Nouveau Réalisme o Pop Art?
nè l'uno nè l'altro.
Pubblicità. Da Atene a noi.
L’uomo ha sempre cercato un modo di trasmettere e comunicare
con l'altro.
L'immagine mostra un affascinante collage materico in stile Nouveau Réalisme o Pop Art, composto da imballaggi e incarti di prodotti commerciali di largo consumo schiacciati e incollati su una base di cartone.
L'opera sovrappone marchi e prodotti iconici del mercato italiano e internazionale, creando un contrasto tra il consumo quotidiano e la riflessione culturale:
il logo della Coca-Cola Original Taste domina la parte
superiore con il suo inconfondibile colore rosso acceso, simbolo globale della
cultura pop e dei consumi di massa.
I biscotti Atene Classica (Doria)m posizionati nella parte
inferiore, l'incarto mostra esplicitamente il nome "ATENE" insieme
alla dicitura "il frollino dalla forma unica". Il design richiama la
geometria e le decorazioni delle antiche metope dei templi greci.
Le confezioni di Kinder Cards, involucri della famosa cialda
Ferrero sono distribuiti al centro e sulla destra, aggiungendo tonalità
bianche, azzurre e l'immagine di un bambino.
E i “Millechiodi (Pattex)”; un tubetto di adesivo di
montaggio schiacciato e inserito sulla sinistra, un elemento tecnico e
"materico", simboleggia l'azione stessa del legare e incollare.
Partiamo dal significato della frase: "Da Atene a noi"
La riflessione sulla comunicazione trova una perfetta corrispondenza visiva in questa composizione:
La radice classica ("Da Atene..."): La parola
"Atene" sul pacco di biscotti evoca la culla della civiltà
occidentale, della filosofia, della retorica e del dialogo. Nell'antica Grecia
si è formalizzato il primo grande sistema di comunicazione pubblica dell'uomo
(la democrazia dell'agorà).
Alla modernità commerciale ("...a noi"). I marchi
odierni come Coca-Cola e Kinder rappresentano i moderni canali di trasmissione.
La pubblicità e i loghi industriali sono diventati i nuovi "alfabeti"
universali del nostro tempo. Oggi comunichiamo e trasmettiamo messaggi attraverso
le parole, ma anche, e forse principalmente, attraverso i simboli del consumo
che tutti riconoscono all'istante.
L'uso di una confezione di un tubetto di colla ed elementi destrutturati pone l’accento visivamente sull'incessante e a volte caotico sforzo dell'essere umano di "mettere insieme" pezzi, frammenti e linguaggi diversi pur di connettersi con l'altro.
Riconducendo l'opera al suo reale autore e al suo preciso
orizzonte teorico, un assemblaggio aggraffato di Mario Iannino (artista attivo
a Catanzaro con una spiccata propensione per la ricerca concettuale e sociale),
di dimensioni 49x64 cm, cambia completamente la chiave di lettura, e sposta il
focus dall'estetica della celebrazione a quella della critica radicale.
Nelle intenzioni dichiarate di Iannino, l'opera si distacca nettamente dai movimenti storici del Novecento:
Il rifiuto di Pop Art e Nouveau Réalisme nasce da motivi sostanziali;
contro la Pop Art di Warhol, concretamente inserita a pieno titolo nei
meccanismi tesaurizzanti e quindi della mercificazione dell’arte: Andy Warhol
isolava, moltiplicava e in qualche modo glorificava l'oggetto di consumo (come
la Coca-Cola o i barattoli di zuppa), rendendole icone immortali e accettando
la logica del mercato di massa.
E, contro il Nouveau Réalisme, perché, nonostante gli accumulatori e gli affichistes di quel movimento usassero i rifiuti della società industriale come "reperti archeologici" del presente, l'approccio restava spesso affascinato dalla texture urbana e dalla patina del tempo.
La tecnica
dell'aggraffatura (unione meccanica tramite ripiegatura, e pressione dei lembi tenuti
insieme dai punti delle graffette metalliche) e la violenza visiva dello
schiacciamento non serve a rendere gli imballaggi "belli" o
"pop", ma a compiere un'operazione anatomica, quasi chirurgica:
svuotamento; costruzione; e rimandi mnemonici.
Lo svuotamento (eviscerazione) degli scarti
riutilizzati dall'artista, simulacri del nostro quotidiano (il cibo
industriale, il collante universale) e li priva della loro funzione seduttiva.
Ridotti a involucri bidimensionali accartocciati, i marchi perdono la loro
patina pubblicitaria per mostrare la loro natura di residuo opprimente.
