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Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Estate sullo jonio, tra fichi d'india e stelle

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Ogni estate, tra le pietre calde del casolare e il respiro salato dello Jonio, qualcosa si muoveva dentro di me. Non era solo il ritorno a casa, ma un viaggio tra memorie, incontri, strade sterrate e silenzi che parlano. Questo è il racconto di un’estate che ha avuto il suono di una chitarra, il passo di un labrador fulvo, e lo sguardo di Teresa, che curava gli animali come si curano le ferite dell’anima. E' una storia comune a tanti calabresi emigrati che, come ogni anno, alla fine della scuola si spostano nei paesi d'origine, in Calabria,. La mia famiglia si spostava nella casa di campagna affacciata sullo jonio.  Il panorama che si gode  ancora oggi dalla sommità del costone roccioso è mozzafiato, e il silenzio è cadenzato dal canto delle cicale, dei grilli e sopra ai loro fastidiosi richiami si leva il dolce fischiettio degli uccelli.  Il casolare è immerso nella campagna, su un alto spuntone roccioso quasi ricoperto da enormi piante di fichi d'india. Di anto in tanto...

dalla candela all'atomo, 50 anni di storia

Negli anni '50 in Calabria e nel resto d'Italia la maggior parte delle persone non aveva le scarpe, camminava scalza e aveva le toppe ai vestiti. Nelle famiglie, i vestiti passavano dai genitori ai figli e dai grandi ai piccoli. Non si buttava niente e le donne erano educate ad una sana e responsabile economia domestica. Rattoppavano i vestiti fino a quando il tessuto teneva; rigiravano giacche e cappotti e quando i pantaloni lunghi erano collassati in prossimità delle scarpe si trasformavano in pantaloncini corti per l'estate. Le poche persone che avevano le scarpe erano ritenute benestanti, “ricche”. La povertà era misurata dai calli ai piedi e alle mani; dalle toppe sui vestiti; dalla gracilità. Ma, nonostante ciò, il sorriso sulla faccia dei bambini era una caratteristica usuale. Bastava poco per rendere felice un bambino: due legnetti in croce e iniziavano interminabili battaglie con la spada; una verga verde, flessibile, con una cordicella tesa alle due estre...

Il fuoco gentile, terza parte

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  TERZA  e ultima  PARTE     Ogni domenica, Filomena friggeva patate e pipareddhi in una padella di rame che si diceva fosse magica. La leggenda narra che chi assaggiava quella frissurata, avrebbe ritrovato per un giorno intero la felicità perduta. Un giorno, arrivò al villaggio un giovane viandante, stanco e affamato. Si chiamava Nino, e aveva perso la speranza: niente lavoro, niente soldi, e un cuore pieno di dubbi. Filomena lo accolse con un sorriso e gli offrì un piatto fumante di patati e pipareddhi frijiuti.

Il rifugio delle pieghe del tempo©

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                                   Il Rifugio delle pieghe del tempo  L’immagine evoca un’atmosfera profondamente intima e familiare, dove ogni oggetto racconta un particolare della storia vissuta di chi vi abita.

Il tavolo del nonno

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"... nonno posso mettermi a disegnare al tuo tavolo da lavoro? dai dai nonnino tiprego.  Va bene ma fai attenzione, vedi che qua è tutto un macello, laa stanza è troppo piena..." Il nonno, un anziano pittore, seduto dall'altra parte dello studio, lascia il suo dafare e traccia un bozzetto con la matita grassa... IL TAVOLO DEL NONNO 📖 Prefazione Ci sono storie che non si scrivono con l’inchiostro, ma con la grafite della memoria. Il Tavolo del Nonno è una di queste. È il racconto di un gesto semplice — una bambina che chiede di disegnare — che diventa il seme di un’eredità creativa. È un viaggio che attraversa generazioni, dove l’arte non è solo tecnica, ma ascolto, cura, trasmissione. In queste pagine troverete il profumo della trementina, il rumore dei fogli accartocciati, la luce dorata che entra da una finestra. Ma soprattutto troverete mani che si tendono, occhi che osservano, e cuori che imparano a vedere. Questo libro è per chi ha avuto un nonno che gli ha ins...

