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Oltre l’immagine: similitudini del quotidiano L'opera incarna perfettamente lo spirito dell’objet trouvé, elevando un frammento della cultura pop commerciale a testimonianza sociologica. Attraverso un assemblaggio creativo, l’oggetto smette di essere scarto e inizia a rimandare a concetti "altri". La composizione, intitolata “Friends”, si distingue per alcuni elementi chiave che intendono risemantizzare l’idea di fratellanza.
Voluttà e esigenze primarie contemporanee Una possibile curatela per l’opera contemporanea in visione potrebbe partire da un’idea chiave: la trasformazione del rifiuto in linguaggio. L’opera si presenta come un assemblaggio di materiali di scarto, stratificati sotto una trama di rete che li trattiene e, allo stesso tempo, li espone. Oggetti riconoscibili – un contenitore di patatine McDonald’s, frammenti di packaging, un tappo giallo, una piccola sfera metallica – emergono come reperti di un’iconografia contemporanea dominata dal consumo rapido e dalla produzione incessante di rifiuti.
Ancora oggi la figurazione nei linguaggi della comunicazione visiva è la forma pittorica più accreditata dal grande pubblico. Non a caso, la pittura figurativa, nel tempo, ha segnato importanti tappe storiche e indottrinato la massa. In Russia, per esempio, il regime bandiva l'astrattismo e i pittori che lo praticavano. Malevich, caposcuola della poetica suprematista e Kandinskij, entrambi sovietici, influenzano concettualmente la nascente corrente pittorica europea del '900 definita dai critici “impressionismo astratto”, il cui ritmo giocoso e calibrato del gesto cromatico, Kandinskij, lo mutua dalla musica. Per Kandinskij il legame tra i due linguaggi è strettissimo giacché entrambi esprimono sentimenti e non si curano di fotografare la superficie della vita. Anche l'Italia, specie nel ventennio fascista e non solo, predilige la figurazione per magnificare eventi. Nella statuaria “narrativa” Francesco Jerace (Polistena, RC,1853/Napoli1937) è s...
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