Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

I lavori programmati di enel

 

     Cronaca di un blackout-


"misteri"

          -Il giorno del blackout nel quartiere-

   La giornata è iniziata con quel silenzio strano, quasi artificiale, che solo un   blackout sa portare. Giù al portone l'avviso parlava chiaro: dalle 8 del mattino   alle 16 saremmo rimasti senza energia elettrica per dei lavori programmati. I   soliti momenti di normale panico, quelli in cui ti rendi conto di quanto la nostra   vita dipenda da un filo invisibile. Fuori l'aria era immobile, una morsa di calore asfissiante che toccava i 35 gradi all'ombra, mentre dentro l'abitacolo della macchina il termometro segnava già 40 gradi precoci e spietati. Una giornata infernale per chiunque, diventata subito un'emergenza silenziosa per il nostro condominio.

Il blocco forzato dell'ascensore, infatti, si è rivelato un ostacolo insormontabile. Viviamo in una realtà dove la popolazione è ormai inevitabilmente invecchiata; tra i vicini ci sono persone fragili, anziani che faticano a muoversi e persino qualcuno cardiopatico. Per loro, anche solo pensare di affrontare quattro o cinque piani di scale a piedi, con quel clima opprimente, non era uno scherzo: era un rischio enorme per la salute. Sapere che l'intero palazzo era prigioniero nei propri appartamenti, senza nemmeno la possibilità di accendere un condizionatore per trovare un po' di sollievo, creava un senso di angoscia collettiva.

Verso le 14, inaspettatamente, la luce è tornata. Essendo un intervento pianificato, abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo. Speravamo che gli anziani, ma anche tutti coloro che dipendevano da impianti di refrigerazione o agitatori d'aria, potessero finalmente rinfrescare le stanze e che il peggio fosse ormai alle spalle. I guai veri, però, sono arrivati più tardi, verso le otto di sera, quando la giornata sembrava ormai incanalata sui binari della normalità.

Sono passato dal fornaio a ritirare le pizze che avevo ordinato per cena, dopo una giornata decisamente "particolare". Appena varcata la soglia, mi è corso un brivido lungo la schiena: il negozio era immerso in una penombra strana. Non era il buio pesto della notte, ma quella luce debole e malata che ti fa capire subito che qualcosa si è rotto. Il fornaio era lì, letteralmente distrutto, sull'orlo di una crisi di nervi. Si copriva la faccia con le mani, poi alzava gli occhi al cielo imprecando a bassa voce. "Sono rovinato" ha detto, con il filo di voce di chi ha perso tutto in un attimo, "non so se domani potrò lavorare". Mi ha spiegato che, da quando era tornata la corrente, la sua attività era paralizzata: alcune lampade erano fioche, i banchi frigo rimanevano spenti e i forni – il cuore del suo lavoro – erano completamente saltati, fulminati da un ritorno di tensione troppo forte. "Avranno invertito la fase..." sussurrava.

 Davanti alla disperazione di quell'uomo che vedeva i sacrifici di una vita andare in fumo per un errore altrui, ho avvertito un profondo senso di solidarietà. In un quartiere che invecchia, la bottega del fornaio non è solo un negozio: è un punto di riferimento, un pezzo della nostra quotidianità condivisa. Vederlo così indifeso faceva male. Ho preso le mie pizze, uscite da quel caos per chissà quale miracolo, lasciandogli una parola di conforto che sapevo essere troppo piccola per quel disastro, e sono uscito con un nodo allo stomaco.

Tornato a casa, l'amara sorpresa: l'ascensore era di nuovo fermo. Altre scale, altra fatica accumulata in una giornata passata a sudare e a boccheggiare. Pensando ai vicini più deboli di nuovo bloccati nelle loro case calde, la rabbia è aumentata. Ma la vera disperazione l'ho trovata varcando la mia porta. Anche da me, c'era lo stesso scenario spettrale. Il frigorifero emetteva rumori sinistri, come un lamento. Alcune lampadine effondevano una luce misera, altre restavano ostinatamente spente.

L'ansia è montata e mi ha stretto la gola. Sono tornato indietro nel tempo, a un'esperienza identica vissuta anni prima. Anche allora il frigo continuava a staccarsi e riattaccarsi, la lampada d'emergenza sulla stessa ciabatta lampeggiava debolmente e c'era quel maledetto odore di bruciato nell'aria. All'epoca, ingenuo, non avevo collegato quel disastro al blackout programmato – ironicamente spacciato dai cartelli come un modo "per migliorare le esigenze dell'utenza". Quella distrazione mi era costata un patrimonio: un frigorifero e una lavatrice nuovi da comprare nel giro di ventiquattr'ore.

