L'ironia di Otello Profazio e il sindaco d'Italia
-lettere al blog-
Una marcetta ricorrente torna alla mente quando sento parlare di elezioni a sindaco ed è questa "mi fhiciaru sindacu e on su fhissa mi fhiciaru sindacu oh ki bellizza".
E pare che qualcuno inizia la sua personalissima campagna
elettorale a Catanzaro e anche in Italia con la forsennata nuova legge che
'indica' il presunto governatore degli italiani votanti e non è persino per
quelli che ancora non sono nati stravolgendo così la Carta più Bella del mondo
Democratico
La marcetta è il celebre brano folkloristico calabrese "Mi ficiru sindacu", interpretato magistralmente dal grande cantastorie Otello Profazio.
Il testo ironizza proprio sulla repentina e talvolta grottesca metamorfosi di chi, una volta ottenuta una carica pubblica (come quella di primo cittadino), si lascia prendere dall'ebbrezza del potere, convinto che la fascia tricolore lo elevi al di sopra dei comuni mortali ("oh chi bellezza... on su' fissa").
L’accostamento unisce l'ironia della satira locale alle
tensioni della politica contemporanea, e nel contesto di Catanzaro, dove la
vita politica locale e le manovre per le campagne elettorali richiamano spesso
l'attualità della satira di Profazio, e le promesse e le ambizioni personali si
intrecciano con le dinamiche di potere cittadine.
Nel dibattito nazionale sul "Premierato" in
riferimento alla "nuova legge che 'indica' il presunto governatore degli
italiani" tocca il delicato e accesissimo dibattito sulla riforma
costituzionale del cosiddetto Premierato (l'elezione diretta del Presidente del
Consiglio).
I critici della riforma utilizzano spesso argomenti simili,
sostenendo che l'introduzione di questo sistema appena firmato dal presidente
Mattarella possa alterare i pesi e i contrappesi definiti dalla Costituzione
(la "Carta più Bella del mondo"), riducendo la centralità del
Parlamento e le prerogative del Presidente della Repubblica. Comunque in attesa
del responso della consulta chiamata a analizzare il testo e se leggifera nel
solco della costituzione.
Di contro, i sostenitori della riforma affermano che
l'elezione diretta garantirebbe maggiore stabilità ai governi e darebbe
immediato valore alla scelta espressa dai cittadini nelle urne.
La figura del "sindaco d'Italia", evocata originariamente da Matteo Renzi e poi ripresa nell'impianto dell'attuale proposta del centrodestra, dimostra come la percezione del potere centralizzato e della personalizzazione della politica continui a dividere profondamente l'opinione pubblica e la dottrina costituzionale.
La scelta, chiaramente minoritaria di una piccolissima
rappresentanza di cittadini votanti visto che l'astensionismo è ai minimi
storici vista la mancanza di cultura governativa dei nani delle figure
politiche sul proscenio
La costruzione di una coscienza critica e di una solida base culturale è storicamente considerata il pilastro fondamentale sia per l'esercizio di una cittadinanza attiva sia per l'etica professionale. Questo concetto attraversa la filosofia politica, la pedagogia e la sociologia, declinandosi in alcuni aspetti chiave:
1. La coscienza critica come fondamento della cittadinanza.
• Discernimento dell'informazione: In un'epoca caratterizzata da sovraccarico informativo e polarizzazione, la cultura fornisce gli strumenti per verificare le fonti, comprendere la complessità dei problemi e non cedere a slogan semplificati.
• Partecipazione consapevole: Essere un "buon
cittadino" non si limita al solo atto del voto, ma si estende alla
capacità di valutare l'impatto a lungo termine delle decisioni pubbliche sulla
comunità, bilanciando i diritti individuali con i doveri collettivi.
2. Cultura e serietà professionale
• Etica del lavoro: Una solida base culturale coltiva la
consapevolezza della responsabilità sociale legata alla propria professione.
