RC, la verità arriva tardi

 

Sul Lido Comunale, 

L’analisi di Mario Dito mette in fila omissioni, responsabilità politiche e nodi irrisolti: dalle ammissioni tardive di Carmelo Versace al ruolo della Soprintendenza, fino alla necessità di una presa di parola pubblica che la città attende da anni.

Le ammissioni di Carmelo Versace sul fallimento del Lido Comunale aprono uno squarcio politico che la città attendeva da anni: non basta riconoscere gli errori, serve trasformare la confessione in responsabilità pubblica.


LIDO COMUNALE: SCHERZI A PARTE?

Leggendo le dichiarazioni rilasciate dal dr. Carmelo Versace nel corso della trasmissione di Rtv ‘Reggio Politik’ e riportate dal giornale CITYNOW sul tema del Lido Comunale non sappiamo se sorridere o peggio ancora piangere di brutto.

Come riportato da CityNow il dr. Versace, importante rappresentante della precedente Amministrazione, sul problema decennale del Lido Comunale senza giri di parole, ma invero con grande sincerità intellettuale, dichiara “Il Lido Comunale è stato un fallimento della nostra gestione. È inutile stare lì a giocare o a pensare che è un problema dei fondi, è stato un fallimento”.

La carenza dei fondi non poteva né doveva essere una scusante perché non poteva sottovalutarsi il punto politico e amministrativo ed afferma “Probabilmente si è pensato sempre a ridosso dell’estate, ci si è troppo accomodati sulla problematica della mancanza delle risorse”. Probabilmente si sarebbe potuto fare di più anche per la presenza dei fondi del PNRR e sfruttando anche un emendamento dell’on. Cannizzaro, attuale Sindaco di Reggio, che apriva nuove possibilità di finanziamento.

Il risultato è di una realtà sconcertante, inconcepibile per una città degli anni duemila: un’opera incompiuta, un eterno cantiere aperto da svariati anni, dimora per gente disperata e senza dimora, una torre danneggiate da tre violenti incendi e probabilmente sismicamente compromessa nella struttura ed il tutto ancoro lontano da una vera opera finita e funzionale ai bisogni della città.

Come è sotto gli occhi di tutti il Lido resta ancora oggi un’opera incompiuta: una parte recuperata, una parte interessata dai cantieri, un’altra ancora lontana da una vera rinascita.

Ma il punto più significativo delle dichiarazioni del dr. Versace è sicuramente quello in cui fa intendere che un altro Ente avrebbe profondamente inciso sulle scelte progettuali.

Questo Ente è nientemeno che la Soprintendenza il cui ruolo è stato così prevaricante che spinge l’ex Sindaco f.f. ad affermare “Non possiamo avere un ente che decide per conto della politica senza supportare quella che è l’esigenza di una città intera”.

Che fosse esistito da sempre un “Problema Soprintendenza” per la città credo sia da tempo palpabile e l’ultima riprova è stata la ristrutturazione di Piazza De Nava che di fatto è stata demolita e ricostruita in barba ai desiderata di buona parte della città ed associazioni culturale e non: ma “così volle la Soprintendenza” ed attualmente è utilizzata a mò di cortile esterno del MARc.

Queste dichiarazioni dell’ex Sindaco f.f. Versace, che di fatto riconoscono le gravi colpe dell’Amministrazione Falcomatà nel gestire un importante struttura della città privando la stessa da anni di questo bene così vitale dal punto di vista sociale ed anche turistico, non si capisce da quale motivazione nascono.

Ci domandiamo perché questi suoi concetti così netti e puntuali non li ha espressi un paio di anni fa quando in un articolo pubblicato su Strettoweb sostenemmo che la Sovrintendenza per difendere il proprio progetto affermava che non poteva demolire “quel serpente di cemento, anche pericolante, lungo la spiaggia è assimilabile ad un ecomostro” che costituiva il Lido Comunale attribuendolo all’ ing. Nervi, mentre è bene precisare che il progetto in verità nasce da un’intuizione di Nervi ma il progetto venne realizzato dallo studio d’ingegneria Ziparo-La Face, quando nello stesso articolo riportammo che il Sindaco f.f. dr. Brunetti, dando credito a quanto riportato in precedenza da CityNow, affermava “……io il Lido non lo avrei tenuto in questa maniera, avevo chiesto di abbatterlo e rifarlo….”, quando proponemmo L’idea, provocatoria e stimolante, di un Lido la cui struttura fissa fosse realizzata in legno sullo stile delle vecchie cabine, con annesso terrazzino coperto: sarà “vintage” ma sostenibile ed elegante, realizzate in numero limitato: a fronte delle oltre 500 attuali se ne prevedevano circa 80 così da lasciare il resto dell’arenile per sistemare degli ombrelloni lasciando le rimanenti aree ad uso servizi ed attività commerciali.

Forse avrebbe dovuto parlare a qual tempo imponendo alla Soprintendenza il volere della Politica che è l’unica ad avere la legittimità di operare in nome e nell’interesse della città.

Questa presa di coscienza postuma sembrerebbe essere un modo semplice per scaricarsi le responsabilità avendole candidamente ammesse.

Lo si potrebbe leggere anche come un modo per affermare semplicemente che tutto quello che si sta facendo intorno al Lido Comunale non corrisponde al pieno rispetto dell’interesse della città e che si dovrebbe fare altro.

Mi sembra una grande confessione per comunicare candidamente al nuovo Sindaco "L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare" per dirla alla Gino Bartali.

Queste dichiarazioni sono invero molto coraggiose ed ormai conosciute da tutta la città, ma per avere un vero significato politico, inviterei il dr. Carmelo Versace, del quale abbiamo grande stima personale, che al primo consiglio comunale che si terrà all’Arena dello Stretto prendesse la parola e ed espletasse questi concetti alla più importane assise della città con l’impegno, ove il Sindaco Cannizzaro volesse assumere iniziative per dare al “Problema Lido” una soluzione più soddisfacente per gli interessi della città, di sostenerne politicamente l’azione.

Secondo il nostro parere sarebbe un Grande Momento di Verità Politica che darebbe lustro al Consiglio Comunale ed alla città tutta.

Reggio Calabria, lì 26.06.2026 dr. ing. Oreste Mario Dito







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