Con il fantasma di quella spesa che mi rincorreva, con i tempi che corrono, per chi vive di salario o pensione, è più che logico!, ho iniziato a cercare aiuto. Ho tempestato l'Enel su ogni canale possibile: chat, assistenti virtuali, risposte automatiche. Alla fine sono riuscito a parlare con una persona reale, un operatore umano che, poverino, ha cercato prima di tutto di calmarmi e di darmi un po' di coraggio. Poi mi ha dato l'unica dritta possibile: "Stacchi il salvavita".

Ho abbassato la leva del quadro elettrico e, all'improvviso, è sceso il buio totale. Un buio pesante, che amplificava ogni cosa. L'attesa da quel momento è diventata drammatica, una vera prova di resistenza psicologica. Senza la minima spia accesa, senza il ronzio degli elettrodomestici in sottofondo, la casa sembrava una scatola vuota e ostile. Il caldo estivo, accumulato durante le ore precedenti, si è fatto ancora più denso, quasi solido. Sentivo l'aria pesante nei polmoni mentre camminavo a tentoni, guidato solo dal riflesso fioco dello schermo del telefono, controllando ossessivamente la percentuale della batteria che scendeva.

Ogni minuto sembrava un'ora. Nella penombra, lo stato d'ansia si è trasformato in una morsa: fissavo le sagome dei miei elettrodomestici domandandomi se fossero già "morti" o se fossi arrivato in tempo per salvarli. C'era un senso di impotenza frustrante, il timore concreto di svegliarsi l'indomani con centinaia di euro di danni, il tutto mentre fuori il quartiere restava muto, prigioniero dello stesso destino. È stato un conto alla rovescia logorante, in cui il silenzio e l'oscurità non facevano che alimentare i brutti ricordi.

Intorno alle 23, finalmente, ho potuto riattivare il salvavita. Il flusso elettrico è tornato stabile, le luci si sono accese con una stabilità rassicurante e la tensione accumulata si è sciolta. Prima di mettermi a letto, ho chiamato il fornaio: grazie al cielo anche da lui la situazione si era risolta e, ormai tranquillo, si apprestava a sonni rigeneranti. Sono scivolato a letto stremato.

Dopo qualche ora di sonno profondo, nel cuore della notte, un suono improvviso mi ha fatto sobbalzare: il citofono. Ho risposto al ricevitore ancora avvolto nel torpore del sonno. "Siamo la squadra dell'Enel..." ha gracchiato la voce dalla strada. Con gli occhi semichiusi e la stanchezza ancora addosso, ho risposto semplicemente che era tutto a posto, che la situazione era tornata alla normalità. E sono tornato a dormire, sperando che stavolta fosse vero per tutti noi: per la mia casa, per il povero fornaio e per i miei vicini più fragili.

Commenti

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

La nostra Carta d'Identità

Curiamo con amore e attenzione i temi cari al nostro blog incentrati su metodologie, analisi sociali, culturali, ambientali e politiche — "A ore 12" è Passione e Bellezza

Attivi dal 2009 in modo indipendente e senza scopi commerciali, scriviamo nello spazio web del blog A ore 12. Prestiamo massima attenzione alla seria competenza dei nostri autori, del promotore culturale Mario Iannino (ricercatore visivo e esperto d'arte ) e dei collaboratori con o senza profili accademici e istituzionali, tutti accomunati dall’onestà intellettuale messa a disposizione del collettivo.

  • Ricerca Visiva: Direzione scientifica di alto livello, focalizzata sulla cultura e la memoria storica.
  • Analisi Politica e Sociale: Approfondimenti basati su esperienza diretta e rigore metodologico.

La forza del blog risiede nell'indipendenza editoriale e nella qualità dell'analisi, libera da logiche di clickbait e mirata a una "elevazione culturale collettiva".

Indipendenza e Rigore

A ore 12 predilige la sostanza alla forma, offrendo analisi critiche profonde su attualità, politica e arte. Valorizziamo il territorio anche tramite l'Archivio Iannino: uno spazio dedicato a recensioni, mostre e opere, con un focus particolare sulle creazioni e sulla fotografia curate da Mario e Valentina Iannino, responsabili della parte visiva del blog.

Trasparenza Metodologica

Il blog offre uno sguardo critico e indipendente, distinguendo chiaramente tra:

  • Opinione e Analisi: Riflessioni critiche su politica, sanità e attualità locale a firma di appassionati collaboratori.
  • Dati e Atti: Approfondimenti su questioni amministrative che, pur stimolando il dibattito, richiedono il riscontro delle fonti ufficiali per i dettagli tecnici.
  • Divulgazione: Consigli basati sull'esperienza e sul buon senso.

In sintesi, un punto di riferimento culturale indipendente, garantito da onestà intellettuale e spessore scientifico.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.