Le pari opportunità viste dal basso
«Dicono che sono prodotti spazzatura che non giovano alla
salute. Che fanno schizzare i valori, ostruiscono le arterie e provocano
infarti, ictus e diabete. Le chiamano “malattie del benessere”. Magari potessi
averle io, quelle malattie, qua in mezzo alle macerie di una terra dove non
cresce più niente e si muore solo di fame e di abbandono.
Io le vorrei, quelle opportunità. Vorrei avere il lusso di
scegliere cosa mi fa male. Vorrei vivere anche solo per un giorno come i ricchi
delle vostre città-vetrina, e poi decidere.
Ci riempite la bocca con le "pari opportunità", ma
la verità è che i vostri diritti si fermano dove finiscono i binari dell'alta
velocità. Non esistono a Milano, non a Torino, non a Genova. Roma guarda
dall'alto. Napoli è un capitolo a parte, una polveriera di rabbia. E il resto
del Sud? Cancellato. Con questo governo Meloni avete firmato la nostra condanna
a morte definitiva, chiamandola pure "autonomia". Avete legalizzato
il fatto che chi nasce indietro deve restare indietro.
Siamo scesi in piazza perché siamo stanchi di essere i
fantasmi di questa nazione. Siete bravi a fare i professori sul cibo sano, sulle
transizioni e sul futuro, mentre noi non abbiamo nemmeno le briciole del vostro
presente. Ci parlate di patria, ma la vostra patria finisce dove comincia la
nostra miseria. Dateci le stesse identiche opportunità di ammalarci del vostro
benessere, prima di venire a spiegarci, da Roma, come dobbiamo sopravvivere.»
Parole che colpiscono con la forza di un contrasto doloroso e inevitabile.
Raccontano la frattura profonda tra chi ha il "privilegio" di ammalarsi per l'eccesso e chi, invece, si trova a lottare ogni giorno contro la privazione assoluta, dove persino una malattia legata al benessere appare paradossalmente come un lusso o un'opportunità negata.
La disparità tra l'abbondanza
distruttiva e la privazione estrema mette a nudo le contraddizioni del nostro
mondo.
Mentre in contesti di totale emergenza e povertà la priorità assoluta è la pura sopravvivenza calorica, nelle grandi metropoli occidentali il dibattito si sposta sulla qualità di ciò che si consuma. Tuttavia, anche all'interno delle città che hai citato, le "pari opportunità" spesso si rivelano un'illusione:
·
Il paradosso del
"cibo spazzatura":
Nei contesti urbani, i prodotti ultra-processati e calorici sono spesso i più
economici e accessibili. Di conseguenza, le malattie del benessere (come
diabete, problemi cardiaci e obesità) ironicamente colpiscono duramente proprio
le fasce più povere della popolazione urbana, che non possono permettersi cibo
fresco e salutari alternative.
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Le disuguaglianze
geografiche e sociali:
Come accennato, il divario geografico ed economico taglia
l'Italia e il mondo in due. Le opportunità di benessere, di cura e di scelta
reale non sono distribuite in modo equo, creando barriere invisibili ma
invalicabili sia tra il nord e il sud, sia tra i quartieri di una stessa città.
