Sai, l’altra sera pensavo proprio a quanto sia incredibile, e a tratti spaventoso, quello che succede quando ci si ritrova in mezzo alla calca. Sai quando c'è quel classico "struscio" estivo, la piazza piena per l'evento del momento, e non riesci nemmeno a camminare? Ecco, in quei momenti lo spazio personale sparisce del tutto. Finché si tratta della fisica della folla, dove ci si urta perché si è in troppi, pazienza, fa parte del gioco. Il problema vero è che dietro l'anonimato della massa si nasconde anche chi ne approfitta. C'è chi cerca proprio quel contatto, chiamiamolo pure "bestiale", usandoti come se non fossi una persona.
Ed è assurdo come la folla trasformi la testa della gente. Diventiamo tutti una goccia in un oceano di sudore e profumi, e per molti quel "branco" diventa una corazza, un modo per dimenticare la solitudine, per scappare dall'apatia di tutti i giorni. Ma l'anonimato purtroppo toglie i freni inibitori e cancella il senso di responsabilità. Quando si superano le quattro o cinque persone per metro quadro, diventa persino difficile capire se chi ti ha urtato lo ha fatto apposta o per sbaglio.
Però una cosa dobbiamo mettercela bene in testa, ed è importante che se ne parli: quel contatto cercato apposta non è una goliardata, è un reato. La Cassazione su questo è severissima. Se qualcuno ti tocca all'improvviso, anche sopra i vestiti, approfittando della confusione per sorprenderti o non farti reagire, per la legge italiana è violenza sessuale a tutti gli effetti. Non serve che ci sia una violenza prolungata, basta che manchi il tuo consenso e che l'atto sia repentino. E se anche non c'è uno sfondo prettamente sessuale, ma lo fanno solo per infastidirti o disturbarti, scatta comunque il reato di molestia.
Quindi, come ci si difende in questi casi? Per prima cosa bisogna agire d'astuzia. Il contatto casuale segue il flusso della folla, si muove con lei. Se invece senti una pressione insistente, localizzata, che magari va controcorrente, allora è intenzionale. In quel momento la prima regola è rompere l'anonimato del tipo. Non stare zitta: grida, di' "No!", "Cosa stai facendo?" o "Giù le mani!". Devi attirare l'attenzione degli altri e isolarlo. E se la situazione diventa pesante, non lottare contro la massa: muoviti in diagonale verso i bordi o verso le vie di fuga.
Ovviamente la colpa non è mai di chi subisce, e la sicurezza dovrebbe essere garantita da chi organizza l'evento. Basterebbe poco: illuminare a giorno la piazza per eliminare le zone d'ombra dove questi soggetti si nascondono, mettere dei varchi con gli steward per non far riempire lo spazio oltre il limite e avere una bella presenza delle forze dell'ordine, che fa sempre da deterrente.
A dirti la verità, più ci penso e più mi passa la voglia. Preferisco mille volte la quiete di una passeggiata su un viale alberato o in riva al mare, piuttosto che stressarmi in una via del centro, magari chiusa al traffico, ma invasa da gente che ciondola, chiacchiera del nulla e ride sguaiatamente. Spesso mi sembra una massa un po' apatica, che si sveglia solo per l'evento del comune per scattarsi la foto perfetta, photoshoppata con l'intelligenza artificiale, per mostrare sui social un'allegria esagerata. Poi tornano a casa e ricadono nella noia, indifferenti a tutto il resto.
Però dai, alla fine è estate, godiamocela e divertiamoci. Per i problemi del mondo c'è sempre tempo.
Ti è mai capitato di trovarti in una situazione del genere in mezzo alla folla, o magari hai qualche strategia particolare che usi sempre per evitare la calca dell'estate?
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