CAROSELLO

A mons. Maniago, vescovo di Catanzaro

di Franco Cimino 

 LETTERA AL VESCOVO, PER SALVARE IN BELLEZZA E RICCHEZZA LA NOSTRA CITTÀ



Eccellenza Rerendissima, Le scrivo alla vigilia della festa del Santo Patrono, che Lei, con saggezza ha finalmente riproposto alla sensibilità religiosa dei fedeli e all’attenzione laica dei cittadini. 

Apprezzo molto che il nostro Sindaco abbia intelligentemente utilizzato questa Sua sensibilità per fare della ricorrenza religiosa una festa nel Centro Storico della Città. 

Sentimento religioso e cultura, di cui lo stesso fa parte, contribuiranno a rafforzare lo spirito identitario catanzarese, che nel corso di questi decenni si è via via indebolito. 

Un errore e un danno. Sottovalutare ancora questo aspetto, rappresenta uno degli atti più colpevoli e della politica e della stessa Chiesa locale. 

La società catanzarese ha anche qui il punto più sensibile della debolezza che l’ha colpita per lungo tempo. Ogni anno, di questa vigilia, io mi permetto da cattolico e da cittadino, che nella mia persona, pur nella netta distinzione delle due qualità, si identificano, di scrivere al Vescovo della Città, non solo mia e non solo dei catanzaresi, ma dell’intera Calabria, una missiva pubblica. 

Una lettera aperta, come usa dire, nella quale il mio amore per Catanzaro, colpevole di non essere accompagnato dal coraggio necessario a difenderla (coraggio e impegno che pure io ho avuto sempre), si trasforma in preghiera al Presule, affinché Egli, con la forza della sua cultura e della sua parola ispirata, rimproveri, sproni, incoraggi, gli amministratori e i politici, come tutti gli uomini che ricoprono ruoli di responsabilità, quelli della cultura anche, a impegnarsi più fattivamente coraggiosamente per far uscire il Capoluogo dalla pesante condizione in cui si trova. Li solleciti a recuperare pienamente quell’intelligenza politica che si muova in contemporanea sui due piani. Quello della lettura attenta dei fenomeni sociali, che spingono sempre più giovani in quegli angoli bui della nostra città dove, nella distrazione generale, anche delle agenzie educative, non soltanto quelle tradizionali, stanno smarrendo la strada dell’impegno e della responsabilità verso sé stessi, e di se stessi con gli altri, la comunità. In particolare, verso la dignità della persona e il valore della Vita. Lettura attenta sui fatti che, intrecciati fra loro, stanno accrescendo, nel buio che sta dietro le ingannevoli luci di un ingannevole economia, la povertà dei catanzaresi. Povertà diversa e diversificata, che tutta intera non si vede per le ragioni che non Le sfuggiranno. Una povertà che non è solo materiale, ma anche morale. Morale non nel senso di dimenticanza di quei principi di cui è fatta la sostanza umana. In particolare, la nostra specifica cittadina. I catanzaresi resteranno sempre un popolo onesto e sincero. Mi riferisco, invece, a quel male sottile, che si presenta oggi come il più grave e pericoloso, la perdita di fiducia nelle istituzioni tutte e nelle figure rappresentative in esse. La perdita di fiducia nelle autorità e nell’autorità come nello stesso principio di autorità, taglierà le gambe ai nostri concittadini, che devono insieme camminare verso il riscatto dell’attuale condizione. E, conseguentemente, per Progresso. Progresso, il luogo in cui crescita economica e Democrazia camminano insieme. Questa sfiducia, si sta trasformando in rassegnazione, la peggiore condizione della persona, del cittadino, di un popolo. Il nostro sta rischiando di cedere ad essa anche quel sentimento identitario, che sempre spinge in direzione dell’unità cittadina. Qui questa spinta è bloccata in partenza dalle debolezza della politica, con la minuscola, sempre più divisa. E lacerata da quelle spinte egoistiche e personalistiche, che mettono l’uno contro l’altro armati, trasformando anche la più nobile delle assemblee, il Consiglio Comunale, in un’autentica arena in cui si consumano scontri feroci, tra insulti e minacce varie. Una povertà, la nostra, in particolare quella economica, nella quale si realizza un fenomeno quasi unico nelle economie. Quello che vede crescere la ricchezza dei pochi ricchi sulla povertà dei poveri. Sottolineo questo aspetto particolare, per affermare ciò che Lei, dalla sua Cattedra, potrebbe insegnare a tutti. E, cioè, che questa contraddizione produce il danno più grave, che da economico diventa sociale e morale. Tanto denaro si muove, anche in ambiti in cui non si vede o non viene apertamente registrato, senza che questo movimento procuri benessere e ricchezza per l’intera Città. 

