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Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

La Certezza della morte e

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L'illusione dei confini  I numeri hanno un potere strano: standardizzano il dolore e anestetizzano le coscienze.  Sessantamila è un dato statistico, un titolo di telegiornale, un rigo su un rapporto internazionale.  Ma dietro la freddezza di quella cifra si nasconde il battito accelerato di migliaia di cuori pronti a tutto pur di sopravvivere.  Chi guarda a Ceuta come a una fortezza violata dimentica che nessun muro è abbastanza alto da fermare la fame, e nessun mare è abbastanza profondo da spaventare chi ha già perso tutto.  Il vero confine non è quello tracciato dal filo spinato, ma quello invisibile che separa la nostra indifferenza dalla loro disperazione.

BENVENUTO DON MIMMO

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Di Franco Cimino   BENVENUTO DON MIMMO,  FACCI UNA LEZIONE SULLA POLITICA E INSEGNACI IL VALORE DELLA CITTÀ  E sei arrivato già, amico mio! Ti aspettavamo da prima. Credevamo venissi dopo. Temevamo che non venissi più. E invece sei qui, nell’altra tua città, la terza di quelle che della tua terra hai amato e nelle quali sei vissuto, in ciascuna di esse donando pienamente una parte della tua vita. Tre vite che la missione che hai scelto ha tenuto sempre insieme collegandole senza soluzione di continuità. In una sola grande vita. Satriano è la prima, come Catanzaro che non è la terza, come non lo è Squillace dove ti recherai qualche giorno dopo di noi. Ciascuna di queste ti ha donato tanto, ciascuna segnando il tuo cammino fino a quello di vederti partire “per sempre” da noi.  E adesso sei qui ad insegnarci che la terra in cui si è nati e nella quale restano radici profonde e incancellabili, la terra che ci attende e paziente aspetta di vederci tornare, non ha ...

Nel ventre della tempesta: fede, fragilità e responsabilità collettiva

 Facciamo i duri, ma quando la paura ci stringe la gola e il pericolo diventa reale, ogni corazza si incrina. In quell’istante sospeso, il pensiero corre dove può: verso l’irrazionale, verso la fede, verso qualsiasi appiglio possa trasformare il terrore in speranza.

Perché?

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 di Franco Cimino  GAZA, LO STERMINO DI UN’INTERA FAMIGLIA, BARBARIE NELLA BARBARIE. E QUEL NUOVO AEREO ITALIANO ATTERRATO PIENO DI DOLORE A CIAMPINO

NON IN MIO NOME!

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  NON IN MIO NOME! Ragion di stato. Alcune nefandezze si giustificano in nome del popolo e degli interessi nazionali. Donne e uomini scaltri posizionati nelle differenti coalizioni, non so se turandosi ill naso gli orecchi ed aprendo spropositatamente la bocca, si trincerano dietro questa formula.

Pace nelle menti

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  Nelle zone di guerra le popolazioni umiliate muoiono anche per indigenza e fame. Noi che viviamo lontani dagli orrori altrui sprechiamo il tempo impegnando risorse in giochi di società. Stancamente, sospinti da onde emotive, al massimo sussurriamo un augurio, e i più devoti credenti pregano quel bambino venuto al mondo tanti anni addietro per amore.

Catanzaro, aggiungi un posto a tavola

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  Mille posti. Cento euro a sedia fanno centomila euro.   La cena all'aperto organizzata nel centro di Catanzaro, nonostante il maltempo, è riuscita benissimo! Mille benefattori!   Mille commensali seduti allegramente all’addiaccio hanno aderito all'iniziativa benefica.

No War

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  "Una locandina x la pace" Non esiste una guerra giusta! Ma la sacrosanta veemenza derivante dall'autodeterminazione dei popoli per la difesa dei propri valori a tutela dei diritti civili di democrazia e libertà è la giusta azione contro ogni belligeranza.  Negoziare non è una resa. 

Immigrazione, la visione di Giorgia

  Emigrazione legale. Nella prima uscita pubblica del 2024 Giorgia Meloni ha espresso le sue teorie su alcune problematiche attuali. Non mi soffermo sul modello politico e sull'etica degli esponenti che compongono la squadra di governo, sarebbe come parlare di aria fritta o più semplicemente perdere tempo con chi non vuole intendere altro perché convinta di operare bene nonostante le figure di mer en dina accumulate.

