CAROSELLO

App io e ostacoli digitali da evitare

Dicono che la recente applicazione “io” varata dal governo per incentivare i cittadini all'uso delle carte di credito e quindi mandare in pensione le vecchie banconote e monetine evidenzia qualche problemino.


Molti hanno scaricato l'app suggestionati più dal “rimborso” che questa operazione pare garantire piuttosto che dalla necessità di dare una tracciabilità alle spese sostenute e quindi all'emersione del nero.

Per quanti hanno pagato le prestazioni e le tasse l'incentivo del 10% sulle spese maturate diventa irrilevante. Addirittura diseducativo e fuorviante. Secondo un'equazione semplicissima se tutti pagassimo le tasse e non ci fossero u furbetti molti problemi sarebbero inesistenti per chiunque viva in Italia.

Senz'altro chi possiede capitali e ricchezze fuori dal comune e si affida agli affaristi per nasconderli nei paradisi fiscali mediante scatole cinesi la tracciabilità delle proprie spese con “l'app io” li lascia indifferenti.

Chi invece vi accede è il misero cittadino costretto dal bisogno di potere recuperare qualche spicciolo. Insomma è il contribuente che chiede lo “sconto” quando va a fare la spesa che scarica l'applicazione. E spesso è a digiuno delle diavolerie imposte dalla digitalizzazione. Infatti la pubblica amministrazione impone molti difficili passaggi affinché l'app eroghi il servizio richiesto.


Passaggi inutili se solo si incentivasse in maniera diversa l'uso della carta di credito.

Un metodo semplice potrebbe essere quello di eliminare le spese bancarie di tenuta conto (anche perché le banche ci lavorano e guadagnano coi depositi dei clienti). È un'opzione semplice da mettere in campo. D'altronde i controlli incrociati tra inps, fisco, agenzia delle entrate e banche esistono già e sono esonerati dalla tutela della privacy e dalla liberatoria richiesta dall'app io.

Intanto, per chi volesse usufruire di questo sistema governativo di tracciabilità e risparmiare qualche soldino deve munirsi di un account, spid o carta di identità elettronica.

Quindi: un indirizzo email, (gratuito), una carta di identità elettronica che costa circa 25€ oppure lo spid che è una sorta di identità alfanumerica rilasciata da aziende accreditate dalla PA e comporta una serie di passaggi arzigogolati.

Per concludere:

I dati necessari all’iscrizione sono:

  • il tuo Codice Fiscale, che IO legge automaticamente dall’account SPID o CIE con cui effettui l’accesso all’app;

  • gli estremi identificativi dei tuoi metodi di pagamento elettronici per iniziare ad effettuare acquisti che siano validi ai fini del programma;

  • un codice IBAN, per l’erogazione degli eventuali rimborsi.


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