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di Franco Cimino. Ah, l’amore... CHE BELLA SERATA IERI SERA AL COMUNALE! UNA SERATA STRAORDINARIA DI CINEMA E D’AMORE, SOTTO LA REGIA DEI NOSTRI DUE FRANCESCO E SULLO SCHERMO “IL DIO DELL’AMORE”… E QUEL COLELLA, CHE DOMINA SEMPRE. DA GIGANTE! …
“Hai smontato i pezzi della tua vita e li hai rimontati giusti, in sintonia con il tuo modo di intendere i rapporti e le relazioni umane”. L’epilogo come incipit ma senza rivelare, adesso si usa il termine “spoilerare” la trama e men che meno anticipare il finale del film.
Bimba. E’ clonata una stella. Regia e sceneggiatura: Sabina Guzzanti. Montaggio: Francesca Calvelli. Cinematografia: Giuseppe Lanci. La trama introduce una diva senza talento, scemotta e capricciosa. Un giorno per via di una cartella consegnatale, scopre di essere il clone di una cantante di tempi addietro, la cui gloria durò scarso tempo. Il dott. Salti è l’uomo che la fece clonare, un tale che viene rappresentato come una sorta di burattinaio. Un uomo d'affari che usa delle “cavie” da successo. Bimba, nonostante il Dna di basso livello cerca, anche grazie all’aiuto del magistrato Macaluso, di raggiungere il successo impegnandosi. Offre prova della sua clonazione essendosi ricordata di non aver gettato i documenti, ma di averli nascosti; e nella effimera lettura di una guida telefonica romana raggiunge un pensiero di non poco conto: La gente tante volte è solo rappresentata da un nome scritto così piccolo da confondersi con un'altra sfilza di nomi, che ...
È tempo di denunce. Anche in radio ha preso piede l'onda anomala della denuncia. La prima volta che sono stata molestata/o e o violentata/o. Titoli che fanno il giro dei media e dei social web in cui si trova di tutto e di più. Non si sa se è uno stimolo per sentirsi protagonisti, vittime o possibilità di denunciare il lupo che alcuni hanno incontrato lungo il sentiero che dal bosco porta in città. Nella città illuminata dai riflettori mediatici che qualcuno sfrutta per mettersi in luce e godere dei 5 minuti di pubblicità. Adesso spuntano anche le violenze gay. Che, come quelle subite dalle donne, non sono state denunciate prima ma, guarda un po', dopo avere ottenuto i favori e raggiunto l'agognato successo. Il mondo dell'arte in generale è sputtanato. La cultura è vittima? Sull'onda emotiva alcuni giocano il ruolo delle vittime e, magari, quello che è stato un complimento o una pacca benevola è trasformato in molestia sessuale. Strategia? ...
“Sa perché mi cibo di radici” “No, perché?” “Perché le 'radici' sono importanti .” Così spiega la Santa verso la fine del film che non ha voluto sottoporsi precedentemente all'intervista del giornalista mondano Jep Gambardella allorché le chiese di parlargli della povertà e di cosa significhi vivere tra i poveri ma ottiene la sibillina risposta: “ la povertà si vive ”. "le radici sono importanti" “ la Grande Bellezza ”, a mio parere, sta tutta qui. Concentrata nelle semplici battute tra Jep Gambardella e la Santa che, sibillina, fa capire a Jep di ritornare alle origini e scrivere con l'entusiasmo iniziale del vero compito dell'uomo. Sorrentino usa magistralmente il linguaggio della metafora per narrare e descrivere le incongruenze sociali scaturiti dai bubboni del miraggio economico. Edonismi imperanti. Arrampicatori sociali nascosti dietro facciate esteriori per coprire o tentare di oscurare le sconfitte quotidiane popolano chi...
massimo troisi Non si può pronunciare il nome di Massimiliano e non pensare alla gag di Massimo Troisi in “ricomincio da tre”. Peccato che Massimo abbia scritto e sceneggiato il film “Ricomincio da tre” negli anni ’80 e abbiamo potuto apprezzare ancor meglio la sua arte che lo accomuna con il teatro partenopeo e ai centri culturali in voga negli anni 70 italiani. Certamente, per me, Massimiliano non sarebbe stato tramutato in Ugo e neanche in Ciro; io propendo a dare spazio ai ragazzi, lasciarli esprimere, acquisire esperienze in prima persona ma, Troisi è troppo forte quando tenta di dare una giustificazione e un’impronta didattica al ragazzo e al nome che lo accompagnerà nella vita. Troisi rappresenta se stesso in teatro e nell’esperienza con i compagni di viaggio del trio la “Smorfia”: Lello Arena ed Enzo Decaro. Il loro cabaret era lo spaccato scenico delle vicende vissute nel napoletano. Scene di antieroi che vivevano la realtà e la continuano a vivere ancora adesso giorno ...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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