No tassa di circolazione per il 2027
Non lo nego. Appena appreso la notizia ho guardato se la mia
auto rientra nel decreto legge. Rientra. È sotto i 60kw. Poi vado oltre. È una
misura temporanea. Riguarda solo il 2027. Perché? Mi chiedo.
Semplice è l'anno delle elezioni politiche.
-Il "Bonus Elettorale" a Quattro e Due Ruote e la Tempesta Perfetta del 2027-
C’è un momento preciso in cui la grammatica della finanza pubblica smette di rispondere alle leggi dell'aritmetica e si piega interamente alle leggi della propaganda.
Quel momento coincide, con chirurgica puntualità, con la
vigilia delle elezioni politiche.
Il decreto legge approvato oggi, 16 settembre 2026, dal Consiglio dei Ministri, che introduce l’esenzione del bollo auto per il solo anno 2027 per i veicoli di potenza inferiore agli 80 kW (soglia in cui rientra ampiamente il parco macchine utilitarie sotto i 60 kW), non è un’operazione di equità fiscale.
È un caso di scuola di “Ciclo Politico Economico” applicato in purezza.
I fatti non concedono sconti alla retorica governativa:
L'agevolazione copre esclusivamente i versamenti con scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Guarda caso, l'esatto anno in cui i cittadini saranno chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento.
Dal 1° gennaio 2028, salvo improbabili miracoli sui saldi di
bilancio, la tassa di proprietà regionale tornerà a bussare regolarmente alla
cassa.
Il miraggio della gratuità è servito! Quanti si porranno domande e quanti dimenticheranno le promesse mancate e disattese?
Finanziare una
cambiale da oltre 2,3 miliardi di euro per un solo anno solare significa
sottrarre risorse strutturali che avrebbero potuto finanziare sanità o
trasporti pubblici sul lungo periodo. Si sceglie invece il dividendo immediato,
monetizzando il consenso di circa 14,5 milioni di automobilisti (il 70% del
parco circolante).
L'elettore si siede al volante nel 2027 risparmiando qualche
centinaio di euro, grato per il sollievo temporaneo. Ma la letteratura
economica (da Nordhaus a Rogoff) dimostra come queste "esenzioni a
scadenza" creino un implicito ricatto cognitivo: la promessa sottintesa
che il rinnovo del bonus dipenda dalla riconferma della maggioranza uscente.
Siamo di fronte a una finanza d’azzardo che scommette sulla memoria corta dell'elettorato.
Si distribuiscono benefici tangibili e immediati prima del
voto, sapendo che i costi reali – sotto forma di tagli lineari o rialzi fiscali
futuri per coprire il buco miliardario generato nei bilanci regionali –
verranno scaricati nel 2028, a urne ormai chiuse e a poltrone già assegnate.
L’auto sotto i 60 kW, e tutti i motocicli, che oggi
beneficiano del decreto non è il simbolo di uno Stato che va incontro alle
fasce medio-basse, ma l'ennesima conferma di come il bilancio pubblico italiano
continui ad essere utilizzato come un gigantesco comitato elettorale a spese
dei contribuenti.