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manipolazione genetica o procreazione naturale?


La nascita è il minimo comune denominatore biologico che accomuna esseri umani, animali, vegetali e persino minerali nell’attimo della loro alterazione formale o biologica.
All’inizio, la vita è una sorta di pasta informe che assume segni e peculiarità nel tempo, fino a disegnare fattezze consone al modello corporeo conosciuto. Insomma, qualsiasi forma di vita, nel nascere si manifesta come una sorta di semilavorato che prende sembianze ben definite nel tempo, in ossequio al suo dna.
Non basta nascere, dunque, per avere un corpo, un’origine, intesa come posizione sociale o geografica; è necessario costruire, conformare all'idea di corpo quel processo genetico conosciuto cui, infine s’impone un nome ben definito.

Nei vari linguaggi conosciuti dall’uomo, l’origine della vita risiede nella “madre”. Madre intesa come natura, prodiga nell’elargire una moltitudine di frutti.
Donna, madre di famiglia, incline ad accudire i figli, educarli, anche se non necessariamente o espressamente biologica.

Niente e nessuno è solo un corpo venuto al mondo per caso. Ogni cosa ha un’origine, un iter e un epilogo. Un’entità sociale che interagisce, si ammala; e da ammalati ci si rende conto di non essere soli. Si volge lo sguardo al cielo e s’indirizzano parole accorate alla mamma; insomma si penetra quel campo invisibile che trascende la materia; si dialoga con i cari estinti, con le Grandi Anime che abbiamo conosciuto in vita. Con la Mamma di tutti: Natuzza.

Natuzza, donna umile, mamma che piangeva di gioia quando era al cospetto della Mamma Celeste e di suo Figlio.
Natuzza, tratto d’unione tra individuo e società con i cenacoli di preghiera; presenza fisica intesa come sinonimo di esigenza materiale e spirituale per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla.

Antropologicamente, l’idea di “corpo vitale” trascende e plasma gli individui in carne ed ossa secondo canoni prestabiliti. Tutto il processo riproduttivo verte su forme di controllo antiche, comprendenti preparazione, semina e cura delle colture vegetali e animali.
Oggi, il modello di bellezza impone canoni visivi differenti dal passato.

Dall’imposizione della bellezza alla riproduzione, dal vigore al pudore, dalla salute al look. Insomma, modificazioni strutturali del corpo, basate su leggi estetiche non scritte ma che trovano riscontri apprezzabili nell’altro sesso. E se in passato alla parola “uomo” si associava un corpo mortale e anima immortale, quindi concetto trascendente a immagine e somiglianza di Dio, la filosofia di vita contemporanea ha segnato il trionfo dell’immanenza, la morte di Dio e dell'anima.

Oggi il mistero del corpo, della vita stessa è pura scienza, codice genetico. Medici e scienziati sono i nuovi sacerdoti che determinano la nuova realtà vitale, interpretano i codici del Dna e li modificano secondo un modello biologico di perfettibilità. Creano il granoturco e la patata trans genici, dimenticando gli effetti che il consumo di carni adulterate conosciute col termine “mucca pazza” hanno prodotto sull’uomo.

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Ad Umberto.

Il  sorriso, la simpatia, il coraggio, le mani delicate, la perfezione, colui che sapeva far stare chiunque a proprio agio, la serietà, la professionalità, un uomo completo , la sensibilità e gli occhi buoni e profondi. Questo è per tutti Umberto, al presente e al futuro, per i suoi cari, la sua Emanuela, il suo compagno di vita, i suoi amici, persino i suoi conoscenti. Addirittura alle viziate come me Sono riuscite a dar sicurezza le sue mani e La sua competenza. Nelle mani degli altri no, ma Umberto sì, ha le mani da  Dio sa bene ciò che fa, è attento e premuroso. Insegna e sa insegnare il suo lavoro, il fare gruppo, l’armonia e la sincronia e la delicatezza delle sue apprendiste. Quei sorrisi e divertimenti sani Che profumano di inno alla vita. E lasciatemi dire che, Catanzaro ce l’avrà sempre Umberto Fratto. Sarà nella gioia di chi sa fare onestamente Il suo lavoro nei suoi cari, nella sua Emanuela, nel suo compagno di vita, nei suoi amici, persino nei suoi conoscenti. Umbe…

abbigliamento e libertà negli anni 60/70

anni 60/70 rivoluzione culturale e contestazione: Abbigliamento e libertà
1961. Inizia la guerra in Vietnam, esplode la Pop Art, J. Christo qualche anno dopo impacchetta monumenti, Martin Luther King è premio Nobel per la pace e Mary Quant inventa la minigonna. A indossarla è Twiggy: prima top model teen ager (17 anni). Courregés, che nel '64 aveva presentato abiti corti e linee a trapezio, rivendica il copyright della mini ma Mary Quant risponde che: "Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per la strada".