Intrecci di memoria

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  C’era una volta, in Calabria, un mondo che oggi sembra lontano ma che vive ancora nella memoria dei gesti e degli oggetti che hanno accompagnato vite. Riflessione sul sapere antico: i lavori di una volta, abitudini e stili di vita in Calabria. Il catoio, con il suo soffitto basso e i panieri sospesi, era un microcosmo di vita antica. Lì dentro, tra la penombra e l’odore di salice bagnato, si consumava un rito che non era soltanto lavoro: era memoria, era filosofia incarnata nei gesti. L’uomo che intrecciava vimini e canne non faceva solo cesti, ma tesseva un legame invisibile tra la natura e la comunità, tra il sapere dei vecchi e la necessità dei giovani.

mestieri, c'era una volta in Calabria

C’era una volta, in Calabria. "u zzappatura" I castagni sono carichi. I ricci iniziano ad aprirsi; qualcuno, ancora verde, è già caduto tra le felci. Difficile vederlo, ma chi ha l’occhio allenato distingue subito le spine del riccio da foglie, legnetti e felci. Marco è lì col padre in compagnia di altri uomini che parlano tra loro: “ncigniamu e ccà!”* dice il padre ai contadini muniti di zappe, “rampamu u margiu de castagni luongu luongu u violu sinnò, si perdunu”. Gli uomini si allineano. L’uno affianco all’altro alzano le zappe fin sopra le loro teste e le lasciano cadere nel terreno da rivoltare. Marco, più in là, raccoglie ricci, basta una bottarella nella “cresta” per aprirli e lui è un maestro nel farlo senza schiacciare le castagne tenere. La sua tecnica è semplice: col tacco sinistro tiene fermo il riccio e col destro imprime una leggera forza dall’alto verso il basso nella scriminatura formata dal verso delle spine. Ha le tasche piene di castagne verdi. Quel...

Traiettorie di una presenza

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 Stratigrafie della memoria tra logistica e territorio. ( nota dell’autore ) In memoria di Adriano Marani.   L’imprenditore che ha trasformato un’idea in un’eredità. Ci sono persone che, quando se ne vanno, non lasciano un vuoto: lasciano una scia. Una direzione. Un modo di fare che continua a vivere nei gesti quotidiani di chi ha condiviso con loro un tratto di strada. Adriano appartiene a questa categoria rara: quella degli uomini che non hanno semplicemente lavorato, ma hanno generato qualcosa che continua a parlare per loro.

Il fuoco gentile

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"favole senza tempo, rifugio, poesia dell'anima" Leyla la bambina del tempo La Congrega dei Cuochi Magici   Nel cuore di una cucina sospesa tra le stelle e la Terra, cinque cuochi straordinari si riuniscono attorno a un calderone cosmico. Non cucinano solo per nutrire: cucinano per guarire, per unire, per celebrare la diversità del mondo.

A la Candilora 'ku 'o'n'ava carna ...

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  "c'era una volta" In Calabria si dice così: a la candilora ku ‘on’ava carna s’impegna a figghjjiola. Che vuol dire: in questo periodo della candilora chi non ha carne s’impegna la figliola. Il motto ha origine popolari segnate dalla tradizione. Proprio in questi giorni dell’anno più freddi, definiti della merla, nei borghi rurali si pratica il rito del maiale. In questo periodo, appunto, si consacra il maiale alla famiglia che lo ha allevato così da poter superare la carestia dell’inverno.  

NiK e Hiske due vite, un sogno, il musaba

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  Nik Spatari . un visionario che ha trasformato un rudere in un sogno: il "MUSABA". È stato un incontro straordinario!

c'era una volta in Calabria

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Archeologia di un mondo che non c'è più "attimi di vita contadina"  foto Ledda/Veltri "I braccianti in Calabria" 1983 Quando la terra si lavorava con la forza delle braccia e l'aratro era trainato dai buoi i contadini vivevano di stenti e di fatica. In quel tempo l'unico sostentamento proveniva dalla terra e dalle colture che il contadino riusciva a produrre. Perciò, il suo problema non era lo spread o la tassa sulla casa e neanche la macchina e i relativi giochetti strategici di Marchionne. Il contadino pregava la Divina Provvidenza, suo unico concessionario di fiducia, affinché facesse piovere nel momento giusto così da ottenere un buon raccolto e ché non si ammalassero gli armenti, l'asino, le capre, il maiale, le galline. Il contadino si alzava al levar del sole e, bardato l'asino, si avviava a controllare il podere sulla soma del ciuco. Dava l'acqua alle colture attraverso una serie di ruscelli d'irrigazione che lui st...

