basilica bizantina di Santa Maria della Roccella.

Insomma, in pochi kmquadrati la storia di più civiltà apre i suoi tesori al turista contemporaneo.

Per visitare i luoghi descritti brevemente come promemoria per i lettori, lo staff “Porto Rhoca” mette a disposizione professionalità d'eccellenza, ragazzi sempre pronti ad assistere gli ospiti del villaggio residence situato nel comune di Squillace a pochissima distanza dai luoghi citati.
Oltre alle escursioni culturali sono consigliate quelle in windsurf, kiteserf, wakeboard, sci nautico, barca a vela per sostare tra gli scogli e dedicarsi al relax della pesca amatoriale con canna o subacquea.
Gli assistenti del “porto rhoca beach” porteranno quanti interessati a seguire da vicino le tracce di Ulisse tra le calle e gli scogli che ne hanno decretato il soggiorno, passando per le vasche di Copanello dal sapore storico cassiodoreo.

©arch.M.Iannino
© by mario iannino, riproduzione vietata.

venerdì 29 luglio 2011

Porto Rhoca Beach nel golfo di Squillace

Nel golfo di Squillace: Porto Rhoca beach

È proprio vero! Quando Dio creò il mondo ebbe un occhio di riguardo per la Calabria. Ad essa destinò paesaggi da sogno e genti dall'animo nobile. Gente, però, che non sempre ha saputo valorizzare il territorio e le ricchezze paesaggistiche; alla bella visione ha preferito la praticità delle colture mediterranee, ha piantato uliveti e vigneti da lasciare in eredità alle generazioni future.
La cultura contadina, che ha forgiato usi e costumi e ancora permea le menti dei calabresi, era ed è mezzo di sostentamento generoso. Per i contadini, la terra, rappresenta un luogo duro dove spaccarsi la schena, far crescere i calli sulle mani e tirare su la famiglia con dignità perché certi di essere ripagati generosamente dai frutti di madre terra. Caparbietà e generosità, concetti concreti che oggi, finito per alcuni il tempo dell'agricoltura biologica, diventano la marcia in più per creare nuova ricchezza nell'industria del turismo. Le grandi distese di ulivi cedono spazi a villaggi e le spiagge alle strutture ricettive animate da turisti stranieri e locali di ritorno alla scoperta del tempo perduto.
“il lavoro nobilita l'uomo” recita un vecchio saggio e la Calabria è luogo di grandi lavoratori che non si pongono problemi di ruoli.
Per questo è facile incontrare un architetto che dismessi i panni di docente guida un furgoncino colmo di frutta e verdura diretto al villaggio resideces progettato e costruito da lui stesso; o imbattersi in professionisti di altri settori che brillano anche nei campi dell'agriturismo, dell'allevamento podolico, nel B&B. Insomma la Calabria è terra di gente appassionata che intraprende più strade non per mera sete di guadagno ma per passione. Una passione che si trasforma in scommessa con se stessi e contro la sottocultura degli stolti che stanno alla finestra a criticare gli errori altrui e non fanno niente per migliorare se stessi e l'ambiente che li ospita.
Il lido Porto Rhoca, situato nel golfo di Squillace, è la risultante di una passione trasferita da padre a figlio. Ma di questo luogo parleremo in seguito.
Squillace, porto rhoca beach

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