Quanto vale una vita
IL COSTO DI UN’ASPIRINA. ---MORIRE DI BANALITÀ NEL SILENZIO del mondo iperconnesso---
“…l'altro, lontano da me. da me che ho il privilegio di
potermi curare, fintantoché ho la forza e la possibilità di un conto in banca,
e chiuso sul mio ombelico non penso alle pene altrui di quelle moltitudini di
bambini che muoiono per fame e mancanza di una aspirina, non conosco le pene di
una mamma che piange sullo scheletrico figlio che sta spegnendosi lentamente.”.
-Dalla fotografia sociale al fotomontaggio digitale: la
denuncia visiva di un mondo sintonizzato sulle frequenze dell'egoismo-
RADIO INDIFFERENZA: SE IL DOLORE DI UN BAMBINO TRASMETTE SU UN ALTRO CANALE
Le parole descrivono con profonda e cruda lucidità il contrasto tra il privilegio della cura e la tragedia quotidiana di chi è privato anche dei beni sanitari più elementari.
L'immagine amplifica visivamente questa riflessione
attraverso una composizione complessa e stratificata:
·
I bambini al centro: Simboleggiano la sofferenza
e l'attesa. Il bambino con la maglietta verde, rannicchiato e con la testa tra
le braccia, incarna l'abbandono e il dolore silenzioso delle "moltitudini
di bambini" a cui facciamo riferimento.
·
Le scatole di medicinali: Elementi capovolti e
frammentati (come le confezioni farmaceutiche con codici a barre) circondano le
figure umane. Rappresentano la burocratizzazione, l'inaccessibilità o il
paradosso di farmaci d’automedicazione (l'aspirina e altri farmaci da banco)
che esistono nel mondo ma non raggiungono chi ne ha disperato bisogno.
·
La vecchia radio d'epoca (modello eea): Sullo
sfondo, con la sua scala delle frequenze e i nomi delle città (come Monte
Carlo), evoca una distanza temporale e geografica. Suggerisce l'idea di un
mondo che "trasmette" notizie o vive la sua normalità (il benessere
del passato o dell'occidente), mentre la tragedia si consuma su un altro
canale, ignorata.
·
I forti contrasti cromatici: La netta divisione
tra il fondo rosso acceso e le tonalità scure della scrivania accentua la
spaccatura sociale ed emotiva tra "noi" (chiusi sul proprio ombelico)
e "l'altro" (lontano e dimenticato).
L’opera condivisa è un esempio immediato di come l'arte
digitale contemporanea possa ereditare e trasformare il mandato etico della
fotografia sociale.
L'autore dell'opera, l'artista calabrese Mario Iannino è
noto per le sue sperimentazioni visive incentrate sulla complessità della
comunicazione e sui contrasti della società moderna. Attraverso questa
manipolazione digitale, Iannino unisce la denuncia storica alla scomposizione
grafica.
La fotografia sociale nasce alla fine del XIX secolo con l'intento di documentare le disuguaglianze e spingere a riforme politiche.
·
Le origini: Pionieri come Jacob Riis e
Lewis Hine documentarono lo sfruttamento minorile e la povertà negli slum di
New York, usando la macchina fotografica come un'arma di denuncia.
·
La consacrazione: Durante la Grande
Depressione degli anni '30, la Farm Security Administration (FSA) americana
finanziò fotografi come Dorothea Lange (autrice di Migrant Mother) e Walker
Evans per raccontare la crisi delle aree rurali.
·
L'evoluzione concettuale: Nel secondo
dopoguerra, il fotogiornalismo umanista (da Henri Cartier-Bresson a Sebastiano
Salgado) ha continuato a mettere l'uomo al centro.
Tuttavia, l'arte contemporanea ha capito che la semplice
"fotografia diretta" rischiava l'assuefazione visiva. Nasce così la
necessità del fotomontaggio e della manipolazione grafica, una tecnica che
risale alle avanguardie del Dadaismo (come John Heartfield) e che oggi si
rigenera nel digitale per svelare verità più profonde attraverso l'accostamento
di elementi apparentemente estranei.
- Il Paradosso Globale e l'accesso negato ai Farmaci Essenziali
Le immagini dei bambini rannicchiati e i frammenti di
scatole farmaceutiche nell'opera di Iannino richiamano direttamente una delle
più grandi ingiustizie del nostro tempo: l'iniquità sanitaria globale.
·
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS), oltre un terzo della popolazione mondiale non ha un accesso regolare ai
farmaci essenziali. Nei paesi a basso reddito, questa quota supera il 50%.
·
Morire di banalità. Come sottolineato nel testo,
milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie facilmente prevenibili o
curabili (come polmonite, diarrea o malaria) a causa della mancanza di presidi
elementari, persino di un'aspirina o di un antibiotico dal costo di pochi
centesimi.
·
Le barriere economiche e politiche iniziano dai brevetti
farmaceutici, i costi elevati di distribuzione e la mancanza di infrastrutture
creano un muro invisibile ma insormontabile.
·
Chi ha "il privilegio di un conto in
banca" accede alle terapie più avanzate; chi nasce dall'altra parte del
mondo è escluso dal diritto alla vita.
Cosa può L'Arte Contemporanea e la Grafica Digitale Mario Iannino?
L'era digitale ha fornito agli artisti nuovi strumenti per
destrutturare la realtà. Mario Iannino, all'interno delle sue recenti ricerche
espositive incentrate sui "Linguaggi mutevoli", utilizza la
manipolazione grafica non per estetizzare il dolore, ma per generare un corto
circuito cognitivo nello spettatore mediante:
·
La stratificazione digitale: Il software
di grafica permette a Iannino di sovrapporre epoche e contesti spaziali
diversi. La radio analogica (oggetto di modernariato e benessere occidentale)
convive nello stesso pixel con il dramma della malnutrizione infantile.
·
I codici a barre e i ribaltamenti:
L'inserimento di confezioni di farmaci capovolte e frammentate evidenzia
graficamente la disumanizzazione della cura, trasformata in merce e codice
burocratico fluttuante.
·
Oltre lo specchio: Il digitale rompe la
finzione della "finestra sul mondo" tipica della vecchia fotografia.
L'artista non ci dice che quella scena è reale in un unico spazio-tempo; ci
dice che quella scena è concettualmente reale nella nostra coscienza divisa. Il
rosso saturo di sfondo agisce come un segnale d'allarme visivo che impedisce
allo sguardo di scivolare via.
L'opera diventa così uno specchio digitale del presente
testo: una dura condanna all'indifferenza occidentale, dove l'infanzia negata è
schiacciata sotto il peso dei nostri consumi, dei nostri vecchi media e del
nostro egoismo sanitario elitario.

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