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Visualizzazione dei post da aprile, 2019

Cavalli in città

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Quattro cavalli. Uno bianco. Uno marrone e due pezzati che sembrano giovani stalloni pascolano tra gli ulivi. Il più piccolo è irrequieto. Vuole dominare gli altri puledri. Scalcia e mordicchia sul collo uno in particolare ma sta ben lontano dallo stallone bianco. I cavalli pascolano nella campagna vicino casa da qualche settimana accuditi da un uomo dall'accento straniero che mi chiede qualcosa da mangiare. Al momento non ho nulla da offrirgli ma mi riprometto di portargli qualcosa appena possibile. È inusuale la visione dei cavalli al pascolo in prossimità delle case. E qualcuno storce il naso. Ai bambini, però, piace la visione agreste con nitriti e sbuffi. Finalmente osservano dal vivo degli animali al brado. Stamane il puledro dominante, fuori dal pascolo, per strada, è catturato da due uomini che lo imbrigliano e lo trascinano nel trasportino parcheggiato oltre il recinto. Con ritrosia Pirata (questo il nome che gli ha assegnato una bimba) si adegua ai comandi...

Chi ruba il presente?

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Il verbo “creare” ha un significato e un peso specifico e deve essere profferito con cognizione di causa ma forse “creare” in politichese assume connotati differenti. Forse si riferisce a qualcosa di fattibile e ritrattabile nell'immediato altrimenti come può un leader di partito farselo stampare con superficialità sui manifesti pubblicitari pur sapendo che non può mantenere simili promesse? Creare significa realizzare qualcosa che prima non esisteva. “Creiamo lavoro, non odio” così c'è scritto affianco ad un faccione sorridente. Allora c'è da chiedere: se è così semplice “creare” lavoro perché non è stato fatto prima? quando c'erano i potenziali presupposti  giacché, insieme ai compagni di partito, governavano il Paese? Ma le frasi enfatizzanti sono, forse per parità di “pochezza mentale?”, stampigliate in tutti i manifesti dei concorrenti alla bagarre politica con estrema leggerezza. C'è chi si fa scrivere “vota con la testa”, “vota chi ...

Ricostruzioni

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Quel 25 aprile di settantaquattro anni fa. È commovente sapere che c'è gente pronta a percorrere centinaia di km per vedersi riconoscere i sacrifici fatti da giovanissimi anche e principalmente per onorare e ricordare quanti non sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e alle leggi razziste volute dal regime fascista guidato e plagiato dalle teorie mussoliniane. È assurdo vedere in tv dei giovani che inneggiano a Mussolini e alle tante barbarie provocate dai suoi seguaci. Non ho vissuto quel tragico periodo storico e per questo ringrazio la provvidenza. Ma sono vicino e mi compenetro con quanti hanno patito la fame e le angherie in quel periodo buio. I racconti degli anziani, fin da quando ero piccolo, li sento addosso ed è come se li avessi vissuti tutti. Gli stenti, la fame, l'assenza della ragione critica mettevano chiunque, pur di sopravvivere, in condizione di subalternità al potere del regime. Alcuni hanno reagito. Hanno imbracciato le armi per ...

L'origine del mondo

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Se si fa una carrellata nel web alla voce “courbet, l'origine du monde” molta prurigine è dispensata a piene mani. da "l'origine del mondo di G. Courbet" courtesy m.iannino Si enfatizza sull'identità della scoperta della modella e la storia del committente. Quindi l'ipotetica relazione tra la ballerina che ebbe l'ardire di posare per il celebre dipinto commissionato dal diplomatico Khalil Bey e il committente stesso che voleva vederla sempre e le diede un posto d'onore nel suo boudoir. Sembra quindi svelato il mistero: non fu l'amante del pittore a posare per lui ma, forse, una ballerina del moulin rouge amante del facoltoso committente. Il dubbio è d'obbligo! Ma è davvero importante perdere tempo per disquisire sull'identità del soggetto pittorico anziché sulla valenza e sul concetto rivoluzionario di Courbet?

Par condicio europee 2019

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Si deve andare a votare? Certo che sì! E questo è il primo passo. Scontato. Senza se e senza ma. Il secondo passo è un tantino problematico viste le vicissitudini odierne e passate. Il dilemma consiste nel chi votare. A chi dare il mandato elettorale per rappresentarci alle europee del 2019.

Umiltà: dalle parole ai fatti

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Il commovente gesto francescano ha colpito nel profondo. Nessuno si sarebbe mai aspettato che un uomo anziano che fa fatica a camminare e a genuflettersi avrebbe fatto un'azione simile. Quest'uomo mi ricorda la mistica di Paravati: mamma Natuzza . Anche lei, nonostante gli acciacchi e le sofferenze indicibili che le impedivano di condurre una vita normale, fino all'ultimo invitò alla preghiera e alla misericordia. Il gesto del Papa , inginocchiato a baciare i piedi del presidente sudsudanese Salva Kiir , dell'ex presidente e leader dell'opposizione Riek Machar , e degli altri vice presidenti designati, tra cui Taban Deng Gai e Rebecca Nyandeng , è stato tanto spontaneo quanto insolito. Un modo per chiedere loro di prestare ascolto al grido della gente che in quella regione è schiacciata da un destino segnato da carestie, guerre e violenze. “A voi tre, che avete firmato l’Accordo di pace, vi chiedo come fratello, rimanete nella pace. Ve lo chiedo con il...

