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Se l’amore non basta: la “famiglia nel bosco” e i limiti della tutela

 Torna a far discutere la vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, un caso che intreccia affetto, fragilità e intervento istituzionale. In un Paese che ama ripetersi di avere “la Costituzione più bella del mondo”, soprattutto quando si parla di diritti e protezione dei cittadini, episodi come questo mettono alla prova la nostra capacità di distinguere tra cura e controllo, tra amore e dipendenza. La domanda che emerge è scomoda ma inevitabile: quando l’apprensione di una madre diventa un ostacolo alla crescita dei figli, e quando invece l’allontanamento rischia di trasformarsi in una ferita più profonda della cura che vorrebbe offrire?

STATO DI PALESTINA, MA...

  Basta con la finzione sul tema Palestina libera Di Franco Cimino  Riconoscere lo Stato di Palestina, obiettivo sul quale sembra essersi scatenata una sorta di gara a chi vi arriva per prima, è un falso problema. Quasi un diversivo. Di certo, un alibi o un tardivo sforzo per essere accreditati fra le civiltà o i paesi più civili. Non c’è da riconoscere alcunché. Primo, perché sono trent’anni che questa posizione è stata raggiunta a livello internazionale, con i trattati di Oslo del 1993 e con i patti di Abramo successivi. Secondo, perché lo Stato di Palestina esiste nella natura, nella geografia, nella cultura, nell’antropologia, nell’etica, nella politica e nella geopolitica. Questo è dato da un elemento che rende ovunque, oggi e nella storia, il riconoscimento di uno Stato, quale che sia, oggi quello della Palestina: quando c’è un popolo, piccolo o grande, c’è uno Stato. Perché un popolo ha bisogno di un’istituzione alta che lo rappresenti e che ne raccolga storia, identità...

Le promesse di Giorgia

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 Il posto fisso. Speranza antica. I tempi sono cambiati. In peggio, dice qualcuno. Le conquiste sindacali frutto di scioperi, rivendicazioni e contrattazioni, tesi a migliorare la vita in fabbrica, nei luoghi di lavoro e nella società sono stati depennati dalle agende dei governi.

Di necessità virtù

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  Diritti. Abuso d’ufficio. Tutele. Proprietà. Tutti temi di attuale impellente necessità visti da ottiche diverse. Per certuni il diritto come le altre tematiche accennate sono considerate tali in base alle personali necessità. Quindi il diritto di vivere un’esistenza serena affrancata dai soprusi altrui è un’esigenza condizionata da fattori contingenti. Diritto di lavorare. Diritto di cibarsi, crescere, fare esperienze, studiare, abiurare tutte le forme di violenza, guerra militare in primis e psicologica, diritto di vivere in ambienti sani e in armonia con la natura, così come pensati e incisi nella carta dei diritti e nella nostra carta costituzionale è diventato impensabile. Sarà per questo motivo che molti si rifugiano nelle bolle virtuali delle piattaforme?

Tra Sanremo la Palestina e l'Ucraina

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  "garanzie di qualità" courtesy arc. iannino Ci sono miriadi di opinioni e punti di vista personali e ognuno si differenzia dall'altro per cultura geografica generale e individuale. E in merito mi domando cosa penserà la gente vittima delle guerre in Palestina e Ucraina, tanto per rimanere in uno specchio geografico vicino al nostro, del luccichio mediatico sanremese e della presunta euforia di quanti ruotano attorno alla giostra della canzone italiana.

Privacy e tutela delle comunicazioni ai minimi termini

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  Il postino non sempre suona 2 volte. Un tempo la figura del portalettere era familiare. Sapeva chiaramente chi abitava e dove nella zona di sua pertinenza e conosceva tutti persino attraverso i soprannomi. Conosceva abitudini e orari più consoni per recapitare lettere, raccomandate, pacchi. Sì, decisamente il servizio nazionale delle poste e telecomunicazioni (così si chiamava il servizio del ministero di cui prendeva direttive e stipendio presente in ogni paesino italiano) non è più lo stesso. Vuoi per la liberalizzazione ai privati abilitati alla spedizione e distribuzione delle missive e dei pacchi e anche per la ristrutturazione del sopravvissuto ente del servizio nazionale la serietà del servizio è andata a farsi fottere! Metodi di lavoro pressapochisti e strafottenza lasciano nel caos gli utenti. Capita spesso di vedere depositate nella propria cassetta buste con nomi e indirizzi sconosciuti e non serve a nulla interloquire col portalettere. Non è compito suo riprende...

