La lunga marcia verso la libertà
Cronache semiserie di un bisogno naturale ostacolato da guasti, scuse e zero empatia. Ci sono momenti in cui la vita ti ricorda che le piccole comodità non sono affatto scontate. Ti accorgi del loro valore solo quando qualcuno te le nega con la stessa naturalezza con cui si respira. E se “hai n’a certa”, come direbbero a Roma, il richiamo della natura non conosce orari, meteo o contesti sociali. Il freddo, il caldo, la pioggia battente: tutto diventa un detonatore. L’acqua che scorre è un invito irresistibile. Così inizi la caccia al bagno pubblico, sperando in un gesto di umana comprensione, magari da parte di un coetaneo. Ma no, la solidarietà anagrafica è una leggenda metropolitana. Entri nel primo bar, ordini un caffè per non sentirti in colpa e… “Mi dispiace signore, lo sciacquone è rotto”. Giù il caffè come fosse un shot di sopravvivenza, paghi e fuggi sotto un diluvio che manco nei film catastrofici. Secondo tentativo: la farmacia. Parcheggi sul marciapiede, entri con la...