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Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Sacralità e Lavoro contemporaneo

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    Lo Scudo dell'Arte per una Sacralità del Lavoro a difesa del Tempo Liberato Il dibattito sulla revisione degli orari commerciali e la limitazione delle aperture festive tocca profondamente l'equilibrio tra sostenibilità economica, diritti dei lavoratori e modelli di consumo. Le diverse posizioni mettono in luce dinamiche complesse che coinvolgono lavoratori, imprese e consumatori, inducendo a prendere una netta posizione. Questo scenario chiama in primis i creativi a levare lo scudo a favore del dibattito sulla sacralità del lavoro. La storia dell’arte testimonia, nei secoli e con le dovute interpretazioni temporali, l’attività dell’uomo che tende a emanciparsi dalla fatica inutile per favorire la qualità della vita.

Torniamo ad essere umani

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  Il dibattito sulla revisione degli orari commerciali e sulla limitazione del lavoro festivo si rende necessario per tutelare il benessere psicofisico dei lavoratori e ristabilire un equilibrio tra le esigenze economiche delle imprese e la vita familiare. Superare il modello della produttività a tutti i costi richiede inoltre una transizione culturale verso un consumo più consapevole e pianificato. Puoi leggere ulteriori approfondimenti sul valore del tempo e sulla gestione del lavoro festivo di seguito.  

Economia e Lavoro, beni Nazionali

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  n     Il costo umano del risanamento: n   da Italtel all’ex ILVA, le ferite aperte della politica industriale italiana   La memoria storica del lavoro in Italia è spesso divisa tra la celebrazione del successo manageriale e la realtà vissuta da chi quel successo lo ha pagato in prima persona. Negli anni ’80, il volto della modernizzazione industriale italiana fu incarnato da Marisa Bellisario, amministratrice delegata di Italtel.

Manager sopravvalutati: Marisa Bellisario

 Il mito del risanamento di Italtel crolla se analizzato sotto la lente del borgo-capitalismo di Stato: un'operazione che non ha salvato l'azienda sul lungo termine, ma ha blindato il capitale azionario scaricando i costi sociali sulla collettività. La valutazione sull'operato di Marisa Bellisario (1981-1988) oscilla da sempre tra la celebrazione della prima vera top manager italiana e la dura critica sindacale per una ristrutturazione spietata. Questo caso rimane uno dei nodi più complessi della storia industriale italiana, stringendosi attorno a un paradosso fondamentale: il management ha capitalizzato e privatizzato i meriti di un'innovazione tecnologica che era, a tutti gli effetti, un patrimonio pubblico preesistente. Parliamo dunque della: ·      P rospettiva critica e dei costi sociali del "Risanamento" a firma Bellisario  

Metamorfosi

  Nota per il lettore Cosa succede quando il solco tra le generazioni diventa una voragine scavata dagli algoritmi? Questo saggio esplora il delicato e talvolta doloroso braccio di ferro tra le radici familiari e la spinta al distacco dei giovani d'oggi. Partendo da una riflessione antropologica sul conflitto tra padri e figli — riletta attraverso un suggestivo parallelismo con il mondo animale — l'analisi si addentra nei territori complessi della società contemporanea. Dalla cultura del dovere e del sacrificio si passa così all'economia dell'apparire, dove i social media mettono in scena una "finzione accessibile" e strumenti come il credito al consumo alimentano un mimetismo culturale ingannevole. Tra il rifiuto della marginalità e il mito del successo digitale, il testo fotografa le nuove e fragili forme di riscatto sociale, in bilico costante tra storie di reale emancipazione e la trappola psicologica dell'ostentazione. Un viaggio lucido e pr...

TIM STAR da ...

  Secondo il comune sentimento: i pensionati hanno tempo da perdere! E da pensionati, per non smentire il detto, oggi si è sprecata una giornata per poter parlare con qualche operatore del 187. Il call center della tim. Per avere qualche delucidazione in merito al mio abbonamento. Una giornata sprecata! Inutili e infruttuose attese con la speranza di parlare ma niente. Finalmente decido di lasciare un messaggio in chat con la signorina Angie. Fissiamo l’orario del probabile contatto da parte della tim. Lo squillo arriva inaspettato. Mi mette comunque in attesa e … dai 4 minuti che avrei dovuto aspettare ne sono trascorsi 30. Dopodiché, con la musichetta dei maneskin negli orecchi, di colpo silenzio assoluto. La tim è irraggiungibile!  

