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Esodo sanitario dalla Calabria: una mattina alla Dulbecco di Catanzaro Ore 10:30. Mi accomodo in sala d’attesa del reparto di diabetologia dell’ospedale “Renato Dulbecco” di Catanzaro. In realtà, più che una sala, è un corridoio. Le sedie sono allineate lungo le pareti, occupate da pazienti di ogni età, alcuni accompagnati, altri soli. Sul lato opposto, due imbianchini tinteggiano il muro con cura. L’odore di pittura è sorprendentemente gradevole, quasi anestetico. Non rimane che attendere il proprio turno. Una sola dottoressa in servizio. Una. Per un’intera popolazione di pazienti affetti da diabete, una patologia cronica che richiede monitoraggio costante, attenzione, empatia. Eppure, eccoci qui: in fila, in silenzio, con santa pazienza. Ogni visita dura mediamente 20/30 minuti. Fate due conti. Il tempo scorre, ma le esigenze non si fermano. Nel frattempo, per spezzare l’attesa, mi concedo un caffè al bar dell’ospedale e una ciambella per i bambini. Piccoli gesti p...
"c'è, tra la gente affetta da patologie croniche e non solo, la sensazione che i medici di base siano costretti dai protocolli interni a limitare le spese e ridurre al minimo i servizi ai pazienti in merito a prestazioni specialistiche e analisi, screening preventivi per gli ammalati cronici e prescrizione farmaci, quasi tutti a pagamento! anche quelli inseriti nei programmi terapeutici dagli specialisti ai malati cronici quando sono classificati in classe C!" In Calabria, come nel resto d’Italia, i farmaci di classe C sono quelli non essenziali e non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il loro costo è interamente a carico del cittadino, e comprendono medicinali per patologie lievi, sintomi transitori o uso occasionale — come antidolorifici da banco, antistaminici, alcuni ansiolitici, e farmaci da automedicazione. Secondo il Dipartimento Salute regionale, la Calabria ha una spesa farmaceutica convenzionata tra le più alte d’Italia, con un’incidenza sul F...
Malattie croniche, disagio e indolenza. Non saprei dire come sono organizzate le ore lavorative degli addetti all’erogazione die servizi asp relativi alle prescrizioni degli ausilii utili alle persone affette da malattie cronicizzate.
“Contro il superficiale dominio dell'ovvio”. Perché questa frase? Sembra una banalità scrivere un a frase del genere eppure molti fatti ricorrenti si reggono sull'ovvietà. Le incomprensioni nascono e si moltiplicano sulle questioni che sembrano scontate. Anche nei rapporti semplici come andare in una struttura pubblica, per chi conosce i meccanismi, ogni azione dovrebbe essere assodata, ma non è così. E mi spiego: Chi lavora in un ambiente pubblico o privato e ha acquisito dimestichezza con spazi e tecniche che determinano le caratteristiche aziendali dà per scontato che anche chi vi accede per richiedere i servizi sia al corrente dei meccanismi gestionali erogati. Non è così! Spesso chi richiede, se pur con una certa frequenza, determinati servizi ha altro per la testa e si affida alle basilari indicazioni ricevute. Supponendo di conoscere le dinamiche si avventura, fa code, chiede informazioni ma quasi sempre trova qualche ostacolo burocratico da risolvere.
La scienza e la tecnica hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni. Misurare lo zucchero nel sangue, la glicemia, è un'azione semplice da potere eseguire rimanendo a casa. Gli aggeggini di ultima generazione non tralasciano neppure le buone maniere, sono impostati persino al saluto di benvenuto oltre che essere programmati per lo scopo scientifico, cioè a misurare la glicemica. Ma non si fermano lì! Suggeriscono anche possibili stili di vita. Ma quando questi stili e abitudini alimentari sono osservati come farglielo sapere? Nel programma non c'è la possibilità di interagire. Di conseguenza, non resta che intraprendere la vecchia inossidabile e snervante trafila. Prenotare il consulto col diabetologo. Accantonata la possibilità di prenotare in remoto attraverso il call center delle a.s.p. perché non è, nei fatti, attiva questa opzione. Bene che vada, poiché quasi sempre le liste di prenotazione nelle strutture pubbliche sono chilometriche, armati di santa pazien...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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