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Visualizzazione dei post con l'etichetta natale

CAROSELLO

Siate buoni

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 Anche quest'anno è passato... Realisticamente il messaggio che ho ricevuto stamane dice una grande verità. E condensa in maniera cruda il cinismo che accompagna le azioni individuali e collettive educate alla tutela e alla sopravvivenza del proprio benessere. 

E' Natale

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  "una fiaba" courtesy mario iannino Tra qualche manciata di giorni è natale e a natale, per definizione, siamo tutti più buoni. Dovremmo esserlo … Intanto le disparità sociali continuano a mietere vittime in ogni angolo del mondo. Il terrore è una miscela che alimenta la parte animalesca umana. Alcuni incasellano successi letterari sguazzando sulle malefatte, tagliando e copiando numeri drammaticamente veri a testimonianza dei crimini documentati sulle pagine di libri e quotidiani.

Cartolina dal passato

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  Passate bene le feste? Questa è la domanda ricorrente che echeggia in questi giorni tra i passanti. Nonostante che i luoghi d'incontro siano quasi deserti a causa della pericolosità del virus che ha caratterizzato gli ultimi due anni, la fobia del contagio, rafforzata della variante omicron, induce a una sorta di austerità obbligata. Molti lavoratori hanno risentito per le chiusure forzate e l'economia sommersa più di tutto. La bolla consumistica in cui ci siamo rifugiati si è sgonfiata e in qualche caso ha fatto ripensare a quando si stava peggio. A quando le scarse finanze e la presenza massiva dei media non condizionava ancora gli stili di vita delle famiglie. In alcune generazioni è ancora viva la memoria dello spirito del S. Natale vissuto nelle comunità. Tra congiunti stretti, famiglie allargate composte da consanguinei, amici e vicinato. Non c'erano molti prodotti di largo consumi e neppure troppi elettrodomestici nelle case : le macchine lavatrici di panni ...

Ho sempre delle calze appese al camino

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  Qualche luce si accende. Inizia a sentirsi l’aria del Natale. Però è ancora presto per appendere le calze al camino. Anche se il tempo trascorso è stato forse, a memoria d’uomo, uno dei più drammatici si continua a sperare. Si spera che qualcosa cambi nella società e nella buona amministrazione della cosa pubblica. Già, la cosa pubblica. Ciononostante aspettiamo con ansia la nascita del Salvatore. E vorremmo trovare, idealmente, le calze piene di? I desideri si moltiplicano almeno per tre, quattro, otto e anche più per ogni uno. Anche per quelli che non credono più a babbo natale e alla befana. Sono lontani i tempi delle calze colme di caramelle fatte in casa e carbone. Straripanti di buoni propositi e speranze. Sembra che oggi le dita le incrociamo per questioni futili. Badiamo all’immediato. Alla necessità effimera che ci assilla e brucia ogni altra possibilità comunitaria. Non è retorica! Ho, comunque, anch’io appeso ipotetiche calze sulla trave del camino (che non...

l'insostenibile leggerezza dell'essere tra presente e passato

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È il caos! Non bastano le disgrazie impreviste e devastanti che cambiano i destini degli uomini. E neppure i lutti naturali per farci rivedere gli atteggiamenti stupidi che mettiamo in campo per approcciare le giornate. Nella maggior parte dei casi ci comportiamo come se la vita non dovesse finire mai. Al momento ci sentiamo immortali. Accumuliamo beni per assicurare il presente e il futuro. Ci preoccupiamo del benessere fisico ma non facciamo il benché minimo sforzo per coltivare i valori veri e essenziali dello stare bene con gli altri. Il cosiddetto bene psicofisico collettivo è spesso dissociato dalle priorità individuali. E poi, basta un niente per gettarci nell'angoscia causata dall'incertezza e dalla caducità imposta dagli eventi. Basta un virus sviluppatosi naturalmente o in vitro, sfuggito di mano alla sapienza umana per rimettere in gioco ogni certezza. Dalla notte dei tempi le pandemie e ogni altro evento sovrumano sfugge al nostro volere ma, quello che è peggio, s...

Auguri!

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Per Vasco, il mio cane, oggi è un giorno come un altro. Sveglia alle 6. Passeggiata lunga. Rientro a casa. Bocconcino. Feste per il bocconcino (una bella fetta di pandoro senza zucchero). E pennichella al sole. I messaggi d’auguri si sprecano. Tra copia e incolla e tentativi non sempre andati a buon fine i social fanno la loro parte in quella ch’è diventata la giostra dell’effimero duplice, forse è più indicato dire “molteplice e insondabile” aspetto degli animi. Eppure gli auguri tendono tutti al bene. Nessuno che dice apertamente quello che sente davvero. Sorrisi di circostanza. Inviti forzati come se qualcuno puntasse armi di distruzione di massa. Gli unici a ridere soddisfatti sono i commercianti nuovi dell’e-commerce ma anche quelli storici che per le occasioni illuminano le vetrine ed espongono merci da acchiappo. Regali. Regali inutili come gli affanni delle vecchie donne di Calabria in cucina avvolte in nuvole odorose a sfornare “crespelle”. Pulire pesce. S...