Ricollocarli in uno
spazio altro per conferire significazioni collaterali, assonanze in pochi
centimetri come appare nella costrizione dello spazio (49x64 cm): una misura
contenuta e rigorosa, i brand che dominano il mercato globale (Coca-Cola,
Ferrero/Kinder, Pattex) sono forzatamente stipati e compressi. Una densità
soffocante riflette come le dinamiche consumistiche abbiano colonizzato lo
spazio vitale, mentale e culturale dell'individuo moderno.
Il collasso dei riferimenti storici: Il
pacchetto "Atene" non è più una citazione culturale nostalgica o un
gioco visivo, ma l'esempio chiaro di come il marketing contemporaneo svuota di
significato la storia antica e la filosofia, riducendole a semplici etichette
commerciali per vendere un frollino.
L'opera di Mario Iannino non celebra il consumo e non si limita a registrarlo, ma ne denuncia il potere dominante e alienante attraverso la brutale compressione della materia pubblicitaria.
L'inserimento della dimensione storica e geografica della Magna Graecia arricchisce l'assemblaggio aggraffato di Mario Iannino di un profondo livello geopolitico e antropologico. Radicando l'analisi nella terra d'origine dell'artista (la Calabria, nucleo centrale della Magna Graecia), l'opera si trasforma in un ponte temporale che collega l'antico colonialismo marittimo greco con le odierne forme di colonizzazione culturale globale.
Il parallelismo dei flussi commerciali di ieri e oggi, le
migrazioni obbligate; comprensibili nella sovrapposizione visiva tra il marchio
globale (Coca-Cola) e il richiamo classico (i biscotti "Atene") apre
una riflessione critica sull'evoluzione dei commerci e delle rotte d'influenza:
Ieri (La rotta della Magna Graecia): Tra l'VIII e il VI
secolo a.C., le navi greche cariche di merci, idee e manufatti (soprattutto le
celebri ceramiche dipinte) approdavano sulle coste ioniche e tirreniche. Quello
scambio commerciale non era solo economico; trasferiva attivamente una cultura
dominante, una filosofia, una lingua e dei culti, plasmando l'identità dei
popoli indigeni attraverso un processo d’ibridazione culturale. Passando anche
dalla narrazione omerica che volle ambientare le gesta di Ulisse naufragato tra
gli scogli dello Jonio, che colonizzò con i suoi marinai la zona tra
Roccelletta di Borgia e Stalettì il territorio.
Oggi (Il neoliberismo globale), nell'opera di Iannino, i
"mercantili" moderni sono le multinazionali del consumo di massa
(Coca-Cola, Ferrero, Henkel/Pattex). I loro prodotti non viaggiano più via mare
per colonizzare territori fisici, ma penetrano capillarmente nei mercati locali
per colonizzare l'immaginario e i bisogni quotidiani, appiattendo le
specificità storiche in un'unica dinamica consumistica dominante.
L'eviscerazione e lo svuotamento del mito in un gesto.
Iannino esercita l'azione dello schiacciamento e
dell'aggraffatura proprio per denunciare come il mercato contemporaneo sfrutta
il prestigio culturale dell'antichità riducendolo a mero feticcio commerciale il
brand "Atene" come simulacro, Nell'antichità, la cultura greca si espandeva
anche grazie al valore intrinseco e artistico dei suoi beni (pensa ai vasi
apuli o lucani che riproducevano scene mitologiche o teatrali).
Oggi, la parola "Atene" è isolata e svuotata del
suo immenso valore storico: non evoca più la democrazia, la filosofia o il
legame trans-marittimo con la madrepatria ellenica, ma diventa semplicemente un
espediente grafico di marketing stampato su plastica per vendere un frollino
industriale.
La violenza
dell'aggraffatura determina l’effimero; bloccando gli involucri in uno spazio
compresso (49x64 cm), l'artista mette in scena il non senso tra la memoria
storica dei nostri territori e la spazzatura prodotta dai consumi quotidiani. I
resti della cultura classica sono schiacciati sotto il peso dell'industria
globale, esattamente come i territori della Magna Graecia subiscono spesso le
conseguenze dell'industrializzazione e dello sfruttamento economico contemporaneo.
L'opera, dunque, è un "reperto" di un nuovo mercato archeologico/mercantile.
Se i frammenti di anfore e vasi greci ritrovati negli scavi
della Magna Graecia ci raccontano la vita, i commerci e i miti di quel popolo,
l'assemblaggio di Mario Iannino si propone come un reperto archeologico del
presente.
Invece di celebrare l'oggetto (alla maniera della Pop Art),
Iannino mostra il "rifiuto" per denunciare come l'attuale rete di
scambi globali abbia sostituito il dialogo culturale con la pura sottomissione
economica, riducendo la millenaria storia del Mediterraneo a un caotico e
ammassato pubblicitario.

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