Unicz il premio Franco Politano è al 4° anno

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Catanzaro, università magna graecia premiazione migliore tesi "premio F.Politano" È il quarto anno consecutivo che si svolge il “ premio Politano ” all' Università Magna Graecia  di Catanzaro. Livello uno aula “A”: il preside, prof. Luigi Ventura , della facoltà di giurisprudenza introduce l'evento voluto dalla famiglia di Franco Politano, prematuramente deceduto dopo una lunga malattia in questi termini: "è un episodio fuori dall'ordinario, privo di interesse personale o altro, quello che sta avvenendo oggi e per la quarta volta nella nostra facoltà. La famiglia Politano , nelle persone della signora Rosalba, i figli Maria Giovanna e Antonio, entrambi avvocati, elargiscono una borsa di studio al nostro miglior studente per il lavoro di ricerca svolto per la stesura della tesi di laurea. Franco Politano è stato il simbolo delle politiche di un partito che non c'è più. Un partito che ascoltava i lavoratori, le classi povere e, con Berlinguer ...

Natuzza, voce e richiamo mistico

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 Al via la fase decisiva per la beatificazione. Sulla vita della signora Fortunata Evolo in Nicolace si è scritto e raccontato molto. Persone comuni e giornalisti si sono interessate alla sua storia per devozione o per semplice curiosità e per dovere di cronaca. In Calabria e anche oltre i confini regionali la sua figura è nota. I suoi carismi sono conosciuti dai devoti e dai laici che diffidano di certi fenomeni inspiegabili quali la bilocazione, lo sguardo oltre la nebbia del visibile e altre qualità ormai accertate di Natuzza che ha abbracciato indistintamente chiunque come e più di una mamma. Adesso c’è in previsione il processo di beatificazione di questa donna dalle umili origini che ha portato pace nei cuori e nella mente di quanti sofferenti si sono rivolti a lei. Non che questa operazione, prettamente terrena, cambi o modifichi qualcosa in tutto quanto ha fatto durante la sua vita. Una vita comune a tantissime donne di paese, nate povere e cresciute in umiltà in case s...

Calabria, crocevia di storie

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Gente del sud. Ricordo chiaramente la sensazione di disagio che saliva quieta mentre mi accingevo a trascorrere un periodo della mia vita in luoghi sconosciuti. Luoghi che, a detta dei media, sono tutt'ora sinonimo di ‘ndrangheta, di malaffare e violenza. Se fosse dipeso da me avrei fatto volentieri a meno, e mentre preparavo le valigie immaginavo scene di sangue, aggressioni, arroganze … ma no! Ripetevo mentalmente per farmi coraggio. Eviterò i luoghi malfamati, le periferie e le persone rozze. Mi faccio i fatti miei e dopo il lavoro, una doccia e via su qualche spiaggetta dei mari del sud!, tra lo Jonio e il Tirreno c’è solo l’imbarazzo della scelta! Sì, mi faccio i fatti miei e mi godo il sole e il mare pulito della Calabria selvaggia. veduta sullo jonio Quant’è vero che la fantasia condiziona la realtà anche di noi calabresi cresciuti nelle città. A furia di sentire storie di cronaca nera, tutto diventa cattivo. È come un virus che penetra dentro il corpo buono e lo infett...

Luigi Macrì, un uomo che ha amato

 Il ricordo di Franco Cimino.  LUIGI MACRÌ, UOMO DELLA E PER LA SCUOLA, PERSONA BELLA… Provo un dispiacere enorme per la scomparsa di Luigi Macrì, il preside, che fu per alcuni anni anche il mio. Era una bella persona. Bella sotto tutti gli aspetti, anche quelli esteriori, fisici, fino all’eleganza del vestire e del portamento. E con quei baffi, di cultura antica, che ne accrescevano il fascino anche come uomo, e la simpatia curiosa verso la persona.