Dopo il ‘64, l’abbigliamento femminile si arricchisce di nuovi accessori; alle gonne corte si abbinano stivali alti di vernice e calze trasparenti dette "collant". Scarpe con le zeppe che sembrano trampoli. Cinturoni; medaglioni e svariate forge di occhialoni da sole.

In Italia, già dal '54 “La Perla” produce la mini guaina con il reggicalze incorporato.

Claude Montana e Thierry Mugler lanciano a Parigi una nuova silhouette c…

Giusy Versace: una bella pagina di vita!

Giusy Versace: una bella pagina di vita.

Oggi ho conosciuto Giusy Versace: una ragazza dalla bellezza mediterranea; bella, solare e altruista. Una ragazza forte che sa reagire e trasforma il suo dramma umano in momento solidale a favore degli svantaggiati; persone grandi e piccole che hanno avuto la sventura di essere amputate e non hanno i mezzi economici per munirsi di protesi così da poter mitigare l’handicap fisico.
La associo per un attimo Giusy ai Versace della moda ma in Calabria sono facili i casi di omonimia non consanguinea. Spengo la tv e faccio una ricerca nel web. In questo caso l’intuizione si dimostra giusta.
Le sue origini sono di Reggio Calabria, ma da dieci anni lavora e vive a Milano. Il suo nome, all’anagrafe è Giuseppina Versace, detta Giusy, ha trentatré anni e vanta due record; uno, è la prima atleta donna con amputazione bilaterale alle gambe in gara a un campionato nazionale di atletica leggera e due, concorre al titolo a soli tre mesi dal debutto in questa di…

preparazione delle olive schiacciate alla calabrese

In questo periodo i frutti degli ulivi sono maturi al punto giusto.
Raccolti per la spremitura e la conservazione,
le olive, verdi e carnose, una volta trasformate, portate in tavola come antipasti o contorni della dieta mediterranea, sono anch’esse il risultato del lavorio creativo di madre terra e del fare incessante dell'uomo.

Preparazione delle olive schiacciate alla calabrese:

Schiacciare le olive verdi,
denocciolarle e lasciarle in un recipiente con acqua.
Sostituire l'acqua due volte al giorno.
Trascorsi tre quattro giorni, lavati e posti in una teglia, si aggiungono i sapori mediterranei:
Semi di finocchio selvatico
Aglio
Peperoncino piccate
Sale grosso q.b.

olive alla monacale calabresi

Olive alla monacale, da un’antica ricetta calabrese

Quando le olive assumono il caratteristico colore vellutato, opportunamente trattate, divengono un ottimo stuzzichino da tavola; come antipasto o per accompagnare un drink, le olive alla monacale sono sempre gradite.

Preparazione:
Intaccare le olive col coltello fino a sentire il nocciolo.
Lasciarle in abbondante acqua per tre/quattro giorni;
Cambiare l’acqua due volte al giorno, così da renderli dolci;
Infine gocciolare e condire con:
Peperoncino piccante; aglio e sale grosso q.b.
Mescolare e lasciare a riposo.
Per gustarli al meglio, servire dopo dodici ore.
Per conservazione a lunga scadenza si consiglia il sistema del sottovuoto oppure disporli in vasetti di vetro e ricoprirli d’olio di semi di girasole.

Pussy riot, sesso, impegno sociale e politica

Certo, se i partigiani avessero pensato di scopare piuttosto che sparare e tendere imboscate ai nemici della patria, di sicuro, sarebbe stata tutta un'altra storia per la resistenza e per l'umanità! Che so, tipo, fate l'amore e non la guerra, slogan urlatissimo negli anni della rivoluzione studentesca ma mai messo in atto così platealmente come hanno fatto le pussy riot in Russia. Un gruppo di ragazzi rivoluzionari sui generis che per contestare il nemico politico vanno a scopare nei luoghi pubblici, inscenano flash mob e performance sempre a base di sano sesso (sano perché pare che le coppie siano fisse). Finalmente, dopo l'ultima performance fatta in una chiesa (che ha offeso la coscienza dei fedeli e li vede in tribunale per vilipendio alla nazione) la popolarità cresce in maniera esponenziale specie per la leader del gruppo: Nadia Tolokonnikova. A lei hanno proposto di posare per la copertina di Playboy Ucraina e in poche settimane i suoi amici su Facebook sono …

lettera alla nipotina che sta per nascere

Lettera dalla nonna alla nipotina che sta per nascere.

