Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Quanto vale una vita

 IL COSTO DI UN’ASPIRINA. ---MORIRE DI BANALITÀ NEL SILENZIO del mondo iperconnesso---

“…l'altro, lontano da me. da me che ho il privilegio di potermi curare, fintantoché ho la forza e la possibilità di un conto in banca, e chiuso sul mio ombelico non penso alle pene altrui di quelle moltitudini di bambini che muoiono per fame e mancanza di una aspirina, non conosco le pene di una mamma che piange sullo scheletrico figlio che sta spegnendosi lentamente.”.

-Dalla fotografia sociale al fotomontaggio digitale: la denuncia visiva di un mondo sintonizzato sulle frequenze dell'egoismo-

RADIO INDIFFERENZA: SE IL DOLORE DI UN BAMBINO TRASMETTE SU UN ALTRO CANALE

 


Le parole descrivono con profonda e cruda lucidità il contrasto tra il privilegio della cura e la tragedia quotidiana di chi è privato anche dei beni sanitari più elementari.

L'immagine amplifica visivamente questa riflessione attraverso una composizione complessa e stratificata:

 

·       I bambini al centro: Simboleggiano la sofferenza e l'attesa. Il bambino con la maglietta verde, rannicchiato e con la testa tra le braccia, incarna l'abbandono e il dolore silenzioso delle "moltitudini di bambini" a cui facciamo riferimento.

 

·       Le scatole di medicinali: Elementi capovolti e frammentati (come le confezioni farmaceutiche con codici a barre) circondano le figure umane. Rappresentano la burocratizzazione, l'inaccessibilità o il paradosso di farmaci d’automedicazione (l'aspirina e altri farmaci da banco) che esistono nel mondo ma non raggiungono chi ne ha disperato bisogno.

 

 

·       La vecchia radio d'epoca (modello eea): Sullo sfondo, con la sua scala delle frequenze e i nomi delle città (come Monte Carlo), evoca una distanza temporale e geografica. Suggerisce l'idea di un mondo che "trasmette" notizie o vive la sua normalità (il benessere del passato o dell'occidente), mentre la tragedia si consuma su un altro canale, ignorata.

 

·       I forti contrasti cromatici: La netta divisione tra il fondo rosso acceso e le tonalità scure della scrivania accentua la spaccatura sociale ed emotiva tra "noi" (chiusi sul proprio ombelico) e "l'altro" (lontano e dimenticato).

 

L’opera condivisa è un esempio immediato di come l'arte digitale contemporanea possa ereditare e trasformare il mandato etico della fotografia sociale.

L'autore dell'opera, l'artista calabrese Mario Iannino è noto per le sue sperimentazioni visive incentrate sulla complessità della comunicazione e sui contrasti della società moderna. Attraverso questa manipolazione digitale, Iannino unisce la denuncia storica alla scomposizione grafica.

La fotografia sociale nasce alla fine del XIX secolo con l'intento di documentare le disuguaglianze e spingere a riforme politiche.

·       Le origini: Pionieri come Jacob Riis e Lewis Hine documentarono lo sfruttamento minorile e la povertà negli slum di New York, usando la macchina fotografica come un'arma di denuncia.

·       La consacrazione: Durante la Grande Depressione degli anni '30, la Farm Security Administration (FSA) americana finanziò fotografi come Dorothea Lange (autrice di Migrant Mother) e Walker Evans per raccontare la crisi delle aree rurali.

·       L'evoluzione concettuale: Nel secondo dopoguerra, il fotogiornalismo umanista (da Henri Cartier-Bresson a Sebastiano Salgado) ha continuato a mettere l'uomo al centro.

 

Tuttavia, l'arte contemporanea ha capito che la semplice "fotografia diretta" rischiava l'assuefazione visiva. Nasce così la necessità del fotomontaggio e della manipolazione grafica, una tecnica che risale alle avanguardie del Dadaismo (come John Heartfield) e che oggi si rigenera nel digitale per svelare verità più profonde attraverso l'accostamento di elementi apparentemente estranei.

 

- Il Paradosso Globale e l'accesso negato ai Farmaci Essenziali

Le immagini dei bambini rannicchiati e i frammenti di scatole farmaceutiche nell'opera di Iannino richiamano direttamente una delle più grandi ingiustizie del nostro tempo: l'iniquità sanitaria globale.

 

·       Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre un terzo della popolazione mondiale non ha un accesso regolare ai farmaci essenziali. Nei paesi a basso reddito, questa quota supera il 50%.

·       Morire di banalità. Come sottolineato nel testo, milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie facilmente prevenibili o curabili (come polmonite, diarrea o malaria) a causa della mancanza di presidi elementari, persino di un'aspirina o di un antibiotico dal costo di pochi centesimi.

·       Le barriere economiche e politiche iniziano dai brevetti farmaceutici, i costi elevati di distribuzione e la mancanza di infrastrutture creano un muro invisibile ma insormontabile.

·       Chi ha "il privilegio di un conto in banca" accede alle terapie più avanzate; chi nasce dall'altra parte del mondo è escluso dal diritto alla vita.

 

Cosa può L'Arte Contemporanea e la Grafica Digitale Mario Iannino?

L'era digitale ha fornito agli artisti nuovi strumenti per destrutturare la realtà. Mario Iannino, all'interno delle sue recenti ricerche espositive incentrate sui "Linguaggi mutevoli", utilizza la manipolazione grafica non per estetizzare il dolore, ma per generare un corto circuito cognitivo nello spettatore mediante:

 

·       La stratificazione digitale: Il software di grafica permette a Iannino di sovrapporre epoche e contesti spaziali diversi. La radio analogica (oggetto di modernariato e benessere occidentale) convive nello stesso pixel con il dramma della malnutrizione infantile.

·       I codici a barre e i ribaltamenti: L'inserimento di confezioni di farmaci capovolte e frammentate evidenzia graficamente la disumanizzazione della cura, trasformata in merce e codice burocratico fluttuante.

·       Oltre lo specchio: Il digitale rompe la finzione della "finestra sul mondo" tipica della vecchia fotografia. L'artista non ci dice che quella scena è reale in un unico spazio-tempo; ci dice che quella scena è concettualmente reale nella nostra coscienza divisa. Il rosso saturo di sfondo agisce come un segnale d'allarme visivo che impedisce allo sguardo di scivolare via.

 

L'opera diventa così uno specchio digitale del presente testo: una dura condanna all'indifferenza occidentale, dove l'infanzia negata è schiacciata sotto il peso dei nostri consumi, dei nostri vecchi media e del nostro egoismo sanitario elitario.

 

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