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Visualizzazione dei post con l'etichetta infanzia

CAROSELLO

con Salvatore Tomaselli va via una vita e altro

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Già, solitamente non si pensa. Il passato è una pagina chiusa ma sempre disponibile per la rilettura. È oggi è una di queste. La notizia della morte improvvisa di una persona che ha fatto la sua comparsa su via Schipani agli inizi degli anni settanta mi riporta indietro nel tempo. È per esattezza nel 1969. Dietro la via principale, nella parallela a strapiombo sul burrone, con una vista mozzafiato sul golfo, stavano sorgendo nuove costruzioni . La casa nel parco. Così l'avevano intitolata la nuova conurbazione catanzarese. Che faceva da corollario alla sezione dei distinti del glorioso stadio della città: il militare, in seguito stadio Nicola Ceravolo in onore del primo Presidentissimo che portò la squadra e i colori giallorosso in serie A. Salvatore veniva da Siano, se non erro. Era mio coetaneo, per cui legammo subito. Sempre sorridente e disponibile. Non c'erano ancora i centri commerciali e neppure i tra di magazzini come li conosciamo adesso. Era, insomma, tutt...

Il regalo

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  Il Regalo della Befana C’era una volta un bambino che non ricordava il volto di suo padre. Solo qualche scintilla nella memoria: una chitarra che cantava davanti al fuoco, due ginocchia forti che lo sollevavano come se volasse, e una sera che sembrava non finire mai.  

Incontri

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 Ci vedevamo in via Luigi Rossi  Finiti i compiti per casa, nel tardo pomeriggio, ci vedevamo in via Luigi Rossi, nella periferia a nord di Catanzaro con i compagni di scuola. Lì, nella campagna difronte al seminario S. pio X, il nuovo ospedale prendeva forma. Erano gli anni sessanta/settanta. Era il tempo dei primi amori. Degli sguardi lanciati da lontano. Era il tempo delle feste organizzate in casa tra coetanei e delle mamme attente, discrete gendarmi pronte a intervenire quando qualche burlone spegneva la luce mentre sul piatto del giradischi girava il fatidico lento.

Bambini, condizionati, influenzati o disinibiti?

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 Piccoli influencer crescono. I cosiddetti nativi digitali sono una forza! Le loro doti naturali si amplificano ma non conoscono i confini tra mondo virtuale e realtà. Perlomeno questo mi sembra di cogliere nel vederli all’azione sui social e con quanta dimestichezza usino i devices.

La befana al tempo dei nativi digitali

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  Tutto ebbe inizio il giorno in cui si rese conto che le pere, gli ortaggi e i cavoli non crescono nelle ceste dei mercati. E che gli amici animali non sono ologrammi che sbucano per magia dal fondo del tablet o dell'android ricevuti per il compleanno. Sammy non credeva più ai regali portati da babbo natale e dalla befana quindi non scriveva letterine ma parlava col padre e la madre e poi replicava ai nonni i desideri che avrebbe voluto si concretizzassero sotto l'albero di natale. Anche se con la sorellina, più piccola di qualche anno, teneva ancora in vita la magia delle notti in cui si realizzano i sogni. Lo faceva per compiacere gli adulti. Certa che quel suo far finta di credere ancora alle favole avvalorasse tradizioni e rinsaldasse legami atavici con la società che nel frattempo aveva trasformato i simboli in merchandising. A volte i grandi sono complicati! Si allarmano appena realizzano che i piccoli stanno uscendo da quello stato di grazia ch'è l'infanzia ...

Come nelle favole

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  Anche quest'anno la comunità cristiana celebra la nascita del Bambinello. Fin da bambini abbiamo atteso questo evento forse eccitati più dai doni che avremmo trovato al risveglio ai piedi del letto o sul comodino che dal significato dell'avvento del Salvatore. "come nelle favole"

Imparare i mestieri è un'attività costruttiva

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  E ora che facciamo nonna? Che vuoi fare Cecilia? Mi insegni a cucire! Cecilia è una bambina molto attiva, come tutte quelle della sua stessa età d'altronde. Non sta mai ferma e deve trovare sempre qualcosa da fare. Qualcosa che la coinvolga e le faccia trascorrere il tempo in maniera fruttuosa. Non è il risultato finale che la spinge a fare tesoro delle cose nuove ma l'impegno che serve per apprenderle.

hanno rubato l'infanzia al piccolo genio dell'arte

Gli hanno rubato l’infanzia. A sette anni, Kieron Williamson, di Holt (Gran Bretagna) è stato definito un piccolo genio dell'arte. Il ragazzino, figlio di un commerciante d'arte, ha venduto sedici dei suoi dipinti ad olio, acquarelli e pastelli per 17.000 sterline in un tempo record: 14 minuti. Gli acquirenti, come rivela il Daily Mail, arrivano da paesi lontani come Canda e Giappone. I dipinti del bambino prodigio sono stati venduti al prezzo di circa 1.000 sterline ciascuno. Precedentemente, Kieron aveva venduto diciannove opere per 14.000 sterline. "L'ultimo artista bambino in questo campo - ha detto Adrian Hill, della galleria d'arte in cui è avvenuta l'esposizione dei dipinti di Kieron - è stato Picasso". Oggi è apparsa questa notizia sul web e il primo canale della rai tv ha gridato al miracolo. Come al solito, la notizia verte principalmente sull’affare, il business come dicono gli americani. È sconcertante! Ma a qualcuno è venuto il dubbio che poss...

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Curiamo con amore e attenzione i temi cari al nostro blog incentrati su metodologie, analisi sociali, culturali, ambientali e politiche — "A ore 12" è Passione e Bellezza

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