Cara, piccola Greta,
quando ho saputo che il tuo cuoricino ha iniziato a battere ho provato solo tanto stupore. Troppo etichettato il mio modo di pensare, di fare, di rapportarmi agli altri! non avevo realizzato appieno l’importanza dell’evento, della tua esistenza, perché tu c’eri, eri lì e aspettavi da tutti le mille coccole trasmesse telepaticamente da pensieri colmi d’amore.
La novità della tua esistenza, subito dopo, mi ha però dirottato su un nuovo sentiero, un sentiero illuminato, agevole, percorrendo il quale, tutto si trasforma in un’atmosfera di gioia, di pace, di serenità.
Poi ti ho immaginato... e ti ho subito amata, ti ho guardata e ti ho vista bellissima, una sapiente miscela divina che il buon Dio ha indotto attraverso la tua mamma e il tuo papà: un amore di bimba, frutto dell’unione di due spiriti liberi che li catturerà per sempre e saprà unire la loro unione definitivamente.

ps.: Per due persone speciali, caro …

A Catanzaro, una speranza di cambiamento?

Figura del tutto nuova nel panorama politico Catanzarese è Nicola Fiorita, professore universitario all’UNICAL, promotore di una nuova era, oserei dire, oltre che di un nuovo movimento denominato “Cambiavento”. C’è bisogno che il vento cambi a Catanzaro, suppongo che questo voglia intendere il nome dato al movimento nella città conosciuta per l’appunto per il Vento incessante. Ma è necessario che esso cambi rotta e porti una ventata di ottimismo e di benessere economico. Passeggiando per le vie della città, purtroppo, assistiamo impotenti a un profondo declino, dovuto soprattutto allo spopolamento. Le saracinesche si abbassano, le luci di taluni negozi si spengono insieme ai nostri sorrisi. La Catanzaro fervida e piena di gente è ormai un lontano ricordo. Corso Mazzini si popola soltanto grazie alla promozione di eventi sporadici e raramente nei weekend. I quartieri, a loro volta, versano in situazioni di disagio e paiono talora come enti a se stanti, distaccati e disconnessi dalla città. …

IMU, appartamenti contigui, conviene la fusione fiscale

Il 16 giugno scade la rata d'acconto IMU. E checché ne dicano, a parte che é la tassa più odiata dagli italiani, molte famiglie la devono pagare.
La devono pagare quanti hanno unito due appartamenti contigui per stare più comodi ma non hanno fatto la variazione al catasto perché per il comune sono due unità immobiliari distinte e separate. Cosicché, quanti si trovano a dimorare nella “Prima Casa Allargata” risultano esonerati dal pagamento di metà di essa in virtù degli sgravi fiscali sulla prima casa, ma, la supposta la ricevono dalla “seconda casa accorpata” che recupera abbondantemente il balzello da pagare grazie all'aliquota maggiorata e priva di sgravi.
Ma, se il contribuente che possiede due fabbricati contigui, con distinta iscrizione in catasto chiede la fusione al competente Ufficio del Territorio sarà soggetto all'aliquota ridotta di legge del 4 per mille. Se non lo fa l'altro (uno dei due appartamenti accorpati) ricadrà nella più elevata aliquota ordinaria d…

Massimiliano secondo Troisi

Non si può pronunciare il nome di Massimiliano e non pensare alla gag di Massimo Troisi in “ricomincio da tre”.
Peccato che Massimo abbia scritto e sceneggiato il film “Ricomincio da tre” negli anni ’80 e abbiamo potuto apprezzare ancor meglio la sua arte che lo accomuna con il teatro partenopeo e ai centri culturali in voga negli anni 70 italiani.
Certamente, per me, Massimiliano non sarebbe stato tramutato in Ugo e neanche in Ciro; io propendo a dare spazio ai ragazzi, lasciarli esprimere, acquisire esperienze in prima persona ma, Troisi è troppo forte quando tenta di dare una giustificazione e un’impronta didattica al ragazzo e al nome che lo accompagnerà nella vita.
Troisi rappresenta se stesso in teatro e nell’esperienza con i compagni di viaggio del trio la “Smorfia”: Lello Arena ed Enzo Decaro. Il loro cabaret era lo spaccato scenico delle vicende vissute nel napoletano. Scene di antieroi che vivevano la realtà e la continuano a vivere ancora adesso giorno per giorno a Scampia …