Visualizzazione dei post con l'etichetta bonifiche del territorio
La lungimiranza degli amministratori locali si vede nei momenti tragici che loro stessi definiscono “emergenziali”. Emergenze che non si dimostrerebbero tali se chi si è messo alla guida dei comuni e su su fino ad arrivare allo Stato avesse praticato le norme elementari della prevenzione . Difatti si sa che d'inverno arriva il maltempo . Neve e pioggia sono all'ordine del giorno. Quindi, perché i cittadini si dovrebbero allarmare e correre ai ripari quando d'inverno piove! Al massimo, quando sono costretti ad uscire, pensano a coprirsi bene, portare un ombrello ma mai un gommone o una ciambella di salvataggio. Purtroppo, col senno di poi, se ci avessero pensato, forse avrebbero fatto bene a portarsi dietro almeno una corda con l'arpione da agganciare a qualche lampione. Satira a parte, Catanzaro continua ad essere a rischio . La periferia è abbandonata a se stessa. I tombini pluviali che servono per far scorrere l'acqua piovana verso i corsi n...
Catanzaro. Il territorio è flagellato e mostra ferite profonde dopo neanche 24 ore di pioggia forte . E anche se qualcuno urla :”governo ladro” perché non è stata fatta una manutenzione adeguata, non dobbiamo dimenticare di elencare le nostre colpe. Anzitutto dobbiamo ricordare come la nostra scellerata cementificazione selvaggia, il disboscamento e peggio l'incuria dei corsi d'acqua, la sporcizia che buttiamo nei pressi delle fiumare e gli arbusti che crescono dentro i letti dei torrenti. nei pressi del centro commerciale "le fornaci" Ho fatto un giro e ho visto colline trasformate dall'acqua piovana. Colline di fango brulle solcate come se una mano enorme avesse passato sopra un grande gigantesco pettine. Fango. Fango dappertutto! E strade dall'asfalto sollevato o inghiottito. Voragini. Macchine parcheggiate in strade che si sono trasformate in budelli senza uscite. Macchine pigiate, insaccate, accatastate. L'acqua ha buona memori...
Siamo tutti a rischio tumore dal momento che la storia degli interramenti di fanghi nucleari e rifiuti tossici inizia negli anni novanta. È un affare di oltre 700milioni di lire al mese (ancora si trattava in lire) che gestivano i clan dei casalesi associati con mafia, 'ndrangheta e sacra corona unita. L'associazione delle bande malavitose presuppone una dislocazione nelle aree di loro competenza. Quindi Calabria, Puglia, Sicilia, Campania. La concentrazione maggiore, secondo le testimonianze del pentito Carmine Schiavone, sono nella terra dei fuochi. Così ribattezzata per il perenne fumo causato dall'autocombustione dei rifiuti tossici interrati. Nel 1997, l'ex boss dei casalesi, pronosticò la morte per cancro agli abitanti del casertano e nello specifico Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e altri. Rifiuti radiottivi coltivati o destinati a pascolo per le bufale. Carmine Schiavone nel '97 rivela alla commissione ecomafi...
Cozzare contro la realtà fa male! Specie se a pagare i conti è una regione abituata a farlo, che si porta dietro un bagaglio pesante di buoni propositi e tantissimi soldi pubblici spesi male nonostante i proclami dei dirigenti locali e nazionali. Soldi pubblici per le infrastrutture viarie erogati a fiume ma con le strade che sembrano bersagli di guerra; soldi per mantenere efficiente il demanio, quindi foreste, spiagge, acque e aria arrivati in Calabria a cascata nella ex cassa per il Mezzogiorno anche per sollevare la “questione meridionale”, lo scippo storico del nord nei confronti del sud. Eppure, nessuno di questi “progetti sociali”, stando all'evidenza, è stato attuato. Sia ben chiaro la colpa, se proprio dobbiamo cercare un colpevole, è prima di tutto nostra, dei calabresi! Perché non abbiamo saputo interagire con i tecnici e politici impegnati nelle imprese di “restauro” in regione; anzi abbiamo delegato con indolenza; abbiamo abdicato per un tozzo di pane e dat...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.