Papa Francesco: no ai trionfalismi

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Le parole del papa: No ai trionfalismi; Sì al silenzio; all'umiltà, al servizio, alla pazienza e alla mitezza. Questi i temi toccati da Papa Francesco oggi durante la cerimonia della benedizione delle palme per ricordare il martirio di Gesù sulla croce. Una morte indegna per un Messia se la confrontiamo con quanto succede oggi nella società dell'apparire e dell'essere protagonisti a tutti i costi. I mezzi di comunicazione di massa testimoniano e amplificano atteggiamenti effimeri dei vip che noi imitiamo senza ritegno mentale pur di apparire e sentirci al passo coi tempi. Essere mite, alla luce dei criteri pubblicizzati e che fanno da padroni sulle piattaforme che usiamo per “socializzare” ma non per familiarizzare come si usava un tempo tra vicini e parenti, non è trendy. Non per forza si deve essere di tendenza e influenzare i seguaci sconosciuti nella realtà. Papa Francesco ci invita ad abbandonare questa forma stupida e servile di comunicar...

Pino Nisticò, lista civica per una Calabria migliore

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Il prof. Pino Nisticò mette la faccia e torna nell'agone politico presentando una lista civica collegata al Presidente in sintonia coi valori del movimento da lui capeggiato. Un candidato presidente impegnato nel progetto culturale di rinnovamento e rilancio della Calabria, dei giovani e dei calabresi. Non esterna diktat ma si mette al fianco di chi intende lavorare per il cambiamento sociale e culturale della Calabria. “Dopo una lunga riflessione sulle condizioni della nostra Calabria, una terra di continue emergenze, mi sento profondamente deluso nel constatare lo stato di degrado in cui versa e soprattutto il fatto che i nostri giovani stiano ormai perdendo completamente la fiducia nelle istituzioni per il loro futuro. Il mio lungo percorso accademico e politico mi ha consentito di acquisire una solida preparazione scientifica ed una esperienza politica a livello regionale, nazionale ed anche europeo. Dopo moltissime e calorose sollecitazioni da parte di amici, mi sono...

Grazie alla ragazza in divisa

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Alle 8 del mattino il corridoio dell’ospedale dove si pagano i ticket è per le prestazioni sanitarie è affollatissimo. Alcune persone sono pazientemente in attesa. Altre lasciano trasparire una certa insofferenza. Tutti, comunque, con gli occhi puntati sullo schermo dove scorrono i numeri delle prenotazioni. Un ragazzo scatta foto col telefono per documentare l’afflusso. Indubbiamente qualcosa potrebbe essere migliorato per garantire la qualità della vita a chi è costretto a simili lungaggini burocratici. Gli operatori fanno quel che possono e comunque sono veloci nell’espletare il loro compito. Mi avvicino al totem e leggo: pagamento ticket ordinario, pagamento ticket prioritario, prestazioni. L’interrogativo che mi pongo è unanime a quello degli altri: quale devo schiacciare? Qualunque sia la scelta i numeri sono tutti alti e lontani da quelli che scivolano sul display posto sulla porta dell’anticamera della segreteria. Schiaccio a caso. Mostro il talloncino numerato...

Segno dei tempi

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Fiocchi di mais o corn flakes come definirli nel linguaggio comune? In buona sostanza sono dei semplici cereali per la prima colazione. Alcuni sono arricchiti con vitamine, perlomeno così c'è scritto sulla confezione. Comunque vada il loro consumo varia a seconda delle abitudini e le virtù associate. C'è chi li predilige nel latte e chi li immerge nello yogut. E anche per questo ultimo alimento esiste una letteratura infinita: coi probiotici, i fermenti lattici; zuccherato; al gusto di frutta esotica o nostrana. Insomma, quello che fino a qualche decennio addietro era una sana e salutare prima colazione composta di latte appena munto e pane o biscotti fatti in casa nella maniera tradizionale, oggi è diventata una questione di moda! Di dieta in previsione della prova costume. Una moda poco difforme dalla frenesia di postare foto sui social. Globalizzazione e web hanno cambiato i nostri costumi e le nostre priorità. I primi ad essere contagiati sono i bamb...

Un giorno al porto

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L’acqua limpida espone i fondali alla vista. Un branco di cefali segue il perimetro del molo. Lo seguo con gli occhi. Per un attimo immagino di essere lì. Senz'altro sarei un elemento di disturbo per i pesci. Nel porto, protetti dall'acqua torbida, grossi pesci animano i fondali ingombri di carcasse di ogni genere: copertoni di auto, un vecchio contatore del gas, una barca affondata da chissà quanto tempo, ombrelli e quant'altro. I resti delle casse in polistirolo servite per contenere i pesci pescati dondolano appoggiate alle pietre all'interno del molo. Un peschereccio entra adagio nel porto. Il pescato è misero: una cassetta di seppie, qualche cicala di mare, una sogliola, una trota di scoglio e qualche scorfano. I potenziali acquirenti si sporgono per guardare all'interno della piccola imbarcazione. “Dammi la sogliola e venti € di seppie”, intima un signore che sembra essere in confidenza coi pescatori. “mò questi devono essere puliti e poi messi ...

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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

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