Felice anno

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Anche i laici sognano a Natale. Ho ricevuto auguri di ogni tipo. Messaggi vocali e scritti. Video e chat. E persino gli auguri musicali, in voce, e che splendida voce!, di Pavarotti e friends insieme ad una sequela infinita di fantasiosi film-maker. Feliz Navidad! Felice anno di prosperità … felice anno di felicità... buon natale a tutta la gente dal profondo del mio cuor. La notte di natale siamo tutti più buoni o quantomeno siamo animati dalle buone intenzioni, peccato che al sorgere del nuovo giorno siamo concentrati su ben altre intenzioni. Tutte improntate sull'ego. L'altro, anche il fratello più prossimo viene messo in secondo piano. La parentesi aperta nella notte buonista si chiude! I sogni si conservano nel cassetto in compagnia dei regali riciclati non per colpa della crisi. La realtà impone cautela! Felice anno …

PUNTI DI VISTA

Sarà la crisi oppure l'età ma da qualche anno, e non capita solo a me, non si sente più l'atmosfera della festa come quando si era ragazzi. Ricordo che bastavano poche lire per trascorrere una nottata attorno ad un tavolo in cucina o nella sala da pranzo tra odori di mandarini e bucce d'arance sminuzzate per coprire i numeri della tombola in allegria. Bastava una battuta e qualche sfottò per fare buon sangue. L'odore del cibo cucinato come impone la tradizione rimane tale e quale ma l'atmosfera no, oggi è decisamente cambiata in peggio! Eppure ci sono più opportunità di svaghi e fino a prima della stretta economica anche tanti regali. A proposito di svaghi ho letto che per le feste tra Natale e capodanno avremo alcuni big dello spettacolo: Eugenio Bennato, Franco Califano,Goran Bregovic, Marcello Cirillo ... chiamati dai promoter locali con l'ausilio dell'amministrazione provinciale di Catanzaro. Promoter e amministrazioni locali, pur denunciando la cr...

i dolci di Natale di Nonna Maria

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Tradizioni popolari: i ravioli "tardiddhi" di Nonna Maria La cultura dei popoli, oltre che nelle gesta e negli esempi dei personaggi illustri, prende forma nella quotidianità dei saperi domestici. Un tempo, nelle scuole, l’economia domestica era oggetto di studio e valorizzazione sociale. al di là delle teorizzazioni sviluppate nel corso degli anni dai vari movimenti ideologici il ruolo della donna rimane un punto fermo nell’economia domestica e nazionale. È raro osservare una donna vecchio stampo, tipo le nonne cresciute con sani principi e rispettose della sacralità del cibo, buttare avanzi alimentari, come pane indurito o bighellonare in giro per negozi d’asporto. La donna di famiglia, mamma o nonna, con pochi ingredienti riesce a portare in tavola deliziosi manicaretti; trasforma i ravioli in prelibati dolcetti natalizi. Ecco i ravioli di Nonna Maria: Ingredienti: 1 kg di farina 00 1 bustina di lievito 2 bicchieri e mezzo di vino bianco 2 bicchieri ...

festività, usi e costumi del s. natale

Non ci sono più le feste di una volta! Dagli anni del boom economico a oggi, in quasi tutte le nazioni “ricche”, il benessere sociale ha indotto a modificare usi e costumi. Le tradizioni, inesistenti dal punto di vista antropologico anche nelle case meno abbienti, seguono le mode e si arricchiscono di teorie e prodotti hi-tech. È facile trovare sotto l’albero di natale, accanto ai pacchetti contenenti regali importanti per le signore, un cumulo cospicuo di prodotti effimeri, comunque costosi. Quest’anno, sembra che la recessione abbia fatto riscoprire la parsimonia agli italiani: regalini ridotti a pensierino, come per dire: ti voglio bene e sei sempre nei miei pensieri, per alcuni, ma anche regalone importante a chi ha fatto qualcosa di notevole o ché particolarmente caro/a. Un tempo, e sì è proprio il caso di dire: non ci sono più le tradizioni di una volta; un tempo, dicevo, il S. Natale era ricco di significati religiosi, eticamente ineccepibili, condensati nella nascita di un...

bianco natale italiano

Idiosincrasie natalizie e festaiole La neve è scesa copiosa sul nord Italia. Ha ammantato di bianco monti valli e pianure. Qualcuno ha promulgato un editto; qualcun altro ha gridato il suo odio in faccia ai deboli ed entrambi sono stati esauditi: hanno avuto il “white christmas”. Ma forse madre natura ha frainteso e invece di esaudire le intenzioni razziali degli stolti e far si che potessero trascorrere un natale senza immigrati, quelli che ce l’hanno duro si sono trovati a lottare contro eventi naturali e scontati. Ma il bianco natale è bello! Fantasioso come certi dirigenti burloni, che in quanto a fantasia potrebbero dirigere il traffico dei tricicli negli asili: hai portato la coperta di lana? E tu hai portato la merendina? Si! Decisamente abbiamo materiale umano di cui andare fieri!

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