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Visualizzazione dei post con l'etichetta spazio artisti in calabria

Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Arte e artisti per il sociale

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  "censura color verdeindolore, ©m.iannino2026" “Frammenti di un'infanzia tradita: il dramma della denutrizione e delle crisi umanitarie sommerso dal caos visivo e dal rumore della propaganda politica. Un mosaico spezzato che simboleggia il nostro isolamento percettivo.”  

NiK e Hiske due vite, un sogno, il musaba

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  Nik Spatari . un visionario che ha trasformato un rudere in un sogno: il "MUSABA". È stato un incontro straordinario!

Realtà e poetica dei bisogni

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  Un flusso incessante d’immagini scorre ogni giorno sui nostri devices, dividendo la realtà in due mondi paralleli: da un lato il dramma della sopravvivenza globale, dall'altro la rassicurante routine dei nostri giorni e dei consumi. È esattamente in questa parentesi invisibile che s’inserisce "Traslazione" di Mario Iannino, un'opera dall’impatto forte che trasforma un comune cartone da imballaggio nello specchio critico della nostra indifferenza quotidiana.  

COME IL COLORE DEL GRANO

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  "Come il colore del grano" è una delle citazioni più celebri e poetiche tratte da Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, dove la volpe spiega al bambino come il grano, prima inutile per lei perché non mangia pane, diventerà il ricordo splendido dei suoi capelli dorati.

Un viaggio nella poetica di ...

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  Mercificazione dell’Effimero, Memoria del Presente.   Il viaggio artistico di Mario Iannino Introduzione L’atto creativo, nel percorso di Mario Iannino, non si configura come una distaccata speculazione estetica, né come un esercizio di stile fine a sé. È, al contrario, un’urgenza biologica impellente, un processo di decompressione vitale che risponde a una necessità viscerale: scaricare le tensioni per non soccombere al loro peso. L’artista opera come una spugna gettata nel flusso caotico del contemporaneo, un ricettore sensibilissimo che assorbe gli avvenimenti, le notizie, i traumi latenti e le nevrosi della società dei consumi. Questa saturazione emotiva e intellettuale si accumula all'interno fino a raggiungere il punto di rottura, trasformandosi in una "bile" corrosiva che richiede un rilascio immediato sulla superficie fisica dell'opera, pena il consumo interiore dell'autore stesso.

Raccontare la contemporaneità con arte

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  Voluttà e esigenze primarie contemporanee Una possibile curatela per l’opera contemporanea in visione potrebbe partire da un’idea chiave: la trasformazione del rifiuto in linguaggio. L’opera si presenta come un assemblaggio di materiali di scarto, stratificati sotto una trama di rete che li trattiene e, allo stesso tempo, li espone. Oggetti riconoscibili – un contenitore di patatine McDonald’s, frammenti di packaging, un tappo giallo, una piccola sfera metallica – emergono come reperti di un’iconografia contemporanea dominata dal consumo rapido e dalla produzione incessante di rifiuti.

Iannino: visibile, vulnerabile, vero

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La ferita come forma: Iannino e il Kintsugi dell’arte contemporanea Nel cuore della filosofia giapponese del kintsugi — l’arte di riparare le ceramiche rotte con oro — si cela una visione radicale: il danno non è da nascondere, ma da esaltare. Le crepe diventano vene preziose, testimonianze di un vissuto che ha attraversato la frattura per trasformarla in bellezza. È da questa prospettiva che si sviluppa la ricerca di Iannino , artista che non solo accoglie la ferita, ma la rende protagonista.

