Evan Penny scultore iperrealista geniale?
Iperrealismo distorto quello di Evan
Penny, artista sudafricano residente in Canada che fa parte della
scuderia Sperone Westwater di New York insieme ad altri artisti delle
ultime tendenze come Andy Warhola, Moore, Accardi, Boetti, Fontana,
Manzoni, tanto per ricordarne alcuni, ed è opportuno ricordare anche l'operato di questi ultimi, condensabile in contestazione e sovversione delle poetiche del '900. Hanno dissacrato e sovvertito il concetto che
l'opinione pubblica e alcuni addetti ai lavori avevano dell'arte e
dell'operazione artistica. Erano andati oltre all'oggetto in sé e
alle sue forme; oltre l'impatto emotivo.
creta, gomma e silicone dipinti e trattati con gli stessi effetti speciali dello spettacolo quali borse sotto gli occhi per evidenziare le occhiaie, rughe, capelli, persino gli abiti fa realizzare su misura. Un lavoro che richiede molto tempo e pazienza.
Penny lavora anche per il cinema e si occupa degli effetti speciali visto l’uso che fa di creta e silicone.
Cosa dovrebbe trasmettere la mania ossessiva di Penny ai visitatori?
Se per un attimo paragoniamo il suo lavoro alla statuaria greca (vedi bronzi di Riace, IV, Vsec.a.c.) questa, sì, priva delle tecniche digitali di ultima generazione ma ricca di fascino e artigianalità creativa storica in grado di sbalordire i visitatori del museo reggino, verrebbe da rispondere che non ci cambia o amplia nessun orizzonte. Lavori banali, intellettivamente poco apprezzabili, anche se faranno nascere negli ingenui qualche esclamazione di meraviglia. Ma non è la sensazione epidermica, l'imprevisto che trasforma in linguaggio alto la mediocrità dozzinale di una presunta arte definita pop.


Bravo Mario, ineccepibile analisi che con velato ed elegante sarcasmo hai saputo smontare un genio(?)prendendo a paragone l'arte greca, ossia la madre di tutte le arti, quelle vere.
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