Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Le pari opportunità viste dal basso

 

«Dicono che sono prodotti spazzatura che non giovano alla salute. Che fanno schizzare i valori, ostruiscono le arterie e provocano infarti, ictus e diabete. Le chiamano “malattie del benessere”. Magari potessi averle io, quelle malattie, qua in mezzo alle macerie di una terra dove non cresce più niente e si muore solo di fame e di abbandono.

Io le vorrei, quelle opportunità. Vorrei avere il lusso di scegliere cosa mi fa male. Vorrei vivere anche solo per un giorno come i ricchi delle vostre città-vetrina, e poi decidere.

Ci riempite la bocca con le "pari opportunità", ma la verità è che i vostri diritti si fermano dove finiscono i binari dell'alta velocità. Non esistono a Milano, non a Torino, non a Genova. Roma guarda dall'alto. Napoli è un capitolo a parte, una polveriera di rabbia. E il resto del Sud? Cancellato. Con questo governo Meloni avete firmato la nostra condanna a morte definitiva, chiamandola pure "autonomia". Avete legalizzato il fatto che chi nasce indietro deve restare indietro.

Siamo scesi in piazza perché siamo stanchi di essere i fantasmi di questa nazione. Siete bravi a fare i professori sul cibo sano, sulle transizioni e sul futuro, mentre noi non abbiamo nemmeno le briciole del vostro presente. Ci parlate di patria, ma la vostra patria finisce dove comincia la nostra miseria. Dateci le stesse identiche opportunità di ammalarci del vostro benessere, prima di venire a spiegarci, da Roma, come dobbiamo sopravvivere.»

 

 

Parole che colpiscono con la forza di un contrasto doloroso e inevitabile.


 Raccontano la frattura profonda tra chi ha il "privilegio" di ammalarsi per l'eccesso e chi, invece, si trova a lottare ogni giorno contro la privazione assoluta, dove persino una malattia legata al benessere appare paradossalmente come un lusso o un'opportunità negata.

La disparità tra l'abbondanza distruttiva e la privazione estrema mette a nudo le contraddizioni del nostro mondo.

Mentre in contesti di totale emergenza e povertà la priorità assoluta è la pura sopravvivenza calorica, nelle grandi metropoli occidentali il dibattito si sposta sulla qualità di ciò che si consuma. Tuttavia, anche all'interno delle città che hai citato, le "pari opportunità" spesso si rivelano un'illusione:

·        Il paradosso del "cibo spazzatura": Nei contesti urbani, i prodotti ultra-processati e calorici sono spesso i più economici e accessibili. Di conseguenza, le malattie del benessere (come diabete, problemi cardiaci e obesità) ironicamente colpiscono duramente proprio le fasce più povere della popolazione urbana, che non possono permettersi cibo fresco e salutari alternative.


·        Le disuguaglianze geografiche e sociali: Come accennato, il divario geografico ed economico taglia l'Italia e il mondo in due. Le opportunità di benessere, di cura e di scelta reale non sono distribuite in modo equo, creando barriere invisibili ma invalicabili sia tra il nord e il sud, sia tra i quartieri di una stessa città.

La riflessione ci ricorda in modo crudo che la vera libertà di scelta — anche quella di decidere cosa fa bene o male al proprio corpo — esiste solo quando i bisogni umani fondamentali sono già stati garantiti per tutti.

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