Angelo del focolaio addio

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Nel bene e nel male. Si dice! Ma non sempre le promesse recitate insieme ai voti di onestà, comprensione e complicità giurati per la vita nel giorno più adrenalìnico di quanti coronano il loro sogno d'amore, davanti al sacerdote se credenti o al rappresentante del governo se atei, sono mantenuti. I valori della coppia, un tempo, erano custoditi e difesi caparbiamente contro ogni punto di vista contrario alla propria etica. E le donne, sempre, paladine indomite e custodi degli affetti e delle regole familiari. Una volta era così, appunto. Vuoi per pudore o per convinzione ma la donna, in special modo, era l'eroina che s'immolava per il bene della famiglia. Instancabile, accudiva i figli, il marito e governava la casa senza battere ciglio. E se ancora in vita accudiva anche genitori e suoceri. Super eroine che non necessariamente avevano bisogno degli integratori vitaminici per svolgere la mansione di regine della casa e del focolaio. Ruolo non eccessivamente ambito dalle n...

Il fuoco gentile, seconda parte

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    Il sogno si trasforma in un soffio e compare Leyla, col suo cucchiaio d’argento, che versa nell’aria granelli di coriandolo cantori. Le note si posano sulla zuppa fumante e diventano parole, parole che parlano di viaggi, di terre lontane e di chi ha perso la voce.   Al risveglio, Nino riapre gli occhi e scopre che la padella ha creato una nuova ricetta: la Zuppa dei Ricordi Sognati. Ne versa un mestolo nel Calderone del Mondo, e il vapore si alza trasformandosi in immagini danzanti di volti amici, di mani strette, di abbracci che ancora non sono accaduti in un dipinto profumatissimo e pieno di nostalgia; la storia prende vita e illustra un racconto dal sapore autentico della Calabria, quello che sprigiona la padella sul fuoco dei ricordi e danza nella mente di chi legge o ascolta la favola: SECONDA PARTE del rito delle   “Patati e Pipareddhi Frijiuti”   Più che un ricordo, è un dipinto profumatissimo e pieno di nostalgia: il racconto prende vita ...

Reggio Calabria: la sconfitta della cultura

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  L’autore, l’ingegnere Oreste Mario Dito, sostiene che la grande sconfitta delle elezioni comunali 2026 a Reggio Calabria non è un candidato, ma la Cultura. Non perché qualcuno l’abbia attaccata, ma perché nessuno l’ha difesa, né nei programmi né nelle scelte degli elettori. In una città che celebra l’effimero e trascura i suoi luoghi simbolo, la vera sconfitta delle elezioni non è politica ma culturale: Reggio Calabria ha smesso di riconoscere nella cultura un bene comune

Luna calante o crescente?

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Luna calante o crescente? non l'ho mai capito anche se consulto spesso i siti astrologici. Ogni volta che guardo la luna me lo chiedo, non perché devo fare le provviste, quelle le faceva mia nonna e lei era davvero una conoscitrice delle fasi lunari.  Mia nonna Angela, anima e cultura contadina, anche dopo essersi spostata in città continuava a fare le provviste. Non molte ma quanto bastavano per togliersi qualche sfizio.  Ricordo i boccacci di olive schiacciate, lasciate in acqua per addolcirli e poi piggiate nei boccacci insieme agli aromi, finocchio e aglio  con qualche foglia di alloro. Lei, mi raccontava, ai suoi tempi non c'erano così tanti boccacci di vetro come adesso, ma avevano i "salaturi", dei recipienti in cotto che servivano per le provviste di ogni genere, per la salsa di pomodoro e per conservare il grasso di maiale per condire le pietanze. Oggi, 11 ottobre 2025, la Luna è gibbosa calante , con un’illuminazione del 75% 🌖. Sta scendendo verso l’ultimo...

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Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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Curiamo con amore e attenzione i temi cari al nostro blog incentrati su metodologie, analisi sociali, culturali, ambientali e politiche — "A ore 12" è Passione e Bellezza

Attivi dal 2009 in modo indipendente e senza scopi commerciali, scriviamo nello spazio web del blog A ore 12. Prestiamo massima attenzione alla seria competenza dei nostri autori, del promotore culturale Mario Iannino (ricercatore visivo e esperto d'arte ) e dei collaboratori con o senza profili accademici e istituzionali, tutti accomunati dall’onestà intellettuale messa a disposizione del collettivo.

  • Ricerca Visiva: Direzione scientifica di alto livello, focalizzata sulla cultura e la memoria storica.
  • Analisi Politica e Sociale: Approfondimenti basati su esperienza diretta e rigore metodologico.

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