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Oltre l’immagine: similitudini del quotidiano L'opera incarna perfettamente lo spirito dell’objet trouvé, elevando un frammento della cultura pop commerciale a testimonianza sociologica. Attraverso un assemblaggio creativo, l’oggetto smette di essere scarto e inizia a rimandare a concetti "altri". La composizione, intitolata “Friends”, si distingue per alcuni elementi chiave che intendono risemantizzare l’idea di fratellanza.
Voluttà e esigenze primarie contemporanee Una possibile curatela per l’opera contemporanea in visione potrebbe partire da un’idea chiave: la trasformazione del rifiuto in linguaggio. L’opera si presenta come un assemblaggio di materiali di scarto, stratificati sotto una trama di rete che li trattiene e, allo stesso tempo, li espone. Oggetti riconoscibili – un contenitore di patatine McDonald’s, frammenti di packaging, un tappo giallo, una piccola sfera metallica – emergono come reperti di un’iconografia contemporanea dominata dal consumo rapido e dalla produzione incessante di rifiuti.
Ancora oggi la figurazione nei linguaggi della comunicazione visiva è la forma pittorica più accreditata dal grande pubblico. Non a caso, la pittura figurativa, nel tempo, ha segnato importanti tappe storiche e indottrinato la massa. In Russia, per esempio, il regime bandiva l'astrattismo e i pittori che lo praticavano. Malevich, caposcuola della poetica suprematista e Kandinskij, entrambi sovietici, influenzano concettualmente la nascente corrente pittorica europea del '900 definita dai critici “impressionismo astratto”, il cui ritmo giocoso e calibrato del gesto cromatico, Kandinskij, lo mutua dalla musica. Per Kandinskij il legame tra i due linguaggi è strettissimo giacché entrambi esprimono sentimenti e non si curano di fotografare la superficie della vita. Anche l'Italia, specie nel ventennio fascista e non solo, predilige la figurazione per magnificare eventi. Nella statuaria “narrativa” Francesco Jerace (Polistena, RC,1853/Napoli1937) è s...
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.