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CAROSELLO

Ferite che ancora sanguinano

  Franco Cimino QUELLA RENAULT QUATTRO ROSSA, TESTIMONE DI UNA STORIA DRAMMATICA ANCORA APERTA. ANCHE SULLA VITA DI UN UOMO CHE ANCORA VIVE. PER LA LIBERTÀ E LA DIGNITÀ DELLA VITA  Alla stazione di Bologna, nella piccola area in cui una volta c’era la sala d’attesa di seconda classe, si vede un’enorme buca, ben delimitata e protetta. Se passi da quella stazione la puoi vedere.

Gli errori storici non si esorcizzano con la censura

Immagine
 Abbiamo al pettine nodi grossissimi. Molto più grossi e ingombranti di una fotografia appesa nella sala di Palazzo Piacentini, sede del ministero dello sviluppo Economico. Eppure certa bigotteria politica pseudo intellettuale grida allo scandalo! Ma si può essere più ottusi di così?

inquietante gaffe di Andreotti nel ricordo di G. Ambrosoli

L’inquietante gaffe di Andreotti. È raccapricciante sentire commenti che giustificano l’uccisione di un professionista serio. un omicidio commissionato dai poteri grigi per chiudere indagini dannose per la malafinanza organizzata. Un professionista che svolge il lavoro assegnatogli, per giunta da organismi statali, in maniera deontologicamente irreprensibile, senza guardare in faccia nessuno, valutando i fatti secondo i criteri legislativi in atto nello Stato italiano. Eppure, qualcuno, nel commentare dopo quasi 30 anni i fatti oscuri legati alla figura di Sindona, liquida con un motto romanesco l’uccisione di un uomo: “In termini romaneschi, se l'andava cercando”. Ma la cosa grave consiste nel fatto che a pronunciare queste parole, è un senatore a vita, un politico che ha governato l’Italia per moltissime legislature e che è stato all’ombra del potere da quando è nata la Repubblica: Giulio Andreotti! Il quale, dichiara, subito dopo, di essere stato frainteso. Come si può fr...

per uscire dalle incertezze e dare fiducia agli italiani

Le radici elitarie della politica italiana continuano a far germogliare ceppi d’idee ancorate nell’ideologia della destra aristocratica che da sempre ha governato l’Italia. La classe dirigente, formatasi dopo la caduta della monarchia, assume l’eredità strategica dei governi succedutesi nel regno d’Italia e, ancora oggi, nonostante i notevoli progressi democratici, non si discosta molto dai fini dello stato liberale governato dai voti provenienti dal patriziato e dalla borghesia che, fino al 1880 non superò il 5% della popolazione. Infatti, fino a quel tempo, l’elettorato attivo era composto dai maschi con più di 25 anni con un reddito che consentiva loro di pagare almeno 40 lire d’imposte dirette e che sapessero leggere e scrivere. Vincoli abbassati col governo Depretis che rivede i criteri e abbassa l’età per gli aventi diritto al voto da 25 a 21 anni e riduce a 19 lire il censo, ma tutti gli elettori devono possedere la licenza della seconda elementare. La riduzione generalizzata...

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La creatività è femmina

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