Il caso Marina è emblematico, di queste contraddizioni e di altri fenomeni devianti. In particolare, quelli in cui la criminalità la fa da padrona, nonostante l’impegno delle Forze dell’Ordine, spesso lasciate sole a sbrigarsela con un potere “ quasi militare”, che condizione sempre più la vita del Capoluogo, con pezzi di territorio completamente separati dal resto. Eccellentissimo Padre, potrei continuare ancora a lungo nel dire, anzi nel ripetermi, sulle problematiche dolorose della città Città. Ma le sottrarrei tempo prezioso. Come Lei sa, anche per la eco che hanno avuto quelle parole, un bel sacerdote che serve una parrocchia a Marina, padre Rocco, ha parlato con il Vangelo in una mano e la Costituzione nell’altra ( i due libri che “ predica” da sempre il nostro don Mimmo, il Cardinale), della società in dissoluzione da fatti “dissoluti” che sono disseminasti da mostri “invisibili” . Quei mostri che, aggravando la strutturale fragilità del Capoluogo, stanno portando sempre più ai margini della società, quella in cui si trovano gli storici esclusi, un numero crescente dei nostri giovani. Per questa via, non il futuro, ma l’immediato presente della nostra realtà, sarà irrimediabilmente compromesso. Il domani conosce già una grave menomazione. Nulla di esso può sorgere, neppure il sole, senza la forza dei giovani. La loro intelligenza. La loro idealità e la loro moralità. La loro onestà. 

Oggi Catanzaro ha bisogno di una guida morale alta, una voce forte che tuoni in questo potenziale deserto di legalità e di politica. Antica tradizione vuole che nelle due grandi ricorrenze, quella dell’Immacolata e quella di San Vitaliano, il Vescovo parli alla Città. A tutta la Città. In particolare, a chi l’amministra. E a chi la rappresenta nelle diverse istituzioni. Ricordo ancora le omelie di Antonio Cantisani, padre e vescovo catanzarese fino al midollo e all’ultima cellula del suo cuore. La Sua voce rompeva i muri vecchi e le menti anchilosate, le cattiverie e le ipocrisie. La nostra indolenza e le nostre vili paure. 

Chiedo a Lei, padre eccellentissimo, di dirci le parole che i catanzaresi si attendono. Che siano severe, come le meritiamo. E piene di luce nella via che dobbiamo intraprendere per costruire la felicità. La serenità. La Pace. La ricchezza. Il Progresso. Di Catanzaro. E da qui della Calabria. E del mondo. Che tutto il bello che il mondo desidera, parte sempre dai piccoli spazi. E dai piccoli uomini. I più belli, ché si fanno piccoli per Amore. Grazie Monsignore Maniago, padre Carlo, amico Carlo.

                                                        Franco Cimino

Commenti

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

ARTISTI IN CALABRIA

ARTISTI IN CALABRIA
La creatività è femmina

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

POSTA IL TUO PENSIERO

La nostra Carta d'Identità

Curiamo con amore e attenzione i temi cari al nostro blog incentrati su metodologie, analisi sociali, culturali, ambientali e politiche — "A ore 12" è Passione e Bellezza

Attivi dal 2009 in modo indipendente e senza scopi commerciali, scriviamo nello spazio web del blog A ore 12. Prestiamo massima attenzione alla seria competenza dei nostri autori, del promotore culturale Mario Iannino (ricercatore visivo e esperto d'arte ) e dei collaboratori con o senza profili accademici e istituzionali, tutti accomunati dall’onestà intellettuale messa a disposizione del collettivo.

  • Ricerca Visiva: Direzione scientifica di alto livello, focalizzata sulla cultura e la memoria storica.
  • Analisi Politica e Sociale: Approfondimenti basati su esperienza diretta e rigore metodologico.

La forza del blog risiede nell'indipendenza editoriale e nella qualità dell'analisi, libera da logiche di clickbait e mirata a una "elevazione culturale collettiva".

Indipendenza e Rigore

A ore 12 predilige la sostanza alla forma, offrendo analisi critiche profonde su attualità, politica e arte. Valorizziamo il territorio anche tramite l'Archivio Iannino: uno spazio dedicato a recensioni, mostre e opere, con un focus particolare sulle creazioni e sulla fotografia curate da Mario e Valentina Iannino, responsabili della parte visiva del blog.

Trasparenza Metodologica

Il blog offre uno sguardo critico e indipendente, distinguendo chiaramente tra:

  • Opinione e Analisi: Riflessioni critiche su politica, sanità e attualità locale a firma di appassionati collaboratori.
  • Dati e Atti: Approfondimenti su questioni amministrative che, pur stimolando il dibattito, richiedono il riscontro delle fonti ufficiali per i dettagli tecnici.
  • Divulgazione: Consigli basati sull'esperienza e sul buon senso.

In sintesi, un punto di riferimento culturale indipendente, garantito da onestà intellettuale e spessore scientifico.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.