Enel, consumi e costi finali assurdi in bolletta

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A me le torte piacciono quasi tutte. Ma questa proprio non la sopporto! È indigesta. E credo che non risulti insopportabilmente indigesta solo a me. Sta sullo stomaco alla quasi totalità degli italiani che, come me costretti dalla civiltà sono intenti a fare i conti con le bollette accorciate dalle aziende che conteggiano in settimane e non più mensilmente tasse e prodotti erogati. Telefoni, luce, gas sono diventati nemici degli utenti e a poco valgono le denunce dei consumatori. Le aziende riescono a mettere le mani in tasca degli abbonati con estrema facilità. Tariffe e voci in bolletta sono la sintesi concreta della “finanza creativa” made in Italy messa sotto gli occhi degli utenti. Non è una beffa ma trasparenza, secondo alcuni. Trasparenza? Certamente! I loro comunicati grafici sono trasparenti. Evidenziano che rispetto ad un reale consumo della materia prima trattata, cioè, nel caso della corrente elettrica, quella che in casa fa partire la lavatrice, accende...

Nell'attesa di un Parlamento credibile

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4 dicembre 2016 , DOMENICA si vota per il referendum e modificare, se vince il Sì, la Costituzione. Non so se andrò a votare. L'indecisione nasce dalle troppe inutili primogeniture politiche appioppate alle decisioni post voto: se vince il Sì diventiamo una nazione al passo coi tempi, decisionista, veloce, intraprendente, affidabile per i mercati e i mercanti di anime. Gl'imprenditori internazionali investiranno in Italia (dicono quelli del sì). Non è sufficiente la macelleria sociale fatta fin qui dai governi attenti alle necessità delle aziende. Non è sufficiente l'abolizione dell'art.18. E delle tutele contemplate nello Statuto dei Lavoratori. Non sono bastate le decisioni del governo Renzi tese a favorire gl'imprenditori.

a nostra insaputa, ci HANNO COPIATO!

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Per tutti i copioni, siate più oculati e rispettosi del lavoro altrui Da qualche giorno si è notato un calo di visite. Ecco svelato l'arcano: digitando svogliatamente su Google aore12 , con sorpresa, trovo dei link che portano a siti diversi dal mio blog ma con le stesse notizie e opinioni dei post pubblicati su aore12 . È chiaro che come amministratore del blog sono lusingato, però c'è un però. A parte che non c'è nessun indirizzo mail dove poter scrivere le proprie rimostranze in merito, ed è per questo motivo che scrivo ai signori di cocomind sul mio blog per dire loro di non farlo più nei termini fin ora adoperati. Ripeto, sono onorato, anzi onorati visto che si scrive a più mani, ciò non toglie che una cosa è estrapolarne un pezzetto, citare chi lo ha scritto e allegare un link di rimando alla fonte . Anche perché, spulciando nel sito ho avuto la sensazione che loro ci guadagnino qualcosa sul lavoro degli altri. Mentre chi ha realizzato il pe...

Art.18 o crescita e formazione?

La fiducia è una cosa seria e si dà alle cose serie! Così recitava un noto spot pubblicitario di qualche anno fa che aveva come sfondo un bel marchio con la cartina geografica dell'Italia e in tondo la dicitura “bel paese”. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e tra alti e bassi si è andati avanti. Segreti, stragi, strategie tessute con una primaria filosofia di vita dedita al profitto! Dopo il fallimento della politica è toccato ai prof. Salvare l'Italia dalle cattive azioni perpetrate nel tempo dalla cattiva politica ma, principalmente, dalla cattivissima diseducazione civica degli italiani. Ora, visti i risvolti regressi, c'è da chiedersi “possibile che tutto il male sta racchiuso nell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori?”. Va bene che la Fornero ha chiarito che non c'è da fidarsi appieno del “buon cuore dei datori di lavoro” e che sono previsti chiarimenti in merito ai licenziamenti, e che comunque il concetto verte a eliminare la forma di dev...

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

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