Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

il dovere della parola libera

 

IL DOVERE DELLA PAROLA: LA VOCE   SENZA PADRONI

 


La vita continua, si dice nel gergo popolare: "muore un papa e se ne fa un altro". È la dura legge del tempo che scorre, la certezza che niente e nessuno è per sempre. Neppure i diamanti, a dispetto di una celebre reclame commerciale, possono ambire all'eternità.

Eppure, esistono altri tipi di diamanti – quelli del pensiero e dell'onestà intellettuale – che resistono, incastonati nella coscienza delle persone più sensibili.

Sono i punti di riferimento che ognuno di noi incontra nel proprio percorso formativo, lasciandosene contaminare. E per quanti hanno avuto il privilegio di seguire in vita un maestro del giornalismo come Enzo Biagi, il rimpianto si trasforma oggi in un grido: ci sarebbe un disperato bisogno di uomini come lui, specchiati nella semplicità e capaci di un rispetto assoluto verso il prossimo, persino verso i propri avversari.

In questi giorni, spesso governati dall'arroganza del potere, sembra di essere ripiombati a quell'epoca buia in cui Biagi subì il suo celebre esautoramento dalla televisione pubblica.

Il suo libro dal titolo "Quello che non si doveva dire" si è trasformato in un dogma permanente: non si poteva dire allora, e non si può dire oggi.

Gli organi di governo tendono a stringere il controllo su ogni respiro democratico, a partire dalla stampa.

Quell'informazione che l'articolo 21 della nostra Costituzione vorrebbe libera e dotata di spazi democratici assoluti si ritrova oggi con le ali tarpate, impossibilitata a spiccare il volo verso altezze intellettuali prive di costrizioni ideologiche.

La radice del problema è economica: ogni movimento, ogni riga stampata sembra condizionata dal denaro.

 

Le testate editoriali non allineate, quelle che dipendono esclusivamente dalla fragile economia di editori puri che devono pagare stipendi e tipografie, arrancano quotidianamente. Sono sistematicamente sopraffatte da chi non ha problemi di liquidità o gode di coperture politiche e industriali.

In questo scenario, il giornalismo e la scrittura che guardano esclusivamente alla necessità di "portare a casa la pagnotta" affrontano un dramma esistenziale: scendere a compromessi o rischiare di non sopravvivere. Questo è un dato di fatto inconfutabile.

Però se la pagnotta è assicurata altrove, la scusa del silenzio decade. Sfidare i poteri costituiti espone al rischio di isolamento, all'invisibilità mediatica e al logorio psicologico del burnout emotivo, una condizione che colpisce proprio chi vive la frustrazione di vedere i propri valori calpestati. Ma la paura dei poteri fino a quando può giustificare il silenzio?

Fino a quando la verità può rimanere occultata dalle menzogne, coperta da un velo opaco per quieto vivere, per un distorto senso di dovere di appartenenza o per timore di ripercussioni sui figli?

Niente e nessuno è per sempre. I potenti passano, ma le menti umili messe al servizio della gente restano a fare compagnia alla storia.

 

L'appello si rivolge allora a quella riserva strategica della nostra cultura: a chi scrive per pura passione, ai pensionati che hanno già concluso il proprio ciclo professionale e a tutti coloro che svolgono un secondo lavoro in grado di garantire l'indipendenza economica.

Voi avete il privilegio più grande e più raro del nostro tempo: non potete essere ricattati. Il vostro stipendio o la vostra pensione non dipendono dal favore di un editore colluso o dal gradimento di un politico di turno. Questo è un invito ai liberi pensatori!

È il momento di rimboccarsi le maniche. Non c'è bisogno di scrivere o descrivere tomi per cercare facili consensi o per allungare le cordate del conformismo. C'è bisogno di scrivere per puro amore della verità.

Utilizzate i blog, i social, i piccoli spazi indipendenti, le lettere ai giornali, i libri autoprodotti. Diventate i testimoni scomodi di ciò che gli altri non possono o non vogliono raccontare. Usate la vostra libertà economica per riscattare il silenzio di chi è costretto a tacere per sopravvivere. La democrazia non si difende solo nelle aule parlamentari, ma su ogni foglio di carta in cui un cittadino libero decide, finalmente, di non avere più paura.

 

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