Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Tradizioni valoriali tra crisi sociali e austerità

Avevate le scarpe!


Sì avevamo le scarpe, consumate … rotte, ormai. -risposi all'ospite che osservava incuriosito e commentava la foto sulla scrivania. Va be', stavate meglio di me e di tanti che non ce l'avevamo per niente. Ma eravate di lutto? Chi era morto? Mio padre. Risposi secco. E mi sovvenne alla mente Maria, la figlia di zia Rosina che faceva la sarta e insegnava a tagliare, cucire e risistemare gli abiti vecchi alle ragazze del paese. L'attività sartoriale e la propensione all'insegnamento che svolgeva al piano terra della casa le valse il titolo di “maistra”, maestra. Lei cuciva di sana pianta, risvoltava e aggiustava i vestiti ai paesani. E ovviamente anche a noi. Riusciva a dare nuova vita alle stoffe. Trasformava magistralmente cappotti, giacche, pantaloni, camicie e gonne.
Fu lei che cucì e riadattò i vestiti neri e i nastrini da tenere sui risvolti del bavero delle giacche per il tempo necessario alla celebrazione del lutto familiare.


La cugina Maria, per anni, per me è stata zia Maria. Imponente. Bionda, occhi verdi e carnagione chiara. Molto più grande di me; col suo fare serafico m'induceva tranquillità; la ricordo solare e sorridente. Sempre materna, m'interrogava: “Mangiasti ti fazzu na fetta e pana cu marmellata...”. E senza aspettare risposte ordinava alla lavorante di andare su per preparare la colazione.
La sua casa profumava di pulito, filo e stoffe. Mi affascinava la lunga scala di legno che portava in cucina, al piano di sopra. Talmente impervia che la salivo a carponi. Mentre la ragazza sembrava volare nello scendere con la colazione in mano.

Non credo di avere mai visto il marito. Non ricordo il suo volto. Di lui so che era un artigiano molto bravo e stimato in paese ma dovette fare le valigie e partire. Andò, mi sembra, a Milano, no, forse a Torino. Non ricordo. Sta di fatto che alla cugina Maria rimase, gioco forza, il compito di allevare e educare i figli in paese. Ma non si scompose. Riuscì a condurre la sartoria e seguire i figli. Compiti comuni alle donne di un tempo.

vai all'inizio della narrazione (ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale)

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UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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