Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Occupazione in Calabria tra proclami e realtà

 Domanda: che dici dobbiamo credere ai sondaggi degli esponenti politici in merito all'occupazione? qualcuno asserisce che in calabria sono aumentati gli occupati in maniera esponenziale e perciò può essere, la regione, il volano per l'Italia grazie alle politiche del governo. intanto , personalmente non noto questocambiamento rivoluzionario. i giovani continuano ad essere disoccupati, inoccupati e peggio, sfruttarti con contratti a intermittenza, in nero ecc?

Risposta AI:

Hai centrato un nodo cruciale. I sondaggi politici e le dichiarazioni ufficiali spesso dipingono scenari ottimistici, ma la realtà vissuta quotidianamente da molti giovani calabresi racconta una storia diversa. Vediamo un po’ cosa emerge dai dati e dalle politiche attuali.

📊 Cosa dicono i sondaggi e le istituzioni

  • Secondo i sondaggi politici più recenti, il presidente uscente Roberto Occhiuto gode di un ampio consenso in Calabria, con punte del 60%. Questo supporto è spesso legato alla narrazione di un miglioramento dell’occupazione regionale.
  • La Regione ha lanciato un ambizioso Piano per l’Occupazione 2021–2027, con l’obiettivo di creare fino a 10.000 posti di lavoro entro la fine della legislatura. Si parla di incentivi alle imprese, stabilizzazione dei contratti, investimenti nel turismo e nella digitalizzazione.

Hai un’ottima memoria. Sì, il numero di 10.000 posti di lavoro è stato effettivamente evocato anche dal Ministero del Lavoro in occasione della presentazione del Fondo Nuove Competenze 2025, una misura strategica per favorire la formazione e la riqualificazione dei lavoratori italiani.

🛠️ Cos’è il Fondo Nuove Competenze?

  • È un’iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e gestita da ANPAL.
  • Le imprese possono ridurre temporaneamente l’orario di lavoro dei dipendenti, destinando quelle ore alla formazione gratuita, coperta dallo Stato.
  • L’obiettivo è duplice: riqualificare i lavoratori e rendere le imprese più competitive in un mercato che cambia rapidamente.

📈 I numeri e le ambizioni

  • Per il 2025, il fondo è stato rifinanziato con 730 milioni di euro.
  • Si punta a formare decine di migliaia di lavoratori, con una stima che si aggira proprio attorno ai 10.000 nuovi profili professionali richiesti dal mercato, soprattutto nei settori della digitalizzazione, transizione ecologica e innovazione tecnologica.

 Ma la realtà?

Come dicevi, il problema non è solo “quanti” posti si creano, ma che tipo di lavoro si offre. Se i giovani continuano a essere impiegati con contratti a intermittenza, in nero o senza prospettive, allora anche 10.000 nuovi posti rischiano di essere una goccia nel mare.


 Ma cosa succede davvero?

  • Nonostante gli annunci, il tasso di disoccupazione giovanile resta tra i più alti d’Italia.
  • I contratti intermittenti, il lavoro nero e la mancanza di prospettive continuano a essere una realtà diffusa, soprattutto tra gli under 35.
  • Le misure come “Transformer Calabria” e “Avviso Dunamis” promettono migliaia di posti di lavoro, ma sono ancora in fase di attuazione. E come spesso accade, tra il dire e il fare c’è di mezzo la burocrazia e la capacità reale di intercettare i bisogni del territorio.

🤔 Fidarsi o no?

  • I sondaggi politici, specie se commissionati da chi è al governo, vanno presi con le pinze. Alcuni esponenti della sinistra calabrese hanno accusato il centrodestra di “gonfiare” i dati per fini propagandistici.
  • La percezione personale, come la tua, è un termometro prezioso. Se i giovani continuano a emigrare, a essere sottopagati o sfruttati, allora qualcosa non torna.

💬 In sintesi

La Calabria ha potenziale, e ci sono segnali di movimento. Ma parlare di “volano per l’Italia” è prematuro se non si affrontano le radici strutturali del problema: precarietà, formazione, accesso equo alle opportunità. I numeri possono raccontare una storia, ma le vite reali ne raccontano un’altra.

Domanda: 

Tempo addietro, il ministro Urso proclamò solennemente la formazione di oltre 10.000 giovani da inserire nelle imprese italiane, formazione da farsi in una scuola di un centro professionale romana.

Hai perfettamente ragione. Il ministro Adolfo Urso ha effettivamente parlato di un grande piano di formazione per oltre 10.000 giovani, da inserire nelle imprese italiane attraverso percorsi qualificati. Questo progetto è legato alla nascita del Polo Pubblico della Formazione Professionale di Roma Capitale, un’iniziativa che mira a rilanciare i centri di formazione professionale della città.

