Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Di Pietro è in buona fede?

Dopo la bufera “report”  Grillo corre in aiuto dell’ex pm di mani pulite e lo  propone come degno inquilino del Colle.

Come mai? Beppe Grillo se lo vuole pulire dalla scena politica italiana oppure spezza una lancia a favore della integrità dell’ex fustigatore dei corrotti della prima repubblica nonché presidente e fondatore dell’IdV?
A dire il vero, Di Pietro, d’avanti alle telecamere, ha dato l’impressione di chi cerca di arrampicarsi sui vetri. Non ha convinto specie quando ha parlato della donazione della contessa Borletti. E questo è un dato di fatto! Ma da qui a trattarlo come uno dei tanti che vedono nella politica un mezzo per arricchirsi, beh, mi è sembrato eccessivo.
Anche se dentro di me una vocina mi diceva: no, no è possibile che Tonino sia come e peggio degli altri!, non osavo pronunciarmi proprio perché non c’era materiale da contrapporre. Ed ecco che il tornado Grillo lancia una delle sue solite battute che non sai se prenderle a favore o contro. Ciononostante,  pur credendo che Grillo non sia il tipo da fare simili affermazioni con superficialità e che Di Pietro sia caduto ingenuamente nelle “trappole Mediatiche”, ho aspettato prima di esporre il mio personale pensiero in merito all’onestà politica di Di Pietro e all’esternazione del Grillo Parlante Beppe.

Finalmente, Di Pietro stesso, sul suo blog chiarisce alcuni aspetti fondamentali di tutta la vicenda:
Di Pietro e Famiglia

“…se si ha l’accortezza di “girare” le pagine successive delle singole visure catastali, ci  si può facilmente rendere conto che, in realtà, i miei figli non sono affatto proprietari di “15 case” ma solo di due appartamentini, con annesso unico garage, entrambi siti al quarto piano di un condominio popolare di recente costruzione in zona Bovisa a Milano. Tutte le altre particelle immobiliari, indicate nell'estratto catastale, invece, altro non sono che “aree urbane” dell’intero condominio cedute al Comune di Milano per “servizi pubblici” (marciapiedi, parcheggi pubblici, svincoli e strade di accesso, giardinetti pubblici al servizio di tutta la collettività locale, etc.).
Ebbene sì, ai miei figli, Anna e Toto, ho in effetti donato, con atto notarile del 30 giugno 2008, un appartamento con annesso garage a Milano, immobile che in fase di costruzione e al momento del rogito ho fatto frazionare in due porzioni (fisicamente con un muro di cartongesso e catastalmente come da atto  notarile) in modo che siano loro un domani a decidere se abitarci in due famiglie, oppure in una sola.
Ho pagato tale acquisto con miei proventi personali, frutto del mio lavoro, dei miei risparmi e dei miei investimenti…e, soprattutto, dei tanti risarcimento danni che, in tutti questi anni, ho ricevuto da parte di chi è stato condannato dall'Autorità giudiziaria competente per le continue e ripetute diffamazioni e calunnie commesse ai miei danni, al solo scopo di annientarmi professionalmente, dapprima come magistrato e poi come politico.


Ovviamente, ho pagato l’acquisto dell’appartamento in questione sempre e solo con assegni e/o bonifici bancari provenienti da miei esclusivi conti personali, come da documentazione già controllata e riscontrata una miriade di volte dalle competenti Autorità giudiziarie.
Quanto agli immobili di Bergamo che, dall'estratto catastale pure risultano intestati ad Anna e Toto, anche in questo caso una attenta e non preconcetta lettura  dei documenti catastali permette facilmente di comprendere che non si tratta affatto di due appartamenti, ma di uno solo, peraltro cointestato non solo a loro due ma anche alla loro madre Avv. Susanna Mazzoleni (cioè mia moglie).
E, in effetti, trattasi dell’appartamento che mia moglie si è comprata, a coronamento del suo lavoro trentennale, e che ha voluto, appunto intestare oltre che a se stessa anche ai figli.  Io, quindi, con questo acquisto non “c’azzecco” proprio nulla!
Ribadisco, al riguardo, che “mia moglie  non è mia moglie”, come ingenuamente ho affermato alla giornalista di Report mai immaginando che questa frase sarebbe stata poi così fraudolentemente estrapolata dal contesto per farle assumere un significato diverso da quello che io intendevo dire in dialetto “dipietrese”. Significato che qui voglio specificare in lingua italiana (spero!) per non essere nuovamente travisato: l’avv. Susanna Mazzoleni è sì mia moglie ma va valutata e rispettata per quello che è, per ciò che vale e per il suo mestiere e non per il semplice fatto che sia mia moglie.
Susanna è una qualificata docente universitaria ed un’affermata professionista legale che lavora da oltre 30 anni (cioè da prima che io la conoscessi). Ha un proprio avviato studio legale e proviene da una benestante famiglia di professionisti bergamaschi (padre anch'egli avvocato e nonno notaio).
Insomma, Susanna Mazzoleni ha di suo e si è fatta da sola: quindi, ben poteva e può permettersi, dopo una vita di lavoro, di comprarsi un appartamento, intestandolo a sé e ai propri figli. Non aveva e non ha certo bisogno di me per attuare i suoi sogni, né me ne ha mai fatto richiesta.
Io e  mia moglie pensavamo finora, e pensiamo tuttora, che utilizzare i nostri risparmi – frutto del nostro lavoro e dopo averci pagato tutte le tasse previste – per costruire un futuro migliore ai nostri figli fosse un comportamento da “buoni genitori”.
Ora ci ritroviamo con Anna e Toto che fanno fatica pure a uscire di casa perché si sentono mortificati per le accuse, gli insulti e le umiliazioni che arrivano sulle loro pagine Facebook, come se fossero dei riciclatori di professione di denaro sporco.
Anche per difendere il loro onore, non intendo arrendermi né indietreggiare e affronterò quest’ altra prova del destino con più determinazione di prima.
Lo devo alla mia famiglia ma anche alle migliaia di militanti di Italia dei Valori che hanno dato e stanno dando l’anima per il partito e che sono anche in queste ore intorno ai banchetti di raccolta delle firme per i 4 referendum contro la Casta e a favore dei diritti dei lavoratori.”

Commenti

  1. In qualche maniera dovevano colpire Di Pietro. Ora non me la prendo con la trasmissione che fa la Gabanelli, che pure poteva essere + attenta e far controllare a dei professionisti del settore i documenti che aveva avuto x attaccare Di Pietro, xché rovinare una reputazione costa. Infatti Di Pietro si è costruito tale patrimonio a colpi di risarcimento danni che anche io sui diversi giornali ho letto all’epoca. Ma farlo passare x disonesto come tutti quelli che di recente sono stati scoperti a rubare nelle Casse dello Stato è eccessivo e disonesto. Rovinare una persona che ha dato tanto in questo paese da tangentopoli, alla guerra, isolato, contro Berlusconi. Grillo ha ragione. Di Pietro è una persona pulita, magari è piuttosto ingenuo e spesso si esprime male, ma non è disonesto. Infatti sembra giusto andare a guardare i documenti e controllare che tutto quello che Di Pietro asserisce sia vero. Ora se la Gabanelli è una giornalista onesta deve anche lei guardare i documenti che ha messo sul pc, magari farsi aiutare da un esperto, se lei non li sa interpretare, e se vede che ha sbagliato deve chiedere scusa. Da buona giornalista onesta. Xché noi cittadini che amiamo l’onestà non la vogliamo solo dai politici, ma da tutti, anche dai giornalisti e anche da quelli televisivi.

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