Cz Lido, La fiera del lavoro

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  La fame di lavoro davanti alla stazione di Catanzaro Lido Davanti alla stazione di Catanzaro Lido, in un mattino qualunque, si è vista una fotografia nitida del presente calabrese: un territorio che cambia lentamente e una generazione che corre più veloce delle sue opportunità. Nell’area Colosimo, tra auto in fila e parcheggi improvvisati lungo la provinciale, centinaia di ragazzi scendevano con lo zaino ancora sulle spalle, attratti dalla fiera del recruiting organizzata nella nuova piazzetta della metropolitana di superficie. Un luogo che fino a poco tempo fa era simbolo di incuria — aiuole incolte, erbacce, abbandono — e che oggi prova a somigliare a un pezzo di città.  

Meloni il governo più longevo

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  Governo. La durata non basta se la stabilità diventa un alibi. Se la longevità di un governo è celebrata come un traguardo in sé, il rischio è confondere la tenuta del potere con la qualità dell’azione politica.  

Contro ogni retorica

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  "courtesy M.Iannino©-m.m." Il giorno seguente, quando l’euforia si dissolve, rimane in bocca un lieve retrogusto d’amara insoddisfazione.  Qualcosa non è andato come avremmo voluto. Al di là della retorica, ci si accorge che tra parole urlate e canzoni di protesta si è smarrito qualcosa di essenziale: la dignità.   La dignità di chi sbandiera diritti e democrazia solo sulla carta , per riflesso ideologico o per vicinanza al potere, talvolta per timore reverenziale, talvolta per calcolo. Sì, non c’è altra motivazione. E dovremmo avere l’onestà intellettuale di chiamare gli errori con il loro nome, perché è anche grazie a quelle omissioni che le diseguaglianze continuano a prosperare.   Ieri, festa del primo maggio, in piazza San Giovanni a Roma , il rituale si è ripetuto puntuale. Canzoni di sinistra, parole di protesta, e prima ancora la retorica degli improvvisati giullari di corte che, nel presentare i giovani cantanti, ne anticipavano una breve storia ...

1 Maggio, festa di cosa?

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  "m.m.courtesy M.Iannino" L’illusione del consumo e il valore del lavoro- Tra radici storiche, simboli e incertezze politiche, il Primo Maggio smette di essere una festa per diventare un interrogativo etico.

1980, Il futuro arrivò senza bussare

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  1980. Anni di cambiamenti .   Il complesso dell’EUR era stato ultimato da qualche decennio e ormai messo pienamente a disposizione di aziende, patronati e Confindustria, che dagli anni Settanta avevano iniziato a utilizzarne gli spazi in modo continuativo. Quel giorno eravamo lì per una trattativa delicata: l’azienda doveva comunicarci notizie importanti. Le delegazioni sindacali erano arrivate da tutte le regioni. Il complesso si presentava enorme, imponente, quasi disorientante. Ma non eravamo lì per turismo o per shopping. In ballo c’erano questioni serie: gli esuberi, le strategie per tentare di risanare l’azienda, il marchio. Perché ormai c’era ben poco da salvare. Arrivai con qualche ora d’anticipo e mi persi nel dedalo di uffici e nuovi spazi. Ne approfittai per incontrare un amico, un gallerista, e finii per impegnare buona parte della mattinata con lui. Andammo in galleria e, quando mi accorsi che il tempo era volato, tornai di corsa all’EUR. La riunione n...

Il Paese aspetta alternative ma riceve solo fuffa.

  L’Italia sospesa tra promesse roboanti e alternative inconsistenti. Il grande abbaiare dell’opposizione: ringhi in TV, silenzi nel Paese reale.  Ho deciso, mi voglio bene! Ed è per questo che ho evitato volentieri di sentire la prosopopea del potere temporaneo. Basta vedere e analizzare quanto avviene in questi giorni tristi in casa nostra e nelle case altrui, e specialmente oltreconfine. In America si muore per una svista, una indiscriminata valutazione prettamente soggettiva di chi presiede le strade ed ha un’arma in mano. È un déjà-vu poco rassicurante. E nell'Italietta di giorgina si mastica retorica a più non posso. Dicono, che in base ai sondaggi ISTAT l’occupazione sia aumentata. Sarà! Se si guarda con gli occhi della statistica tutto è equamente suddiviso come quel tale seduto a tavola con un commensale e mangia solo lui due polli. Per la statistica, anche se l’altro è rimasto digiuno ha mangiato un pollo. Uno a testa, quindi. Mentre addomesticano i mass-medi...

