Politici, da padroni a servitori
Storia d'italia, costume e società.
Dall’autonomia differenziata alla ghettizzazione
L'interconnessione tra Autonomia differenziata e sanità regionale rappresenta la perfetta chiusura del cerchio logico aperto dal Laurismo e dal familismo amorale. Oggi, nel 2026, questa convergenza non è più un'ipotesi teorica, ma il terreno concreto su cui si sta ridefinendo il rapporto tra cittadino, territorio e potere politico in Italia.
La sanità, che già assorbe in media l'80% dei bilanci delle Regioni, diventa con la riforma dell'Autonomia (Legge Calderoli) la macro-materia in cui il diritto universale alla salute rischia di trasformarsi definitivamente in un privilegio geografico, istituzionalizzando quel "familismo territoriale" di cui parlavamo.
Ecco come le logiche del clientelismo e della frammentazione
sociale si applicano a questo binomio:
· La
Sanità Regionale come moderno "Ufficio di Collocamento" clientelare
Prima di vedere l'impatto dell'Autonomia, bisogna
comprendere cosa sia diventata la sanità nelle Regioni italiane (soprattutto,
ma non solo, nel Mezzogiorno) negli ultimi trent'anni. Sostituendo la vecchia
Cassa per il Mezzogiorno e i grandi appalti stile Irpinia '80, la sanità è oggi
il più grande centro di spesa e di potere locale.
La moltiplicazione delle nomine:
Direttori generali delle ASL, direttori sanitari, primari.
Sebbene esistano albi nazionali e selezioni, la scelta finale spetta alla
politica regionale (la Giunta e il Governatore).
Questo meccanismo crea una catena di fedeltà verticistica in
una sorta di gioco infinito e indissolubile.
Il politico nomina il manager, il manager gestisce il
personale e i contratti con i privati accreditati, e il personale (e le
cliniche private) garantisce pacchetti di voti alle elezioni regionali.
Il privato accreditato come "nuovo datore di
lavoro", in molte regioni del Sud, e il progressivo depauperamento degli
ospedali pubblici ha spalancato le porte ai centri privati convenzionati.
Questi centri vivono di fondi pubblici ma assumono con logiche privatistiche i
dipendenti e collaboratori. Diventano così i moderni intermediari del consenso:
la promessa di un posto di lavoro in una clinica convenzionata è l'esatta
evoluzione della "scarpa" di Achille Lauro.
L'Autonomia Differenziata: La secessione dei ricchi e la cristallizzazione del divario
L'attuazione dell'Autonomia differenziata inserisce un
acceleratore formidabile in questo sistema. Permettendo alle Regioni più
ricche (come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) di trattenere una parte del
gettito fiscale generato sul proprio territorio per finanziare le proprie
competenze (inclusa la gestione del personale sanitario o la spesa per
investimenti), si scardina il principio di solidarietà nazionale.
Il nodo dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni):
La legge prevede che lo Stato definisca i LEP prima di concedere l'autonomia,
per garantire standard minimi uguali per tutti.
Tuttavia, finanziare i LEP al Sud richiederebbe miliardi
di euro che lo Stato non ha. Il rischio reale è che si fotografino i divari
esistenti: chi ha già ospedali efficienti potrà potenziarli (offrendo stipendi
più alti ai medici per attrarli dal Sud), chi è in deficit rimarrà indietro.
Apriamo così un’altra parentesi.
Il "Tribalismo Territoriale": Se il
familismo amorale di Banfield spingeva l'individuo a curare solo il proprio
nucleo familiare a scapito del vicino, l'Autonomia differenziata applica lo
stesso principio su scala macro-regionale.
Il cittadino del Nord tenderà a difendere egoisticamente la
superiorità della propria sanità regionale ("le mie tasse restano
qui"), disinteressandosi del collasso degli ospedali calabresi o campani. Anche
se, com’è risaputo, i pazienti del sud sono costretti a curarsi negli ospedali,
anche privati, del nord, quindi Lombardia, Emilia etc. e, secondo i criteri sul
diritto alla salute, le degenze sono pagate dalle regioni di provenienza degli
ammalati. Quindi del sud!
La connessione logica: Come l'Autonomia amplifica il clientelismo sanitario al Sud
Se una Regione del Sud vede ridursi (o non aumentare) le risorse statali a causa dell'Autonomia, e contemporaneamente subisce la "fuga" di medici e infermieri verso le regioni settentrionali che offrono contratti migliori (grazie alla contrattazione integrativa regionale consentita dall'autonomia), cosa succede alla sanità locale?
Si innesca una gestione politica della scarsità:
- La sanità delle deroghe e dei favori: Quando le
liste d'attesa per una mammografia o una tac superano l'anno, saltare la fila o
ottenere un ricovero non è più un diritto garantito dalla tessera sanitaria, ma
diventa un favore da chiedere al politico locale, al consigliere regionale o al
primario amico.
La salute si trasforma nella "scarpa destra" che
ti viene consegnata solo se conosci qualcuno o se dimostri fedeltà al sistema
di potere locale.
- Il ricatto del "Turismo Sanitario":
I cittadini del Sud, come già detto, sono sempre più
costretti a viaggiare al Nord per curarsi (un flusso che vale miliardi di euro
e che ironicamente arricchisce ulteriormente le casse delle regioni del Nord).
Il governatore del
Sud utilizzerà questa emergenza per giustificare l'inefficienza e
per stringere accordi discrezionali con i privati locali, alimentando il
circuito clientelare descritto nel punto precedente.
In conclusione si passa dal Laurismo all'Egoismo Territoriale
Elementi di sintesi e analisi - Il Laurismo (1952) -Il Terremoto (1980) - L'Autonomia & Sanità (2026) :
- - La Risorsa Scambiata - Scarpe, pasta, contanti privati. - Fondi pubblici per la ricostruzione. -Accesso alle cure, posti nei laboratori, nomine ASL.
- - Il Livello del Familismo - Familismo individuale / di quartiere. - Familismo di clan (politico-imprenditoriale). - Familismo istituzionale e territoriale (Regionalismo).
- - Il Ruolo dello Stato -| Assente e sostituito dal monarca benefattore. - Distributore inefficiente a pioggia per mantenere la pace sociale. - Frammentato. Abdica al ruolo di garante universale dei diritti.
Se Achille Lauro comprava il consenso sfruttando la fame,
oggi il sistema politico-istituzionale rischia di governare il consenso
sfruttando la paura della malattia e della morte.
L'Autonomia differenziata, privando il sistema sanitario dei
meccanismi di redistribuzione nazionale, non fa altro che legittimare il
divario: chi nasce in una regione ricca ha il diritto alla salute garantito
dallo Stato; chi nasce in una regione povera deve tornare ad affidarsi alla
rete familiare, al mercato privato o, nel peggiore dei casi, alla mediazione
clientelare del politico di turno per ottenere ciò che la Costituzione
definirebbe un diritto inalienabile.
Siamo arrivati alla fine di questo lungo percorso storico e
sociologico. Ci sarebbe ancora tanto da dire e disaminare sugli aspetti
normativi attuali (come i decreti sui LEP) o qualche caso di cronaca politica
regionale ma, è meglio stendere un velo pietoso e sperare nella bontà e nella
bellezza di quanti credono che la Politica sia una pratica da “servire” alla
collettività. Farsi servi per migliorare le coscienze oltre che l’armonia e la
tutela fisica dei deboli.