L'Associazione Sal Nistico promuove talenti

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Migrazioni. Partiamo dal presupposto che nessuno andrebbe via dalla propria terra se avesse la possibilità di crescere in armonia con la bellezza delle donne e degli uomini che hanno tracciato la storia e quindi la cultura tout court dei luoghi natii. Alcuni vanno via dai propri paesi per necessità, si integrano nel tessuto sociale d'accoglienza, studiano e alimentano le proprie passioni fino a farle assurgere, coi linguaggi sublimi e universali dell'arte, a simboli di armonia e bellezza universale. Altri scelgono di viaggiare per toccare con mano esperienze di vita differenti. E le differenze, anche le più insignificanti, sia nel primo che nel secondo caso alimentano i pensieri creativi e fortificano le menti “curiose”. Le opportunità non mancano! Ma ci deve essere qualcuno a ricordare la bellezza e farsene paladino nella propria e altrui realtà sociali e culturali. La Calabria ha partorito figli che sono dovuti emigrare per necessità e non solo. Ne ...

Trapasso e la poetica dell'effimero

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La frequentazione con Enzo Trapasso giova ad entrambi. I dialoghi sono, quasi sempre, incentrati sui lavori che facciamo e sugli scogli che, volutamente, “costruiamo” per fronteggiare e risolvere determinate questioni linguistiche-strutturali in pittura. In questi giorni Enzo è impegnato a catalogare e fotografare le centinaia di opere accatastate dovunque (il suo studio è composto da una entrata/corridoio zeppa di lavori e da due stanze, la grande che usa da deposito e la piccola nella quale lavora.). Vincenzo Trapasso, 2016, l'effimero rivalutato Lo trovo intento a sistemare gli spazi mentre mette “faccia al muro” le opere. Il lavoro che stava eseguendo l'ultima volta che ci siamo visti è in mezzo agli altri. Ti devo far vedere una cosa! Mi dice entusiasta. Si fa spazio. Afferra la teca e la posiziona sotto la luce. Che te ne pare? Ho sistemato quella striscia e... (con scatto felino, nonostante gli acciacchi, raccatta un pezzo di maglia e lo inserisce nella...

Uno sguardo al passato: Dario Scorza e Fedhan Omar, artisti

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Se mi volto indietro, il ricordo torna vivo. E le persone che hanno avuto un peso continuano ad essere positivamente presenti: 1978, Catanzaro. Galleria d'arte “il pozzo”. Gli interrogativi dei visitatori si differenziano di poco: Dove vive? Lei non ha studiato a Catanzaro. Anche Dario Scorza mi pose le stesse domande. Eppure non era niente di ché. Figure stilizzate affini al mio modo di sentire d'allora che si discostavano dalla solita pittura vista fino a quel momento nei luoghi espositivi catanzaresi. Ancora non ci conoscevamo e lui, Dario, si presentò dicendo di essere un sociologo amante dell'arte. In seguito, dopo numerose frequentazioni, appresi della sua passione politica (socialista) e dell'impegno assiduo che dirottava coinvolgendo tutti, amici e conoscenti, in operazioni a favore dell'associazionismo senza scopi di lucro. Dario era un'anima sensibile. Osservatore attento della poetica visiva, non si poneva limiti o recinzioni ment...

Spazio artisti in Calabria, Vincenzo Trapasso

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Bello! Sintesi perfetta! Armonia ed equilibrio allo stato puro... le parole mi escono spontanee davanti al lavoro appeso alla parete. L'odore acre dello smalto nero punzecchia il naso. “Scusa ma devo finire sennò sgocciola!” dice Enzo. E mentre lui continua a spennellare parliamo delle sensazioni intime che le poetiche della visione ci trasmettono e della gratificazione finale provata davanti all'opera finita. Vincenzo Trapasso è un artista catanzarese. Uomo sensibile e provato dalla vita, trova, da vero artista, energia dalla e con la pittura in quanto momento catartico dell'esistente. I suoi lavori, soggettivizzati dal suo personalissimo percorso artistico, sono la testimonianza di una volontà ferrea che lo induce ad osare e andare oltre il dato visibile della figurazione. Detto ciò, non intendo tessere le lodi qui, oggi, semmai scriverò in un secondo momento su questo blog del percorso artistico di Enzo e della nostra amicizia nata agli inizi degl...

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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