Callipo, la forza di un gesto

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  La lezione di Pippo Callipo: quando l’impresa ricorda di essere comunità. Un gesto semplice, ma non banale: mille euro ai dipendenti tra contanti e buoni acquisto. Un segnale che va oltre la cifra e racconta un’idea precisa di impresa: quella che riconosce il valore delle persone e non considera il lavoro un ingranaggio, ma una famiglia allargata. Ci sono notizie che scaldano il cuore più di altre. Non perché siano clamorose, ma perché riportano al centro ciò che spesso dimentichiamo: la dignità del lavoro e il valore delle persone. La decisione di Pippo Callipo di condividere il successo della sua azienda con i dipendenti, donando loro mille euro tra denaro e buoni acquisto, appartiene a questa categoria. Una scelta che non dovrebbe essere straordinaria, eppure lo è. E proprio per questo merita di essere raccontata. In un tempo in cui troppo spesso si parla di impresa solo in termini di numeri, margini e competitività, Callipo ricorda che un’azienda è prima di tutto una co...

Occupazione in Calabria tra proclami e realtà

 Domanda: che dici dobbiamo credere ai sondaggi degli esponenti politici in merito all'occupazione? qualcuno asserisce che in calabria sono aumentati gli occupati in maniera esponenziale e perciò può essere, la regione, il volano per l'Italia grazie alle politiche del governo. intanto , personalmente non noto questocambiamento rivoluzionario. i giovani continuano ad essere disoccupati, inoccupati e peggio, sfruttarti con contratti a intermittenza, in nero ecc?

Forza, al LAVORO!

 LA FESTA NON FESTA DEL PRIMO MAGGIO DEL LAVORO E DELLA DEMOCRAZIA DEMOC Di Franco Cimino   È tornato il 1 maggio, la festa-non festa che ogni anno riappare sul calendario civile delle celebrazioni più importanti. Dopo il 2 giugno e il 25 aprile, questa lo è certamente. È tornato, ma nessuno l’ha vista arrivare. 

Filiera alimentare e etica

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 C’era ‘na vota a gucceria. Tra allevamenti intensivi, pompati con antibiotici per curare e preservare il bestiame e non rischiare il capitale investito. Mangimi con OGM. Macellazione, conservazione e smaltimento all’ingrosso e dettaglio. Il recente metodo di trattare la carne si discosta, nella maggior dei casi, dalla vecchia filosofia cara alle tradizionali ”ritualità” de’ gucceri alla ricerca del bestiame allo stato brado.

Confessione di un metalmeccanico atipico

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  Ho sempre guardato alla politica con spirito romantico. E pensato che fosse opportuno schierarsi dalla parte dei buoni. Quelli che lavorano, non lottano, perché la lotta presuppone violenza, per migliorare la società e far sì che regni la pace e la prosperità tra i popoli. Da ragazzo pensavo che ci fossero due campi avversi. Uno era buono e l’altro cattivo. Una divisione netta tra bene e male. In uno schieramento c’erano i padroni che tutelavano le proprie ricchezze e i relativi privilegi, quindi il male. Dall’altra i miseri, i poveri che avevano solo gli occhi per piangere e la cui unica ricchezza era quella del sangue: i figli, la famiglia ed eventualmente un pezzetto di terra dove spaccarsi la schiena, lavorarla e farla produrre col sudore della fronte. Impugnare la vanga, e con i calli sulle mani per necessità.

Le promesse di Giorgia

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 Il posto fisso. Speranza antica. I tempi sono cambiati. In peggio, dice qualcuno. Le conquiste sindacali frutto di scioperi, rivendicazioni e contrattazioni, tesi a migliorare la vita in fabbrica, nei luoghi di lavoro e nella società sono stati depennati dalle agende dei governi.

Dalle Multinazionali ad oggi, cos'è cambiato

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  Dopo ogni evento catastrofico naturale o generato dalla immensa stupidità umana, lo spirito di conservazione prevale sulla distruzione. La prima e la seconda guerra mondiale hanno generato mostri ma anche grandi opportunità. La storia lo insegna! Buonsenso, amore per la vita, interessi sono elementi che muovono le azioni di chiunque.

Bella, ciao!

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 Giorgia, ci sei? Il prodotto interno lordo è migliore al sud! ma davvero? Gli esponenti del governo meloni hanno la faccia tosta e non si vergognano di enfatizzare concetti simili.  Beati i poveri (sob) Dopo l'elogia alla povertà del cognato della Giorgia nazionale che asseriva la bontà dell'alimentazione naturale priva di sofisticazioni e che i poveri hanno la fortuna di poter fare perché si coltivano le verdure negli orti, arrivano a ruota libera gli altri dell'allegra banda a sciorinare stronzate. E a furia di dirle ci credono! E quel che è peggio in molti abboccano all'esca. 

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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