L'altra metà

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  Mitizzare qualcuno o qualcosa. A volte capita. Ma ammettere che certe persone siano predisposte, forse perché differenti per educazione, cultura e sensibilità rispetto ad altri che operano nello stesso campo, è giusto. Non è testimoniando i pregi che si mitizza qualcuno o qualcosa. Le differenze, semmai, saranno setacciate nelle pieghe del tempo investigando tra i pensieri e le azioni tempestive date all'uopo. Analizzare, con onestà, i problemi risolti restando in equilibrio sul filo della ragione che scandaglia i fatti e non dell' ipotetico potenzialmente ovvio in cui si scivola per “conseguenza” nell'imminenza smania risolutiva. Di certo non si richiedono doti di super eroi a quanti svolgono funzioni pubbliche. Ma coerenza! Persone chiamate per essere guide, maestri di vita quali docenti, ministri, deputati, artisti e gente della cultura devono essere d'esempio. 

Opportunità negate

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  Ho visto un bimbo piangere. davanti al totem delle leccornie.  Ho visto uno, due, tanti troppi bambini fare i capricci al supermercato . Bambini fortunati nati nella società dell'opulenza pilotata. Bambini vezzeggiati  strattonare le mani delle mamme.   E mamme estremamente deboli cedere alla vemenza dei figli.

Noi fortunati occidentali che abbiamo tutto o quasi

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  È la voglia di vivere che spinge a superare le sfide che si presentano di volta in volta davanti a ognuno di noi. Alcuni eventi sono connaturati con l'ambiente circostante e ci si sente più o meno fortunati in base alla latitudine geografica in cui si è nati.

Destinazione morte certa

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  Frenare. Arginare. Bloccare. Impedire le partenze. Questi i principi recitati come un mantra dai politici in merito al dramma umano dei disperati partiti dalla Turchia naufragati e morti davanti alla costa calabrese.

Migranti, la solidarietà della città di Catanzaro

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  Catanzaro, Palacorvo, fase di smistamento dei migranti. Migranti sbarcati al porto di Catanzaro Lido . Si tratta di uomini in prevalenza originari di Sudan, Egitto e Siria. Dopo l’identificazione delle 448 persone giunte a Catanzaro a bordo di un barcone arrivato sin all’imboccatura del porto del quartiere Lido, le forze dell'ordine hanno provveduto al trasferimento in strutture di accoglienza sul territorio calabrese. I giovani sono stati presi in carico dal settore politiche sociali del Comune di Catanzaro e, sotto la regia della Prefettura, collocati nelle strutture d'accoglienza all’interno del palazzetto dello sport del quartiere Corvo. La macchina organizzativa solidale ha cambiato il volto usuale del palazzetto: Brandine, messe a disposizione dalla Protezione civile, servizi igienici e spazi organizzati per consentire la massima sicurezza delle persone hanno cambiato repentinamente l'aspetto del palazzeto dello sport del quartiere corvo. Tantissimi i volonta...

Buone maniere e cultura dell'accoglienza

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Quando le parole uccidono. "courtesy AssIannino" Sarà lo stress indotto dalle restrizioni per contenere la diffusione della pandemia o l'eccessiva indulgenza nei confronti dei figli che genera incomprensioni? E gioca un ruolo fondamentale nel ménage familiare? Qualsiasi cosa si dica o faccia è inappropriato. Parenti, amici o semplici conoscenti non sai più qual è la cosa giusta e cosa sia opportuno dire e fare. Un tempo c'era il timore e forse un po' di rispetto nei confronti degli anziani, dei più grandi d'età, ma adesso non si capisce niente. Il “tu” è naturale come il “ciao” quando s'incontra qualcuno. Estranei ma anche conoscenti senza nessuna affinità e men che meno confidenzialità sembrano ignorare i minimi criteri della buona educazione. Ne ho sentite di frasi velenose ma questa mi mancava: la violenza verbale di figli e genitori che si urlano contro lanciandosi accuse è andata in scena. Le parole sono volate. Hanno raggiunto la strada e i...

Onestà intellettuale

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L'imbarbarimento è totale! Tocca ogni settore sociale. Non solo la politica. Basta aprire una qualsiasi piazza virtuale per rendersene conto. Le frasi di contrapposizione eleganti non si contano e i francesismi abbondano. Si estrapolano parole dal contesto che esprime ben altro allo scopo di smerdare gli avversari. In Calabria e a Catanzaro nello specifico ci si conosce bene o male tutti. Più male che bene perché le considerazioni sono sempre di parte e strumentalmente tendono a delegittimare chiunque pensi che sia nel campo avverso. Capita spesso di esternare analisi in totale buona fede, con la sola intenzione di apportare una visione differente ma costruttiva del problema o de problemi. Ineluttabilmente le parole dette sono fraintese volutamente. E con una buona dose di cattiveria sono sovvertite. In pochi analizzano e cercano la verità. L'essenza del concetto esternato con l'intenzione di proporre in positivo un evento sociale. È questione di cultura non di retori...

