CAROSELLO

Realtà e poetica dei bisogni

 

Un flusso incessante d’immagini scorre ogni giorno sui nostri devices, dividendo la realtà in due mondi paralleli: da un lato il dramma della sopravvivenza globale, dall'altro la rassicurante routine dei nostri giorni e dei consumi. È esattamente in questa parentesi invisibile che s’inserisce "Traslazione" di Mario Iannino, un'opera dall’impatto forte che trasforma un comune cartone da imballaggio nello specchio critico della nostra indifferenza quotidiana.

 


-C’è un dramma che si consuma dietro il marketing e i codici a barre-

 

Nel flusso ininterrotto d’immagini che attraversa i nostri smartphone, i televisori e i cartelloni pubblicitari, tendiamo a separare nettamente la realtà in due categorie: da un lato la cronaca dei drammi mondiali, dall'altro la rassicurante routine dei nostri consumi quotidiani.

L’opera “Traslazione” dell’artista Mario Iannino – un lavoro materico e digitale insieme costruito sulla base materica di 63x43 centimetri, realizzato su cartone da imballaggio – si colloca esattamente nel punto di ricerca visiva atraverso un’operazione che fonde tecnologie informatiche, pittura e frammenti di scarto.

L'artista ci costringe a guardare come il nostro stile di vita occidentale si sovrapponga, quasi letteralmente, alle tragedie del resto del mondo.

Per comprendere questo saggio visivo non servono nozioni specialistiche, ma la disponibilità a seguire il percorso (la "traslazione", appunto) che l'autore compie prendendo a prestito lo scatto di un fotocronista e lo manipola inglobandolo nel dipinto materico iniziale e giunge alla narrazione finale.

È necessario, per comprendere appieno il concetto partire dalla Cronaca all'Arte e spendere qualche riga per spiegare la Tecnica della Traslazione Digitale.

L'opera è divisa in due sezioni ideali, collegate da una grande freccia orizzontale.

A sinistra troviamo il dato di partenza: una fotografia documentale che ritrae un momento di estrema vulnerabilità umana in una situazione mediorientale, in cui, donne col velo integrale, uomini e bambini attendono in fila davanti a un camion cisterna per ricevere il bene più prezioso e scarso: l'acqua potabile. È un'immagine di sopravvivenza primaria.

L'operazione artistica di Iannino comincia qui e si sviluppa in tre passaggi chiave:

- La Rimasterizzazione Digitale: L'immagine di cronaca non è semplicemente incollata, rielaborata al computer, modificata nei contrasti e stampata in semitrasparenza.

- La Stratificazione: Questo livello digitale è fuso con la pittura vera e propria (acrilici, vernici nei toni del blu e del verde) sul lato destro dell'opera. La foto della fila per l'acqua sbiadisce, diventa una presenza fantasma che s’intravede sotto la superficie del quadro.

- L'Uso del Cartone da Packaging: Come supporto fisico, l'artista sceglie un cartone da imballaggio industriale. Non una tela pregiata, ma un materiale povero, destinato al macero, che porta con sé le tracce, i tagli e le ruvidezze del trasporto merci. Il supporto stesso diventa parte del messaggio: l'arte accoglie lo scarto della società per farne riflessione.

- Il Cortocircuito dei Brand: per significare l’atto del Benessere lontano e che copre il Bisogno altrui.

Se nella parte sinistra dell'opera domina il bisogno della sussistenza, nella parte destra irrompe la nostra quotidianità commerciale.

Iannino incolla sulla superficie pittorica frammenti d’imballaggi reali di prodotti diffusissimi: il dentifricio Mentadent, i cereali Coco Pops, l'integratore intestinale Enterogermina, la lattina di Coca-Cola.

I marchi non sono scelti a caso. Rappresentano tre dei pilastri del benessere della società dei consumi che spinge e fa proseliti mirati.

Condensati e finalizzati alla cura del corpo e la salute, i marchi "Mentadent e Enterogermina" rimandano all'igiene, alla prevenzione medica standardizzata, insomma ad una salute scontata, per noi.

   E ancora, il nutrimento superficiale, il "Piacere" di e per chi sta bene, non per la necessità provocata dai morsi della fame degli ultimi ma lo "sfizio" succulento dei prodotti dell'industria alimentare dai marchi sponsorizzati come  "Coco Pops e Coca-Cola"; non cibo di sussistenza, dunque, ma prodotti legati al sapore, all'infanzia, allo svago e al marketing globale delle società opulente.

Il cuore concettuale dell'opera risiede nella sovrapposizione dei linguaggi. 

I loghi colorati della Coca-Cola o del dentifricio sono messi sopra l'immagine sfocata delle persone in coda per l'acqua. L'artista crea così un cortocircuito etico e visivo: i prodotti che usiamo per lavarci i denti o per fare colazione, coprono fisicamente il dramma di chi non ha l'essenziale per sopravvivere.

Ecco, vi presento i "Linguaggi Mutevoli" e lo Schermo della Comunicazione nella poetica e nella ricerca del lavoro di Mario Iannino s’inseriscono in una ricerca più ampia che l'autore definisce dei "Linguaggi mutevoli".

Nella nostra società, la comunicazione ha perso la sua purezza. 

Le notizie di una guerra o di una carestia ci arrivano intervallate da spot pubblicitari; lo stesso schermo che mostra un bombardamento, un secondo dopo mostra la pubblicità di un'auto o di uno snack.

In “Traslazione” i brand industriali perdono la loro funzione commerciale e si trasformano in elementi di "grafia". Le scritte standardizzate dei packaging sostituiscono i colpi di pennello dell'arte tradizionale. L'artista ci dimostra come i codici del marketing abbiano colonizzato non solo le nostre città, ma anche il nostro modo di percepire la realtà e il dolore altrui.

Il Quadro, ma qui dobbiamo cambiare aggettivo, perché parliamo di opere d’ingegno che prevalicano il concetto tradizionale di “quadro o pittura”. La dematerializzazione diventa uno specchio consapevole che riflette immagini dal riverbero amaro. Crudo. Reale!

L'opera di Mario Iannino, debitamente firmata e datata sul retro come un documento storico, non vuole essere un semplice esercizio di bellezza visiva. Al contrario, utilizza l'estetica del collage e della pittura digitale per sollevare una questione etica profonda.

“Traslazione” agisce come uno specchio critico della nostra epoca. 

Ci ricorda che, mentre consumiamo le merci confezionate diligentemente, protette nei cartoni da imballaggio e spedite alle grandi distribuzioni, esposte secondo logiche commerciali invitanti, sotto lo strato lucido della nostra quotidianità rapita dai colori dei prodotti continua a scorrere la corrente sotterranea e silenziosa della storia, densa di emergenze umane che troppo spesso preferiamo coprire o dimenticare con il colore e il sapore di un marchio famoso.

 

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