Visualizzazione dei post con l'etichetta feste di natale
Tutti, indipendentemente, asseriscono che amare è una condizione dell'anima. Uno stato di grazia che astrae dalla materialità contaminante. Amare è! Essere al di sopra delle fazioni e degli interessi. E per fare amare qualcosa o qualcuno è necessario estraniarsi. Emanciparsi dai propri e altrui “ismi" , mettere al centro gli interessi comuni prescindendo, appunto, dalle logiche partigiane affinché si realizzi il bene collettivo. Ma le fazioni nelle piccole realtà di paese sono dure e resistenti alle debolezze emotive e a mettere da parte i propri “ismi" ce ne vuole. Mi spiego meglio: Leggo il programma festaiolo natalino catanzarese: interessante! Complessivamente il suo ideatore dimostra professionalità indiscussa. E tra ospiti e programmazione con toccate e fughe accontenta quasi tutti i catanzaresi. Quartieri e siti storici, luoghi di culto, residenze e piccole smanie sembrano essere soddisfatte.
Però, quant'è bello il Natale! I buoni propositi si sprecano. In questo periodo ci sentiamo tutti migliori. Auguriamo il meglio anche alle persone che torneranno ad esserci indifferenti già a S. Stefano. Whats app non smette di notificare messaggi: ... ce l'ho. Ce l'ho. Mi manca … La raccolta di immagini diventa interessante. Sembra di tornare alle medie. A quando scambiavamo le figurine dei calciatori. Ricicliamo messaggi e immagini quasi con tedio. La noia ci assale ma dobbiamo comunque scambiarci gli auguri pur sapendo che tra qualche giorno dovremo fare i conti con l'amara realtà: pagare le bollette e le tasse del nuovo anno. Però, brindiamo. Brindiamo e ci scambiamo auguri con la speranza che qualcosa cambi e porti sollievo ai nostri affanni terreni. Scambiare auguri non costa niente. Persino la chat è compresa nel prezzo. Tantissimi auguri e che l'inizio del nuovo anno sia scoppiettante, inarrestabile come la vita fin quando il cuore pulsa. Buona vi...
Nelle tradizioni culinarie delle feste natalizie il capretto è uno delle tante portate che imbandiscono le tavole calabresi. Il caprettino di latte , cosi detto perché ancora non ha brucato l'erbetta, è definito anche “sbrigogna mugghijeri” per il caro prezzo e la misera resa in tavola. Sbrigogna mugghjeri, letteralmente vuole significare la brutta figura cella padrona di casa che porta in tavola un piatto non abbondante da soddisfare le pance ma ottimo per i buongustai. Cucinarlo è un'arte! Non si butta quasi niente. Ma essendo tenerissimo, cucinato secondo un'antica ricetta che si tramanda da madre in figlia il risultato è da oscar e raggiunge sublimi traguardi per i palati esigenti. La testa, “ a capureddha” , è guarnita con la mollichina di pane insaporita con pecorino grattugiato, prezzemolo e aglio e, messa nella teglia insieme al resto della carne del caprettino, si lascia rosolare prima sul fornello e poi messa in forno. Mentre le parti molli quali il fegato...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.