Italia, sistema elettorale e lobby
Di cosa
parliamo oggi?
La nostra democrazia sta vivendo tre grandi problemi che, messi insieme, rischiano di svuotare il valore del nostro voto e di dividerci.
Pertanto parleremo di come i partiti scelgono i politici al
posto nostro, di come i soldi dei grandi gruppi contano più della voce dei
cittadini e di come l'autonomia delle regioni rischia di spaccare l'Italia,
creando malati e studenti di serie A e di serie B.
-- Il problema
delle "liste bloccate": quando il voto diventa una farsa—
La nostra Costituzione dice che il potere appartiene al popolo. Ma cosa succede quando andiamo a votare con le "liste bloccate" o i capilista blindati?
Succede che noi non scegliamo la persona, ma solo il simbolo
del partito. I nomi di chi entrerà in Parlamento sono già stati decisi a
tavolino dai leader politici nelle loro stanze segrete. Il nostro voto diventa
una semplice "firma" su una scelta fatta da altri.
- La conseguenza sui politici: Se un parlamentare sa
che per essere ricandidato deve obbedire ciecamente al capo del suo partito (e
non ai cittadini che lo hanno votato), farà solo quello che gli dice il capo.
La fedeltà al partito diventa più importante dell'onestà verso i cittadini.
-- Le grandi lobby: quando i soldi contano più dei voti--
In teoria, in democrazia, il voto di un operaio o di un
disoccupato vale esattamente quanto quello del miliardario più ricco del Paese.
Nella realtà, purtroppo, non è così.
I grandi gruppi finanziari, le grandi industrie o i colossi
del web (le cosiddette lobby) hanno un potere enorme: possono finanziare le
campagne elettorali, controllano i telegiornali e i giornali, e hanno un
accesso diretto ai ministri.
-La conseguenza sulla nostra vita: Quando una legge viene
scritta per fare un favore a una grande banca o a una multinazionale, anziché
per aiutare i cittadini, il Parlamento smette di fare l'interesse di tutti. Il
rischio è che la democrazia diventi solo una facciata: noi votiamo, ma chi ha i
soldi decide le regole del gioco.
-- L'autonomia differenziata: l'Italia divisa per "codice postale"--
L'Italia è una e indivisibile, e la Costituzione dice che lo
Stato deve garantire a tutti gli stessi diritti e rimuovere le disuguaglianze.
L'idea di dare alle regioni un'autonomia esagerata (l'autonomia differenziata)
rischia però di rompere questo patto.
Se ogni regione trattiene le proprie tasse e decide da sola sulla sanità, sulla scuola e sui trasporti, le regioni più ricche avranno ospedali e scuole eccellenti, mentre quelle più povere rimarranno indietro.
- La conseguenza sulla nostra salute e sul futuro: I tuoi
diritti fondamentali non dovrebbero dipendere da dove sei nato o da dove vivi.
Non è giusto che un malato oncologico o uno studente abbiano cure peggiori o
scuole fatiscenti solo perché vivono in una regione piuttosto che in un'altra.
Questo distrugge l'idea stessa di essere un unico popolo.
In conclusione:
Se mettiamo insieme questi tre elementi, il quadro è
preoccupante: i partiti decidono chi sale al potere, i grandi patrimoni
decidono cosa deve fare chi è al potere, e il territorio in cui vivi decide
quali diritti ti spettano.
Per questo difendere la Costituzione non è un dibattito da
professori universitari, ma una necessità quotidiana: significa difendere il
nostro diritto di scegliere, di essere ascoltati e di essere curati tutti allo
stesso modo.