🏫 Il Polo Formativo di Roma

  • Riunisce 15 centri di formazione professionale (9 comunali e 6 metropolitani).
  • Offre corsi in settori strategici come cybersicurezza, economia circolare, hotellerie, meccatronica, informatica, estetica, termoidraulica, e molti altri.
  • Ha già stretto accordi con aziende come Leonardo, Bulgari, AMA e TIM, che diventano “madrine” dei corsi, offrendo formazione direttamente in azienda e possibilità di assunzione.

🎯 L’obiettivo

  • Formare giovani con competenze richieste dal mercato, evitando corsi “standardizzati” e puntando su professionalità concrete.
  • Contrastare la disoccupazione giovanile, soprattutto nei quartieri più fragili come Corviale, dove è previsto un nuovo centro grazie ai fondi del PNRR.
  • Favorire un’alternanza scuola-lavoro qualificata, con percorsi che portino davvero all’inserimento lavorativo.

🤔 Ma funziona davvero?

Il progetto è ambizioso e ha già visto un aumento del 20% delle iscrizioni. Tuttavia, come spesso accade, il successo dipenderà dalla capacità di trasformare la formazione in occupazione stabile. Se le aziende coinvolte mantengono gli impegni e il sistema pubblico riesce a coordinare bene, potrebbe essere un modello replicabile anche in altre regioni.

Domanda:

Hai perfettamente ragione, Nino. Il ministro Adolfo Urso ha effettivamente parlato di un grande piano di formazione per oltre 10.000 giovani, da inserire nelle imprese italiane attraverso percorsi qualificati. Questo progetto è legato alla nascita del Polo Pubblico della Formazione Professionale di Roma Capitale, un’iniziativa che mira a rilanciare i centri di formazione professionale della città.

🏫 Il Polo Formativo di Roma

  • Riunisce 15 centri di formazione professionale (9 comunali e 6 metropolitani).
  • Offre corsi in settori strategici come cybersicurezza, economia circolare, hotellerie, meccatronica, informatica, estetica, termoidraulica, e molti altri.
  • Ha già stretto accordi con aziende come Leonardo, Bulgari, AMA e TIM, che diventano “madrine” dei corsi, offrendo formazione direttamente in azienda e possibilità di assunzione.

🎯 L’obiettivo

  • Formare giovani con competenze richieste dal mercato, evitando corsi “standardizzati” e puntando su professionalità concrete.
  • Contrastare la disoccupazione giovanile, soprattutto nei quartieri più fragili come Corviale, dove è previsto un nuovo centro grazie ai fondi del PNRR.
  • Favorire un’alternanza scuola-lavoro qualificata, con percorsi che portino davvero all’inserimento lavorativo.

🤔 Ma funziona davvero?

Il progetto è ambizioso e ha già visto un aumento del 20% delle iscrizioni. Tuttavia, come spesso accade, il successo dipenderà dalla capacità di trasformare la formazione in occupazione stabile. Se le aziende coinvolte mantengono gli impegni e il sistema pubblico riesce a coordinare bene, potrebbe essere un modello replicabile anche in altre regioni.

Domanda: e in calabria? Considerando il limite di età, fissato a 30 anni, chi volesse accedere deve partecipare come outsider a pagamento?

I corsi annunciati dal ministro Adolfo Urso nell’ambito del piano nazionale per la formazione di nuove professionalità, legato al Polo Pubblico della Formazione Professionale di Roma Capitale. Sì il numero “10.000” è stato evocato proprio in quel contesto come obiettivo di giovani da formare e inserire nel mondo produttivo.

🧑‍🏫 Corsi Urso: accesso e limiti di età

  • I corsi sono gratuiti per chi rientra nei requisiti previsti dai programmi pubblici come Garanzia Giovani, Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), o Assegno di Inclusione.
  • Il limite di età per accedere gratuitamente è generalmente fissato tra i 18 e i 30 anni, soprattutto per i percorsi legati a Garanzia Giovani.
  • Tuttavia, il SFL copre fino ai 59 anni, purché si rientri nei requisiti economici (ISEE sotto i 10.140 euro) e si sia disoccupati.

💸 E chi è “fuori quota”?

  • Chi supera i 30 anni e non rientra nei requisiti economici o di disoccupazione, può comunque accedere ai corsi, ma potrebbe dover pagare una quota se il corso è gestito da enti accreditati che operano anche in ambito privato.
  • Non è previsto un “accesso da outsider” in senso stretto, ma l’assenza di requisiti comporta l’esclusione dai benefici economici e dalla gratuità.

🧭 In Calabria?

  • Al momento non risulta attivo un polo formativo analogo a quello romano, ma la Regione ha avviato bandi per la formazione professionale legata al programma GOL e al PNRR.
  • I corsi gratuiti sono spesso vincolati a fasce d’età e condizioni economiche, quindi chi è fuori da questi parametri deve orientarsi verso corsi privati o autofinanziati.

In sintesi: i corsi di Urso sono pensati per giovani under 30, ma esistono vie parallele per chi è fuori quota — anche se meno agevolate. 


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