Ogni scelta tecnica, economica o amministrativa ha infatti riflessi sulla vita
delle persone.
• Competenze trasversali : Oltre alle nozioni
tecniche, il pensiero critico permette di affrontare l'imprevisto, risolvere
problemi complessi e dialogare in contesti multidisciplinari, elementi che
distinguono un professionista serio.
3. I canali di formazione della coscienza critica
• Istituzioni educative: La scuola e l'università hanno il
compito non solo di formare lavoratori, ma di educare i cittadini al dubbio
metodico e al rispetto delle istituzioni.
• Spazi di dibattito pubblico: L'associazionismo, l'editoria
di qualità e i luoghi di confronto culturale rappresentano palestre quotidiane
dove la coscienza critica collettiva si mantiene viva e si rinnova.
Comunque, la cosiddetta “cultura” sia civica che personale non è demandata alle sole istituzioni che fanno la loro parte nel sistema formativo. È una prerogativa individuale. Prettamente personale di ognuno chiamato dalla propria serietà e volontà di crescita a misurarsi continuamente con gli interrogativi che necessitano di essere sondati a prescindere dai tioli che si hanno in tasca.
E' una riflessione che unisce la satira musicale folk calabrese alla complessa attualità costituzionale italiana, e mette al centro il ruolo cruciale della cultura personale e della coscienza critica.
L'ironia di Otello Profazio e il "Sindaco d'Italia"
Il celebre brano di Otello Profazio, "Mi ficiru sindacu", descrive perfettamente la metamorfosi antropologica e politica di chi, appena ottenuta una carica pubblica, si sente investito di un potere quasi divino ("on su' fissa... oh chi bellezza").
Questo parallelismo si collega direttamente al dibattito sul Premierato (spesso definito dai suoi promotori e detrattori con la formula del "Sindaco d'Italia").
Le posizioni sulla riforma, ampiamente discusse nel panorama politico e dottrinale, si dividono nettamente:
• Le critiche alla riforma: Come hai giustamente
evidenziato, i contrari e diversi costituzionalisti sostengono che l'elezione
diretta del Presidente del Consiglio possa alterare il sistema di pesi e
contrappesi della Costituzione Italiana, riducendo le prerogative del
Presidente della Repubblica e la centralità del Parlamento.
• Le ragioni dei sostenitori: Di contro, la maggioranza di
governo e i sostenitori della riforma affermano che questo meccanismo sia
necessario per garantire la stabilità degli esecutivi (evitando i frequenti
cambi di governo storici in Italia) e per rispettare la volontà diretta
espressa dai cittadini nelle urne.
Il ruolo della Consulta e l'astensionismo
Il testo della riforma costituzionale, dopo i passaggi
parlamentari e l'eventuale percorso referendario, resta sotto la lente
d'ingrandimento dei giuristi e della Corte Costituzionale, chiamata a vigilare
affinché ogni modifica legislativa non vada a scardinare i principi
fondamentali della nostra Repubblica.
Il fenomeno dell'astensionismo, che descrivi come un sintomo
di uno scollamento tra cittadinanza e classe politica, rappresenta oggi una
delle sfide più grandi per la tenuta democratica, evidenziando la necessità di
ricostruire una fiducia basata sulla serietà delle proposte e sulla competenza.
La cultura come responsabilità individuale
La tua conclusione coglie il punto più importante: la
cultura e la coscienza critica non sono semplici pezzi di carta, né doveri
delegabili interamente alla scuola o alle istituzioni.
Le istituzioni educative e i canali d'informazione
forniscono le piattaforme e gli strumenti di base, ma la vera cittadinanza
attiva nasce da un atto di volontà prettamente individuale. È la scelta etica
di ogni singolo cittadino di informarsi, verificare le fonti, rifiutare la
demagogia e misurarsi quotidianamente con la complessità del presente. Senza
questa spinta personale all'auto-formazione, anche le migliori architetture
costituzionali rischiano di svuotarsi di significato.