Catanzaro, pineta Giovino e lungomare

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Al di là delle intenzioni personali. Opportunismi a parte. Guardo all'operazione “ Giovino ” e quindi alla riqualificazione della pineta e del nuovo lungomare di Catanzaro Lido con positività. Quella parte di costa lasciata alla mercé di chiunque per troppo tempo adesso ha un valore urbanistico ben definito. La pineta è arredata di cassonetti per la differenziata; vi sono tracciati delimitati da steccati che conducono a zone adibite per il ristoro, sosta e picnic. E di fronte, lato mare, ovviamente una miriade di stabilimenti balneari. Qualcuno sta allerta per paura dei soliti furbetti attenti a fare business disattendendo la salvaguardia dell'ambiente e il rispetto delle regole civili. Un po' di sana attenzione non guasta. Perché è risaputo: c'è sempre chi guarda solo al proprio ombelico piuttosto che agli interessi della collettività. Non per questo si deve guardare con diffidenza ogni intenzione “politica” che tiene sotto i riflettori l'area “Giovi...

il gioco delle parti

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Scacchi. Carte. Monopoli e altri giochi di società utilizzati per svago ma anche per guadagnare qualche soldo sono alla portata di chiunque. Altro, invece, è il gioco delle parti messo in campo dai potentati economici che si servono di lobbisti e gente impegnata nelle diverse attività umane al fine di trarre i più alti benefici dal commercio e dallo sfruttamento delle risorse che fanno aumentare i conti in banca. L'industria delle armi è un classico consolidato. Mentre, Ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie per trarre profitto dalle energie alternative è la novità del momento come pure l'E-commerce che sembra essere terra di confine. Nel gioco delle parti, si sa, ognuno cerca di tirare l'acqua al proprio mulino escogitando escamotage che a volte rasentano i limiti della legalità. E se la legalità, secondo le leggi fatte dall'uomo, può essere aggirata o messa in un angolo dalla scaltra maestria di taluni, l'Etica no! Il fattore morale non può es...

chi ha paura del migrante?

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Quando il bisogno primario è impellente il resto è irrilevante. Dove per bisogno primario s'intende la necessità di sopravvivere, la sopravvivenza impone atti estremi che esulano dalle farneticanti teorie sovraniste e spocchiosi nazionalismi urlati nelle piazze e cavalcati per scopi elettorali. L'unione degli stati europei è, citando le parole del presidente Mattarella, il più bel sogno che abbiamo potuto realizzare negli ultimi anni. È vero, si deve fare meglio questa unione. Si deve valorizzare e attuare il concetto di solidarietà per una società più equa. Una società composta da persone e non metta al primo posto nella scala dei valori i mercati e l'economia in generale. Una unione d'intenti che, oltre ad abbattere i confini geografici, abbatta con determinazione le disparità sociali tra i popoli e sappia accogliere quanti necessitano di una mano tesa per riuscire a sopravvivere e tirarsi fuori dall'inferno delle guerre e dagli interessi dei grandi s...

al Presidente Sergio Mattarella

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Sembra che la storia si ripeta. C'è stato un altro trascinatore di popolo che portò l'Italia alla seconda guerra mondiale. Invase l'Etiopia. Promulgò le leggi razziali. Inneggiò all'italianità e mise in ginocchio le classi deboli che lo seguirono ammaliati dalla sua oratoria e dal piglio deciso. Diceva di proteggere i deboli e le famiglie. Convinceva a fare figli per la patria. Induceva la gente a denunciare i “nemici della patria”. Insomma fece tesoro delle paure dei deboli che non conoscevano pace ed erano soggiogati dalla povertà, costretti al duro lavoro dei campi e delle miniere senza speranza per un futuro migliore. Seppe, non c'è dubbio alcuno, fare leva sulle esigenze primarie dei singoli e, peggio, sui nuclei familiari che si passavano, quando andava bene, i vestiti dal più grande all'ultimo nato. La giacca del padre si trasformava in cappottini per i piccoli. Il “vancale” delle donne anziane poteva essere riciclato in mantelle per i piccoli. ...

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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